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CBDC

Euro digitale, Escrivá: limiti di detenzione stretti e ricalibrabili per proteggere i depositi bancari

Il governatore del Banco de España José Luis Escrivá ha ribadito che il futuro euro digitale dovrà avere limiti individuali di possesso molto rigidi. Se l’introduzione della CBDC…

di Redazione · 20 set 2026 · 2 letture
Euro digitale, Escrivá: limiti di detenzione stretti e ricalibrabili per proteggere i depositi bancari

Il progetto dell’euro digitale torna al centro del dibattito per una questione decisiva: quanto denaro potranno detenere cittadini e imprese nei portafogli della futura valuta digitale della banca centrale. José Luis Escrivá, governatore del Banco de España, ha spiegato che i limiti individuali di possesso saranno stretti e potranno essere modificati qualora l’introduzione della nuova forma di moneta provocasse uno spostamento dei depositi bancari superiore alle attese.

La posizione è stata espressa il 15 settembre 2026 durante la nona edizione del forum “Activos digitales”, organizzato in Spagna. Il messaggio arriva mentre l’Eurosistema prosegue i lavori tecnici sul progetto e mentre le istituzioni europee discutono il quadro legislativo necessario per una possibile emissione.

Il nodo dei limiti di possesso

Secondo Escrivá, il disegno dell’euro digitale dovrà prevedere limiti quantitativi in grado di impedire che la CBDC diventi un’alternativa generalizzata ai conti correnti bancari. Se i dati mostrassero un trasferimento di liquidità dai depositi verso i portafogli in euro digitale più ampio di quello previsto, i limiti individuali potrebbero essere ricalibrati.

Il principio è rilevante perché un euro digitale, a differenza dei depositi commerciali, sarebbe una passività direttamente collegata all’Eurosistema. Nei periodi di fiducia elevata, questa caratteristica potrebbe rafforzare la percezione di sicurezza della nuova forma di moneta. In una fase di tensione finanziaria, però, la stessa sicurezza potrebbe incentivare cittadini e imprese a spostare rapidamente fondi dalle banche commerciali verso la CBDC.

Il rischio non riguarda soltanto la composizione dei portafogli dei risparmiatori. Una migrazione consistente dei depositi potrebbe ridurre una delle principali fonti di finanziamento degli istituti di credito, con possibili conseguenze sulla liquidità e sulla capacità delle banche di sostenere il credito all’economia reale. Per questo il tema dei limiti di detenzione è diventato uno degli elementi centrali nella progettazione dell’euro digitale.

Una CBDC pensata per affiancare il contante

Escrivá ha precisato che la sostituzione attesa dovrebbe riguardare soprattutto il contante, non i depositi bancari. L’obiettivo dichiarato è quindi introdurre una forma digitale di moneta pubblica capace di affiancare banconote e monete nei pagamenti elettronici, senza trasformarsi in un conto corrente alternativo presso la banca centrale.

Questa impostazione è coerente con la descrizione ufficiale del progetto da parte del Banco de España. L’istituto presenta l’euro digitale come una possibile versione digitale della moneta europea, destinata a complementare il contante e i mezzi di pagamento privati. Al momento, tuttavia, non è stata presa una decisione formale sull’emissione.

La distinzione è importante anche per il mercato dei pagamenti. Una CBDC retail potrebbe offrire ai cittadini un mezzo di pagamento utilizzabile in tutta l’area euro e garantito dall’Eurosistema, mentre banche e prestatori di servizi di pagamento continuerebbero a gestire la distribuzione e le relazioni operative con gli utenti.

Perché la ricalibrazione conta per banche e mercati

Il riferimento alla possibile ricalibrazione introduce un elemento dinamico nel progetto. I limiti non sarebbero necessariamente considerati una soglia immutabile, ma uno strumento da adattare sulla base dei comportamenti osservati durante le fasi di sperimentazione e, in futuro, dopo un’eventuale introduzione.

Dal punto di vista delle banche, questo approccio riduce il rischio che l’euro digitale sottragga rapidamente una quota rilevante della raccolta. Dal punto di vista degli utenti, invece, significa che la quantità detenibile potrebbe dipendere non solo dalla normativa iniziale, ma anche dagli effetti concreti della CBDC sulla stabilità finanziaria.

La questione potrebbe assumere particolare rilievo durante le crisi. In condizioni normali, un limite di possesso relativamente contenuto potrebbe essere sufficiente a impedire il trasferimento strutturale dei depositi. In presenza di forti timori sul sistema bancario, però, anche i meccanismi di conversione automatica o i collegamenti tra portafoglio digitale e conto corrente potrebbero diventare determinanti per la velocità con cui la liquidità si sposta tra i diversi strumenti.

Il confronto con stablecoin e depositi tokenizzati

Il dibattito sull’euro digitale si inserisce in una trasformazione più ampia del sistema monetario europeo. Alle CBDC si affiancano le stablecoin private e i depositi bancari tokenizzati, strumenti che possono utilizzare infrastrutture basate su tecnologia distribuita ma hanno natura giuridica ed economica diversa.

Per le stablecoin, il valore dipende dalle riserve e dal soggetto emittente. I depositi tokenizzati restano invece passività di una banca commerciale. L’euro digitale sarebbe moneta della banca centrale destinata all’uso al dettaglio. La competizione tra questi strumenti potrebbe influenzare pagamenti, regolamento di attività finanziarie e trasferimenti transfrontalieri, ma anche la distribuzione della liquidità tra banche, piattaforme private e infrastrutture pubbliche.

In questo contesto, la prudenza sui limiti di possesso non rappresenta un dettaglio tecnico. È una scelta di architettura monetaria che cerca di conciliare tre obiettivi: offrire un mezzo di pagamento digitale garantito dalla banca centrale, preservare il ruolo degli intermediari e ridurre i rischi per la stabilità finanziaria.

Nessuna emissione automatica

Le dichiarazioni del governatore del Banco de España non equivalgono a un annuncio di emissione. Il progetto resta subordinato al completamento del percorso legislativo europeo e alle decisioni successive dell’Eurosistema. Anche la definizione dei limiti finali, pertanto, potrà cambiare durante il confronto tra istituzioni europee, banche centrali, settore bancario e altri operatori dei pagamenti.

La direzione indicata da Escrivá, tuttavia, chiarisce quale sarà uno dei principali criteri di valutazione: l’euro digitale dovrà essere abbastanza utile da sostenere i pagamenti elettronici, ma non così attraente da trasformarsi in un rifugio generalizzato per i depositi bancari. Per i mercati finanziari e per il settore crypto, il tema è rilevante perché definisce il ruolo che la moneta pubblica digitale potrà assumere accanto a stablecoin, depositi tokenizzati e infrastrutture di pagamento basate su blockchain.

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