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Europa

Binance e la licenza MiCA in Grecia: il rapporto su Lagarde riapre il caso dei confini tra vigilanza e politica

Un’inchiesta del Wall Street Journal sostiene che Christine Lagarde avrebbe chiesto al premier greco di non sostenere la licenza MiCA di Binance. L’episodio, non confermato ufficialmente…

di Redazione · 18 set 2026 · 4 letture
Binance e la licenza MiCA in Grecia: il rapporto su Lagarde riapre il caso dei confini tra vigilanza e politica

La procedura europea di Binance torna al centro del dibattito regolamentare dopo un rapporto del Wall Street Journal secondo cui la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, avrebbe chiesto al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis di non sostenere l’autorizzazione dell’exchange nell’ambito del regolamento MiCA.

Il dossier riguarda una domanda presentata da Binance in Grecia per ottenere una licenza come crypto-asset service provider. L’autorizzazione avrebbe potuto consentire alla società di offrire i servizi coperti dal regolamento in altri Stati membri attraverso il meccanismo del passporting europeo. Secondo il quotidiano statunitense, l’iter greco sarebbe stato vicino alla conclusione prima che la società ritirasse formalmente la domanda il 24 giugno 2026.

La ricostruzione non equivale a una decisione ufficiale di rigetto. Il rapporto attribuisce l’intervento a persone informate sulle discussioni, mentre né la BCE né Christine Lagarde né la Hellenic Capital Market Commission hanno pubblicamente confermato l’episodio. Binance, interpellata sulla vicenda, ha scelto di non commentare quelle che ha definito speculazioni, ribadendo però l’intenzione di continuare a cercare un’autorizzazione MiCA nell’Unione europea.

Che cosa sostiene il rapporto

Secondo la ricostruzione pubblicata il 18 settembre, i funzionari greci avrebbero comunicato a ESMA, all’inizio di giugno, l’intenzione di procedere verso l’approvazione della domanda di Binance. L’exchange si sarebbe preparato ad annunciare il risultato come un passaggio decisivo per il ritorno pienamente regolamentato sul mercato europeo.

Il quadro sarebbe cambiato dopo un intervento politico attribuito a Lagarde. La presidente della BCE avrebbe espresso preoccupazioni legate alla storia giudiziaria e antiriciclaggio di Binance negli Stati Uniti, ma anche alla possibile espansione delle stablecoin denominate in dollari nel mercato europeo. Nella ricostruzione del Journal, il tema avrebbe riguardato anche l’impatto di tali strumenti sul progetto dell’euro digitale e sull’autonomia dei sistemi di pagamento europei.

Questi elementi restano, allo stato attuale, parte di una ricostruzione giornalistica. Non è quindi possibile presentare come accertato né il contenuto dei colloqui né l’effettiva influenza esercitata dalla BCE sulla decisione greca.

Il punto regolamentare: chi decide sulle licenze MiCA

L’episodio è rilevante perché mette in evidenza una possibile tensione tra l’architettura formale di MiCA e il peso politico delle istituzioni europee. Nel quadro attuale, la licenza per un crypto-asset service provider viene rilasciata dall’autorità competente dello Stato membro di origine. Una volta ottenuta, l’autorizzazione può consentire la prestazione transfrontaliera dei servizi nell’Unione, secondo le regole del passaporto europeo.

La BCE non è l’autorità che concede direttamente le licenze MiCA agli exchange. Il suo mandato riguarda principalmente la politica monetaria e, nell’ambito della vigilanza bancaria, gli enti sottoposti alla supervisione prudenziale. ESMA, a sua volta, svolge funzioni di coordinamento e contribuisce all’applicazione uniforme della disciplina europea, ma il rilascio dell’autorizzazione al singolo operatore resta formalmente legato al procedimento nazionale previsto dal regolamento.

Proprio per questo, l’eventuale intervento informale di un’autorità europea in una procedura nazionale avrebbe un peso istituzionale significativo. Non significherebbe automaticamente che MiCA sia stato violato, ma solleverebbe interrogativi sulla trasparenza del processo, sulla separazione dei ruoli e sui criteri utilizzati per valutare il rischio di un operatore globale.

Perché la vicenda conta per il mercato europeo

Binance non ha ottenuto una licenza MiCA attraverso la procedura greca e, dopo il ritiro della domanda, ha indicato l’intenzione di rivolgersi a un altro Stato membro. Il mancato completamento dell’iter è diventato ancora più rilevante dopo la scadenza del periodo transitorio europeo, terminato il 1° luglio 2026. Da quella data, gli operatori privi di autorizzazione devono cessare o ridimensionare le attività che rientrano nel perimetro del regolamento, secondo le indicazioni delle autorità competenti.

Per gli exchange, la scelta dello Stato in cui presentare la domanda non è soltanto amministrativa. La licenza ottenuta in un Paese può avere effetti sull’intero mercato europeo, mentre il regolatore nazionale deve valutare governance, controlli antiriciclaggio, struttura societaria, gestione dei conflitti di interesse, protezione dei clienti e solidità operativa. Il caso Binance mostra quindi quanto sia delicato il rapporto tra armonizzazione europea e applicazione nazionale.

La vicenda potrebbe inoltre rafforzare il confronto sul ruolo di ESMA. Se il mercato unico deve garantire condizioni omogenee, una parte degli operatori e dei decisori politici potrebbe chiedere una supervisione europea più diretta per i grandi intermediari digitali. Dall’altra parte, gli Stati membri potrebbero difendere la responsabilità delle autorità nazionali, soprattutto in un settore nel quale le valutazioni su rischio operativo, antiriciclaggio e tutela degli utenti possono avere conseguenze immediate.

La posizione di Binance resta aperta

Il ritiro della domanda greca non equivale a un’uscita definitiva di Binance dall’Europa. La società ha dichiarato di voler continuare a perseguire una strada conforme a MiCA, ma non ha indicato pubblicamente quale sarà il prossimo Stato membro scelto per la richiesta di autorizzazione.

Per il mercato, il punto centrale sarà capire se la società riuscirà a presentare un nuovo dossier e quali condizioni verranno richieste dalle autorità europee. Per i regolatori, invece, il caso rappresenta un test sulla credibilità del sistema: le decisioni dovranno apparire fondate su criteri normativi verificabili e applicati in modo coerente, soprattutto quando riguardano il principale exchange globale per dimensione e presenza internazionale.

Fino a quando BCE, autorità greche o Binance non offriranno una ricostruzione ufficiale, l’ipotesi di un intervento diretto di Lagarde deve essere considerata come una notizia riportata da fonti giornalistiche, non come un fatto formalmente accertato. Resta però il tema più ampio: nell’Europa del MiCA, la frontiera tra autorizzazione tecnica, supervisione coordinata e valutazione politica dei rischi finanziari è destinata a diventare sempre più importante.

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