Le principali exchange sudcoreane hanno raggiunto oggi, 18 agosto 2026, una nuova scadenza di delisting che coinvolge cinque criptovalute. Upbit ha fissato alle 15:00 ora coreana la fine del supporto al Tottenham Hotspur Fan Token, identificato dal ticker SPURS, mentre Bithumb ha programmato alla stessa ora la chiusura delle negoziazioni per GRACY, SPURS, ZTX, WIKEN e FITFI.
Le decisioni erano state annunciate il 16 luglio, ma il loro sviluppo operativo si è concentrato sulla giornata odierna. Per gli utenti delle due piattaforme, il passaggio segna la fine della possibilità di acquistare o vendere direttamente gli asset nei mercati interessati. Le exchange hanno inoltre indicato una successiva finestra per i prelievi, con scadenza prevista il 18 settembre 2026 alle 15:00 ora coreana.
Che cosa è successo su Upbit
Upbit ha interrotto il supporto a SPURS, il fan token associato al Tottenham Hotspur. La decisione riguarda il mercato SPURS/BTC e rientra nella procedura con cui la piattaforma valuta la permanenza degli asset digitali già quotati.
La documentazione pubblica di Upbit descrive un processo basato sul monitoraggio periodico degli asset, sulla verifica di fattori legati alla tutela degli utenti e sulla possibilità di chiedere chiarimenti ai team dei progetti. Quando le criticità non vengono risolte o la protezione degli investitori lo richiede, la commissione interna può deliberare la fine del supporto.
Nel caso di SPURS, la chiusura del mercato su Upbit arriva nello stesso giorno indicato da Bithumb. La coincidenza riduce la presenza del token sulle due maggiori piattaforme coreane e può incidere sulla capacità degli operatori locali di eseguire ordini con spread contenuti.
Bithumb elimina cinque asset
Bithumb ha inserito nella stessa procedura cinque criptovalute: Gracy, Tottenham Hotspur Fan Token, ZTX, WIKEN e Step App, corrispondenti ai ticker GRACY, SPURS, ZTX, WIKEN e FITFI.
Secondo l’avviso dell’exchange, le motivazioni che avevano portato alla classificazione degli asset come oggetto di attenzione non risultavano risolte. Bithumb aveva inizialmente indicato, per il gruppo di token, una capitalizzazione di mercato e volumi complessivi inferiori alle soglie previste dalla propria politica di valutazione. In seguito, l’exchange ha comunicato la fine del supporto dopo aver ritenuto non superate le criticità rilevate.
La chiusura delle negoziazioni comporta anche la cancellazione degli ordini non ancora eseguiti e l’interruzione del supporto alle operazioni tramite API. Bithumb ha inoltre avvertito che il mantenimento degli asset dopo il delisting può esporre gli utenti a rischi aggiuntivi, tra cui la riduzione della liquidità su altre piattaforme e l’eventuale limitazione del supporto tecnico.
La finestra per i prelievi non equivale alla continuità del mercato
La distinzione tra fine del trading e fine dei prelievi è rilevante. Anche dopo la chiusura dei mercati, gli utenti possono disporre di un periodo aggiuntivo per trasferire i token verso un’altra exchange o verso un portafoglio personale. Questo intervallo non mantiene però attiva la formazione del prezzo sulla piattaforma.
Per SPURS e per gli altri asset coinvolti, la liquidità disponibile dopo il 18 agosto dipenderà quindi dalle sedi di negoziazione alternative e dall’effettiva presenza di compratori e venditori. Il prezzo visualizzato su una piattaforma secondaria potrebbe non riflettere condizioni facilmente replicabili, soprattutto in presenza di volumi ridotti e spread ampi.
Gli utenti che intendono effettuare un prelievo devono inoltre verificare la rete supportata, gli eventuali requisiti di whitelist e i tempi tecnici necessari per l’approvazione dell’indirizzo. Un trasferimento avviato vicino alla scadenza potrebbe richiedere più tempo del previsto. Le exchange hanno invitato gli utenti a non attendere gli ultimi giorni della finestra disponibile.
Perché la notizia conta per il mercato degli exchange
Il caso sudcoreano mostra come il delisting possa diventare un fattore di mercato anche quando non riguarda Bitcoin o Ethereum. La perdita del supporto sulle principali piattaforme locali non modifica automaticamente la validità tecnica dei progetti, ma può ridurre in modo significativo l’accesso degli investitori a determinati asset.
Per gli exchange, queste decisioni rappresentano uno strumento di gestione del rischio e di selezione dell’offerta. Il mantenimento di un mercato poco liquido può aumentare la probabilità di esecuzioni distorte, forti variazioni tra un ordine e l’altro e difficoltà per gli utenti che desiderano uscire dalla posizione. La rimozione di un token può quindi essere presentata come una misura di tutela, pur avendo conseguenze immediate per i possessori.
Per i progetti interessati, invece, il delisting può aumentare la dipendenza da mercati esteri o decentralizzati. Tuttavia, la disponibilità su una DEX non garantisce automaticamente liquidità sufficiente, continuità degli scambi o possibilità di conversione a condizioni efficienti. La conseguenza pratica dipende dalla distribuzione dei volumi, dalla profondità degli ordini e dal numero di piattaforme ancora operative.
Un segnale sulla selezione degli asset quotati
La vicenda conferma una tendenza già visibile nel mercato crypto: le exchange stanno sottoponendo gli asset quotati a revisioni sempre più frequenti, con particolare attenzione a volumi, capitalizzazione, informazioni disponibili e adeguatezza dei presidi per gli utenti.
Non è corretto interpretare automaticamente un delisting come una prova di frode o come la fine tecnica di un progetto. Nel caso comunicato da Bithumb, la motivazione ufficiale è collegata al mancato superamento delle criticità individuate dalla politica di valutazione dell’exchange. La decisione segnala però che la permanenza su una piattaforma centralizzata non è garantita e può venire meno quando l’attività di mercato o i requisiti di controllo non risultano più sufficienti.
La scadenza del 18 agosto 2026 lascia ora agli investitori una fase di transizione: il trading sulle piattaforme interessate è terminato secondo i calendari annunciati, mentre i prelievi restano disponibili fino al 18 settembre 2026, salvo modifiche operative. L’attenzione si sposterà quindi sulla liquidità residua degli asset e sulla capacità dei rispettivi progetti di mantenere infrastruttura, comunicazione e accesso ai mercati dopo l’uscita dalle principali exchange coreane.


