Negli Stati Uniti il Congresso ha compiuto un nuovo passo verso una disciplina fiscale organica per criptovalute e altri asset digitali. Il 16 settembre 2026 la commissione Ways and Means della Camera ha approvato con 38 voti favorevoli e 5 contrari il Digital Asset Tax Certainty Act, il disegno di legge H.R. 10357 destinato a modificare numerose regole fiscali applicabili al settore.
Il provvedimento non è ancora una legge e il voto della commissione non equivale all’approvazione definitiva da parte della Camera o del Senato. L’importanza dell’iniziativa risiede però nel fatto che, secondo la documentazione parlamentare, si tratterebbe del primo intervento legislativo federale statunitense dedicato in modo diretto al trattamento sostanziale delle criptovalute e degli altri asset digitali.
Stablecoin e piccole transazioni
Uno degli elementi centrali del testo riguarda l’uso degli asset digitali come mezzo di pagamento. La proposta prevede l’esclusione da imposizione di alcune plusvalenze o minusvalenze derivanti dalla vendita di stablecoin statunitensi regolamentate, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti legati a operazioni considerate di natura più vicina ai pagamenti che all’investimento.
Il disegno di legge introduce inoltre una soglia de minimis per l’utilizzo di asset digitali destinato a coprire commissioni di rete e commissioni di transazione inferiori a 10 dollari. La logica è evitare che ogni operazione di importo ridotto generi un autonomo calcolo fiscale, un problema particolarmente rilevante per gli utenti che utilizzano criptovalute su reti caratterizzate da numerosi micro-pagamenti.
Il testo contempla anche la possibilità di adottare un metodo contabile semplificato per determinate transazioni. La misura punta a ridurre la complessità del calcolo di costi, ricavi e basi fiscali, soprattutto quando un contribuente effettua un elevato numero di operazioni di piccolo importo.
Mining e staking entrano nel perimetro legislativo
Il provvedimento interviene poi su due attività fondamentali per il funzionamento delle blockchain: mining e staking. La proposta mira a chiarire le regole di qualificazione e di sourcing dei relativi compensi, un’area che negli Stati Uniti è stata finora caratterizzata da incertezza interpretativa e da una combinazione di indicazioni amministrative e principi fiscali generali.
Il testo prevede inoltre condizioni più favorevoli per i prodotti d’investimento negoziati in borsa che intendono partecipare allo staking. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’attività di validazione comprometta il trattamento fiscale del veicolo d’investimento, mantenendo al tempo stesso una distinzione tra il rendimento derivante dallo staking e le altre componenti del prodotto.
Wash sale e parità con gli strumenti tradizionali
Un altro passaggio rilevante riguarda l’applicazione agli asset digitali delle regole anti-abuso già previste per alcuni strumenti finanziari tradizionali. In particolare, il Digital Asset Tax Certainty Act estende alle criptovalute le disposizioni sulla wash sale e sulla constructive sale, oltre ad altre norme collegate ai derivati finanziari, alle società estere e ai territori statunitensi.
La wash sale rule limita la possibilità di realizzare una perdita fiscale vendendo un’attività e ricomprandola in un arco temporale ravvicinato. L’inclusione degli asset digitali nella disciplina ridurrebbe una delle differenze più significative rispetto ai titoli tradizionali, ma potrebbe anche aumentare la complessità operativa per trader e intermediari.
La proposta riconosce inoltre agli operatori professionali la possibilità di utilizzare il mark-to-market accounting, già disponibile in determinati casi per titoli e commodity. Sono previste anche disposizioni per equiparare il trattamento fiscale delle donazioni di alcuni asset digitali a quello delle donazioni di titoli quotati.
Nuovi obblighi e programma di voluntary disclosure
Sul fronte della rendicontazione, il disegno di legge prova a intervenire sul volume dei moduli fiscali prodotti dagli intermediari. Il sistema statunitense di reporting sugli asset digitali è entrato in una fase più strutturata con il Form 1099-DA, attraverso il quale i broker devono comunicare all’Internal Revenue Service i proventi delle vendite e, per alcune attività, le informazioni sulla base fiscale.
La proposta legislativa mira a rendere più selettivi gli obblighi e a ridurre le comunicazioni ritenute non proporzionate rispetto al valore delle operazioni. Il comitato ha indicato tra le motivazioni del provvedimento proprio il peso amministrativo associato alla rendicontazione di transazioni di importo molto contenuto.
Il testo incarica inoltre il Tesoro di creare un programma di voluntary disclosure dedicato agli asset digitali. I contribuenti che non hanno rispettato correttamente gli obblighi fiscali potrebbero disporre di un percorso specifico per regolarizzare la propria posizione con penalità ridotte. La misura avrebbe una duplice funzione: favorire l’emersione delle irregolarità e ridurre l’incertezza che può disincentivare le dichiarazioni spontanee.
Perché la notizia conta per il mercato crypto
Il voto della Ways and Means rappresenta un passaggio importante perché sposta il confronto dagli orientamenti amministrativi a un possibile intervento del legislatore. Per exchange, broker, emittenti di stablecoin, piattaforme di staking e investitori istituzionali, una disciplina più definita potrebbe ridurre il rischio di interpretazioni divergenti e rendere più prevedibili i costi di compliance.
La proposta contiene però anche elementi destinati ad aumentare i controlli. L’estensione delle regole anti-abuso e la maggiore chiarezza sulla rendicontazione potrebbero limitare alcune strategie fiscali utilizzate nel mercato crypto, soprattutto quelle basate sulla realizzazione e sul riacquisto ravvicinato di posizioni in perdita.
Per gli investitori, l’effetto concreto dipenderà dal testo finale, dagli eventuali emendamenti e dal percorso parlamentare. Il provvedimento dovrà infatti superare ulteriori passaggi prima di poter diventare operativo. Non è quindi ancora possibile considerare le soglie, le esenzioni o le regole su mining e staking come norme applicabili.
Il dato politico più rilevante è che il tema fiscale ha ottenuto un sostegno bipartisan nella commissione competente, in un momento in cui il Congresso continua a discutere anche una riforma più ampia della regolamentazione degli asset digitali. La tassazione potrebbe così diventare il primo segmento del quadro crypto statunitense a raggiungere una forma legislativa organica, separata dal più complesso negoziato sulla supervisione di mercato.


