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ESMA, Verena Ross chiede una supervisione più europea: il messaggio per i grandi operatori crypto

Nel discorso pronunciato a Dublino il 17 settembre, la presidente dell’ESMA Verena Ross ha chiesto di rafforzare la supervisione europea sugli intermediari realmente transfrontalieri. La…

di Redazione · 20 set 2026 · 1 letture
ESMA, Verena Ross chiede una supervisione più europea: il messaggio per i grandi operatori crypto

La supervisione dei mercati europei deve diventare più integrata, soprattutto quando riguarda operatori, rischi e modelli di business che non si fermano ai confini di un singolo Stato. È questo il messaggio lanciato da Verena Ross, presidente dell’European Securities and Markets Authority, nel discorso pronunciato a Dublino il 17 settembre 2026 durante la conferenza Eurofi e pubblicato dall’autorità il giorno successivo.

Ross ha sostenuto che l’evoluzione dei mercati finanziari europei richiede un rafforzamento della supervisione a livello dell’Unione per alcune entità significative e fortemente transfrontaliere. Il riferimento della presidente non era circoscritto al comparto crypto e il discorso non introduce nuove regole direttamente applicabili agli exchange o ai fornitori di servizi su cripto-attività. Tuttavia, il principio espresso dall’ESMA ha una rilevanza immediata anche per l’industria digitale: con MiCA ormai entrato nella fase operativa, la questione della coerenza dei controlli tra le autorità nazionali è destinata a diventare centrale.

Il punto sollevato da Ross

Secondo la presidente dell’ESMA, i mercati europei sono diventati più interconnessi, mentre rischi, dati e attività degli intermediari si propagano sempre più rapidamente tra diverse giurisdizioni. In questo contesto, una supervisione frammentata può produrre aspettative differenti, richieste duplicate e tempi più lunghi per le imprese che operano in più Paesi.

Ross ha collegato il rafforzamento della supervisione europea anche all’obiettivo di semplificare il sistema. L’integrazione, nella sua impostazione, non dovrebbe significare una riduzione dei controlli, ma un modo per eliminare sovrapposizioni, rendere più uniformi le aspettative regolamentari e concentrare le risorse sui rischi effettivamente più rilevanti.

La presidente ha inoltre avvertito che il nuovo assetto non dovrebbe limitarsi ad aggiungere un livello europeo sopra quelli già esistenti. Se le responsabilità venissero soltanto sovrapposte senza sostituire o razionalizzare i meccanismi nazionali quando necessario, la promessa di semplificazione resterebbe incompiuta.

Perché il tema riguarda anche MiCA

Il regolamento MiCA ha introdotto un quadro uniforme per l’emissione, l’offerta e la negoziazione di numerose cripto-attività, oltre che per i servizi prestati dai crypto-asset service provider, i cosiddetti CASP. L’autorizzazione degli operatori resta affidata alle autorità competenti degli Stati membri, mentre l’ESMA svolge un ruolo di coordinamento, convergenza e raccolta delle informazioni a livello europeo.

Nel proprio registro MiCA, aggiornato il 16 settembre 2026, l’ESMA pubblica le informazioni ricevute dalle autorità nazionali e dall’EBA sugli emittenti, sui fornitori autorizzati e sui soggetti non conformi. L’autorità precisa che il registro viene aggiornato con cadenza regolare e che i dati riflettono le informazioni trasmesse dagli organismi competenti nazionali.

Questo modello consente di costruire una base informativa comune, ma non elimina automaticamente le differenze nelle procedure di autorizzazione, nelle prassi di vigilanza o nelle modalità con cui vengono valutati i rischi. È proprio su questo terreno che il discorso di Ross assume rilievo per il mercato crypto: i grandi operatori digitali possono offrire servizi a clienti di numerosi Paesi, utilizzare infrastrutture tecnologiche comuni e concentrare attività, liquidità e gestione del rischio in giurisdizioni diverse.

Nessuna nuova stretta, ma un’indicazione politica

È importante distinguere tra ciò che è stato annunciato e ciò che rappresenta una possibile conseguenza futura. Il discorso di Dublino non contiene una nuova misura di enforcement, non modifica i requisiti MiCA e non trasferisce formalmente all’ESMA la competenza sulle autorizzazioni dei CASP.

Il contenuto è invece un’indicazione politica e istituzionale in vista delle discussioni sul rafforzamento della supervisione europea. Ross ha richiamato il cosiddetto Market Integration and Supervision Package, sostenendo che le entità con attività altamente transfrontaliere e interconnesse potrebbero essere sottoposte a un approccio di vigilanza più integrato. Nel testo, però, non viene stabilito se e in quale misura il futuro perimetro possa comprendere gli operatori crypto autorizzati ai sensi di MiCA.

Per il settore, la direzione indicata è comunque significativa. Se il legislatore europeo dovesse estendere in futuro il ruolo diretto dell’ESMA su alcune categorie di operatori sistemici o di rilevanza paneuropea, gli exchange e i prestatori di servizi digitali più grandi potrebbero affrontare un processo di supervisione meno dipendente dalle differenze tra le autorità nazionali.

Le possibili conseguenze per gli operatori

Un sistema più uniforme potrebbe ridurre l’incertezza per le imprese che intendono operare in più mercati dell’Unione, soprattutto sul piano delle richieste documentali, dei controlli e delle aspettative sull’organizzazione interna. Potrebbe inoltre rendere più omogenea la valutazione di temi come la custodia degli asset, la gestione dei conflitti di interesse, la continuità operativa, la sicurezza informatica e il controllo dei rischi di mercato.

Dal punto di vista degli investitori, una maggiore coerenza nella supervisione potrebbe rendere più comparabili le informazioni sugli operatori autorizzati e più leggibili le differenze tra soggetti pienamente conformi al quadro europeo e piattaforme che operano fuori dal perimetro MiCA. Non significa, tuttavia, che l’autorizzazione europea elimini il rischio economico o quello tecnologico associato alle cripto-attività.

Per ora, il dossier resta nelle mani dei legislatori europei. Ross ha riferito che Consiglio e Parlamento europeo puntano a definire le rispettive posizioni negoziali entro la fine del 2026. Le prossime fasi diranno se la richiesta di una supervisione più integrata resterà un principio generale per i mercati finanziari oppure se produrrà un ampliamento concreto delle competenze europee anche nel comparto crypto.

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