La Commodity Futures Trading Commission ha avviato un nuovo percorso regolamentare per i mercati delle criptovalute negli Stati Uniti. Secondo il registro ufficiale dell’Office of Information and Regulatory Affairs, l’agenzia ha trasmesso il 17 settembre 2026 un’azione normativa preliminare intitolata “Regulation Crypto Asset Transactions and Regulation Crypto Asset Markets”.
Il dossier, identificato dal numero RIN 3038-AF80, risulta attualmente in fase di pending review presso l’ufficio della Casa Bianca incaricato di esaminare le iniziative regolamentari federali. La registrazione non contiene ancora il testo delle regole, né dettagli pubblici sugli asset, sulle piattaforme o sulle attività che potrebbero rientrare nel futuro quadro normativo.
Un passaggio preliminare, non una nuova legge
Il primo elemento da chiarire riguarda la natura dell’iniziativa. La CFTC non ha ancora pubblicato una norma definitiva e il passaggio presso l’OIRA non introduce obblighi immediati per exchange, intermediari, sviluppatori o investitori.
La classificazione come prerule indica una fase precedente rispetto alla pubblicazione di una proposta formale. Prima di arrivare a una possibile norma vincolante sarebbero necessari ulteriori passaggi amministrativi, tra cui la definizione del testo, l’eventuale pubblicazione e una procedura di consultazione pubblica.
Per questo motivo, non è ancora possibile stabilire se il progetto riguarderà principalmente il trading spot, i derivati, la registrazione delle piattaforme, la custodia o la definizione dei confini tra commodity e security. Ogni ricostruzione più dettagliata deve essere considerata un’ipotesi e non un contenuto già confermato dall’autorità.
La risposta della CFTC allo stallo del Congresso
L’iniziativa arriva pochi giorni dopo il fallimento del voto procedurale sul CLARITY Act al Senato. Il disegno di legge avrebbe dovuto definire, tra gli altri aspetti, la ripartizione delle competenze tra Securities and Exchange Commission e CFTC e il trattamento regolamentare di numerosi digital asset.
Lo stop parlamentare ha lasciato irrisolto il tema della struttura federale dei mercati crypto. La trasmissione del dossier all’OIRA segnala che la CFTC intende comunque portare avanti il proprio lavoro utilizzando le competenze già previste dalla legislazione vigente, senza attendere necessariamente l’approvazione di una nuova legge.
Il presidente della CFTC Michael Selig aveva già indicato nelle settimane precedenti la volontà dell’agenzia di elaborare un quadro per i mercati crypto basato sulle autorità esistenti. Tra le ipotesi discusse pubblicamente vi era anche la possibilità di creare una categoria di mercato dedicata agli asset digitali, nella quale alcune piattaforme già operative o registrate potessero offrire servizi sotto supervisione della commissione.
Perché la notizia conta per exchange e DeFi
Il dossier può avere conseguenze rilevanti per il settore anche se, al momento, non modifica direttamente le regole applicabili. Il punto centrale riguarda la possibilità che la CFTC assuma un ruolo più esteso nella supervisione dei mercati spot di alcune criptovalute considerate commodity.
Una maggiore presenza dell’autorità sui mercati crypto potrebbe offrire agli operatori un percorso regolamentare più definito. Exchange, broker e fornitori di infrastrutture avrebbero potenzialmente un riferimento federale per l’accesso al mercato, la gestione dei requisiti operativi e l’offerta di prodotti con leva o margine.
Allo stesso tempo, l’assenza di dettagli impedisce di valutare se il futuro impianto sarà favorevole o restrittivo. Una regolamentazione più chiara potrebbe ridurre l’incertezza per gli operatori istituzionali, ma nuovi obblighi di registrazione, reporting, capitale, custodia e controllo delle piattaforme potrebbero aumentare i costi per gli intermediari più piccoli.
Per la finanza decentralizzata il tema è ancora più delicato. Il registro ufficiale non specifica se la futura iniziativa includerà protocolli, interfacce software o soggetti che forniscono servizi senza detenere direttamente i fondi degli utenti. Qualsiasi estensione della supervisione a questi ambiti avrebbe implicazioni significative, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per affermare che sia questo l’obiettivo del dossier.
Un possibile doppio binario con la SEC
La mossa della CFTC si inserisce in una settimana particolarmente intensa per la regolamentazione statunitense degli asset digitali. La SEC ha infatti avviato un percorso separato per facilitare, in via temporanea e condizionata, la negoziazione di titoli tokenizzati su infrastrutture basate su blockchain.
Le due iniziative non costituiscono ancora un quadro coordinato. La SEC mantiene la competenza sui securities e sui mercati azionari, mentre la CFTC si concentra sui derivati e sulle commodity. Senza una legge approvata dal Congresso, il rischio è che gli operatori debbano continuare a confrontarsi con due percorsi regolamentari distinti e potenzialmente sovrapposti.
Per il mercato, la conseguenza immediata non è quindi l’introduzione di nuove regole, ma l’aumento dell’attività normativa. Gli investitori istituzionali possono interpretare il processo come un segnale di maggiore attenzione da parte delle autorità, mentre exchange e società crypto dovranno attendere il testo effettivo prima di poter valutare l’impatto operativo.
Le prossime tappe
Il passaggio più importante sarà la conclusione della revisione presso l’OIRA e l’eventuale pubblicazione di una proposta formale. Soltanto a quel punto sarà possibile conoscere l’ambito applicativo, la definizione degli operatori interessati, le regole per la registrazione e il rapporto con la disciplina già esistente.
Fino ad allora, il dossier RIN 3038-AF80 deve essere letto come un’indicazione di direzione della politica regolamentare americana, non come una riforma già approvata. Dopo lo stallo legislativo, la CFTC sta cercando di costruire un proprio percorso per i mercati crypto. La sua efficacia dipenderà però dal contenuto finale delle regole e dalla capacità di coordinarsi con la SEC e con il Congresso.


