Una nuova banca federale per la stablecoin USD1
World Liberty Trust Company, l’entità bancaria collegata a World Liberty Financial, ha ricevuto venerdì 14 agosto 2026 l’approvazione preliminare condizionata per ottenere una carta di banca fiduciaria nazionale negli Stati Uniti. La decisione dell’Office of the Comptroller of the Currency, l’autorità federale che supervisiona le banche nazionali, apre la strada a un modello nel quale la stablecoin USD1 potrebbe essere emessa, riscattata e amministrata direttamente da una struttura sottoposta a supervisione federale.
Il provvedimento non rappresenta ancora l’avvio dell’attività bancaria. Si tratta di un’approvazione condizionata: World Liberty Trust dovrà completare una serie di requisiti organizzativi, patrimoniali e operativi prima di poter iniziare a operare come banca nazionale. La distinzione è rilevante, soprattutto in un settore nel quale l’ottenimento di una carta bancaria viene spesso interpretato dai mercati come una licenza pienamente operativa.
Cosa prevede il progetto
La domanda presentata all’OCC il 5 gennaio 2026 descrive World Liberty Trust come una banca fiduciaria nazionale senza assicurazione sui depositi della Federal Deposit Insurance Corporation. Il piano indica tra le attività previste l’emissione di USD1, una stablecoin ancorata al dollaro con rapporto teorico di uno a uno, la gestione delle riserve, la custodia di asset digitali e i servizi di conversione tra dollari e token.
Secondo la documentazione resa pubblica dall’OCC, le riserve di USD1 dovrebbero essere costituite da dollari depositati presso istituzioni finanziarie, fondi monetari governativi statunitensi e altri equivalenti di liquidità. La struttura proposta non sarebbe quindi una banca commerciale tradizionale: non dovrebbe raccogliere depositi assicurati dal governo federale né svolgere ordinaria attività di credito. Il suo perimetro sarebbe concentrato su servizi fiduciari, custodia, regolamento e gestione della stablecoin.
La carta nazionale avrebbe un’importanza strategica per World Liberty Financial. Oggi l’emissione e la gestione di USD1 dipendono da infrastrutture e intermediari esterni. Con una banca fiduciaria federale, il gruppo potrebbe internalizzare una parte delle funzioni essenziali della stablecoin, inclusi il conio, il rimborso, la custodia delle riserve e alcuni servizi di regolamento.
Le condizioni imposte dal regolatore
L’approvazione dell’OCC è accompagnata da vincoli significativi. La nuova banca dovrà limitare le proprie operazioni alle attività di una trust company e a quelle strettamente collegate. Inoltre, dovrà adeguarsi al GENIUS Act e alle relative norme attuative. Se l’attività di emissione o rimborso di USD1 non dovesse risultare conforme alle regole definitive, l’OCC potrà imporne la modifica, la sospensione o la dismissione.
Il provvedimento richiede anche un livello minimo di capitale Tier 1 pari a 8,7 milioni di dollari. Almeno il maggiore tra il 50% del capitale Tier 1 e 4,35 milioni di dollari dovrà essere detenuto in attività liquide idonee. La banca sarà inoltre tenuta a conservare liquidità sufficiente a coprire 180 giorni di spese operative.
Per i primi tre anni di attività, ogni cambiamento significativo rispetto al piano aziendale dovrà essere comunicato all’OCC con almeno 60 giorni di anticipo e richiederà un’esplicita valutazione di non opposizione da parte del supervisore. Le condizioni mostrano che l’autorizzazione non è un lasciapassare generale per espandere liberamente le attività nel mercato crypto, ma un via libera limitato al modello presentato nella domanda.
Perché la decisione conta per il mercato delle stablecoin
La decisione arriva mentre negli Stati Uniti si sta consolidando il nuovo quadro federale per le stablecoin previsto dal GENIUS Act. Le autorità stanno definendo requisiti su riserve, liquidità, controlli antiriciclaggio, rendicontazione e supervisione. In questo contesto, la carta concessa a World Liberty Trust rappresenta un ulteriore passo verso l’integrazione tra emittenti di stablecoin e sistema bancario regolamentato.
Per il mercato, il punto centrale non è soltanto il caso specifico di USD1. La competizione si sta spostando sulla capacità degli emittenti di offrire una struttura regolamentare riconoscibile a banche, società di pagamento, fondi e grandi piattaforme finanziarie. Una stablecoin gestita direttamente da un’entità nazionale supervisionata dall’OCC potrebbe risultare più facilmente integrabile nei flussi istituzionali, nei sistemi di custodia e nei servizi di regolamento.
La carta potrebbe inoltre ridurre la dipendenza da intermediari esterni e rendere più lineare il rapporto tra emissione del token e gestione delle riserve. Tuttavia, la supervisione federale non elimina i rischi legati alla liquidità, alla governance, alla sicurezza informatica o alla capacità di mantenere il cambio con il dollaro in condizioni di forte richiesta di rimborso.
Il nodo politico e i possibili conflitti di interesse
La decisione è destinata a generare un dibattito anche al di fuori del settore crypto. World Liberty Financial è collegata alla famiglia del presidente Donald Trump e a esponenti della famiglia Witkoff. L’approvazione da parte di un’autorità guidata da un responsabile nominato dall’amministrazione Trump porta quindi in primo piano le questioni relative ai potenziali conflitti di interesse.
Esponenti democratici del Congresso e gruppi di tutela degli interessi pubblici avevano già chiesto all’OCC di valutare con particolare attenzione la domanda, citando la sovrapposizione tra interessi politici, proprietà private e infrastruttura finanziaria. Il tema non riguarda soltanto la legittimità formale della carta, ma anche la fiducia degli utenti e delle controparti istituzionali in una stablecoin associata a una società con legami diretti con il presidente in carica.
L’OCC, da parte sua, ha applicato alla domanda il percorso previsto per le banche fiduciarie nazionali e ha subordinato l’autorizzazione a requisiti patrimoniali e operativi specifici. Resta però da verificare come verranno gestiti nella pratica la separazione tra la banca e il gruppo sponsor, la trasparenza sulla proprietà effettiva e l’indipendenza dei controlli interni.
USD1 entra nella fase decisiva
World Liberty Financial aveva indicato a gennaio che USD1 aveva superato i 3,3 miliardi di dollari di circolazione nel primo anno di attività. La nuova carta può offrire al progetto una base istituzionale più solida, ma non garantisce automaticamente una crescita della capitalizzazione né una maggiore adozione da parte di utenti e operatori finanziari.
Il prossimo passaggio sarà il completamento delle condizioni fissate dall’OCC e l’eventuale autorizzazione all’inizio effettivo delle operazioni. Per il settore delle stablecoin, il caso World Liberty sarà osservato come un test importante: da un lato mostra quanto rapidamente un emittente possa cercare accesso diretto al sistema bancario; dall’altro evidenzia che la supervisione federale comporta vincoli stringenti e non cancella le questioni di governance, trasparenza e indipendenza.


