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Tokenizzazione dei titoli, la SEC aggiorna le regole per i transfer agent e prepara il mercato on-chain

La Securities and Exchange Commission statunitense propone la prima revisione sostanziale delle regole sui transfer agent dagli anni Settanta e Ottanta. Nel nuovo impianto entrano…

di Redazione · 04 set 2026 · 6 letture
Tokenizzazione dei titoli, la SEC aggiorna le regole per i transfer agent e prepara il mercato on-chain

La Securities and Exchange Commission statunitense ha proposto una revisione delle regole che disciplinano i transfer agent, gli intermediari incaricati di mantenere il registro ufficiale degli azionisti e di facilitare emissione, cancellazione e trasferimento dei titoli. Il documento, pubblicato il 1° settembre 2026, rappresenta uno dei segnali più chiari dell’avvicinamento tra infrastrutture tradizionali dei mercati finanziari e tecnologia blockchain.

La proposta non introduce un nuovo mercato crypto né autorizza automaticamente la negoziazione di titoli sulla blockchain. Il suo obiettivo è aggiornare un quadro normativo concepito tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, quando i certificati cartacei e i registri centralizzati rappresentavano ancora il modello dominante. La SEC vuole invece rendere le regole compatibili con sistemi di registrazione elettronici, asset tokenizzati e processi di trasferimento basati su distributed ledger technology.

Blockchain e DLT entrano nei moduli di vigilanza

Uno degli elementi più rilevanti riguarda la revisione del Form TA-2, il documento con cui i transfer agent comunicano alla SEC informazioni sulle attività svolte, sugli account gestiti e sui rischi operativi. La proposta prevede che gli operatori indichino anche il numero di emissioni per le quali la tecnologia DLT viene utilizzata per mantenere il registro principale degli investitori.

La distinzione non sarà soltanto tecnologica. La SEC intende separare i titoli tokenizzati sostenuti direttamente dall’emittente da quelli sponsorizzati da soggetti terzi. La differenza è importante perché, nei due modelli, possono cambiare il rapporto con l’emittente, i diritti dell’investitore, la gestione del registro e l’esposizione a rischi operativi o di controparte.

Il nuovo schema dovrebbe inoltre classificare le emissioni tokenizzate in base alla tipologia di strumento finanziario. Tra le categorie indicate figurano azioni societarie, obbligazioni, fondi comuni, ETF, fondi chiusi, quote di limited partnership e titoli municipali. La SEC punta così a costruire una base informativa più precisa sulla diffusione della tokenizzazione all’interno del sistema finanziario regolamentato.

Agenti di tokenizzazione e piattaforme blockchain sotto osservazione

La proposta prevede anche nuovi obblighi informativi sui fornitori esterni utilizzati dai transfer agent. Tra le categorie elencate dall’autorità compaiono banche, sistemi di conservazione dei dati, fornitori di servizi di ricerca degli azionisti, agenti di tokenizzazione e piattaforme basate su tecnologia DLT.

Il tema centrale è il rischio operativo. Un transfer agent può affidare a terzi attività essenziali per la gestione dei registri, l’elaborazione dei trasferimenti o la conservazione delle informazioni sugli investitori. Un’interruzione, un errore di sistema o un problema di sicurezza presso uno di questi fornitori potrebbe avere conseguenze non soltanto sul singolo emittente, ma anche su più operatori e, in alcuni casi, sul funzionamento del sistema di regolamento.

Per questo motivo la SEC propone che i transfer agent comunichino il nome e il tipo dei fornitori che supportano direttamente le loro funzioni. Le informazioni sui singoli fornitori non verrebbero necessariamente rese pubbliche attraverso EDGAR, ma sarebbero disponibili all’autorità per valutare la concentrazione dei rischi e la dipendenza del mercato da specifiche infrastrutture tecnologiche.

Perché la proposta conta per i mercati crypto

La rilevanza per il settore crypto non riguarda soltanto Bitcoin o gli exchange. Il provvedimento interviene sul livello infrastrutturale della finanza tokenizzata, cioè sulla gestione del registro che certifica chi possiede un titolo e con quali diritti. È un passaggio meno visibile rispetto al lancio di un nuovo ETF, ma potenzialmente decisivo per l’evoluzione dei mercati on-chain.

Finora molti progetti di tokenizzazione sono stati sviluppati utilizzando modelli differenti: in alcuni casi il token rappresenta direttamente il titolo registrato dall’emittente; in altri, il collegamento passa attraverso una società o una piattaforma che crea un’esposizione indiretta. La nuova impostazione della SEC non elimina queste differenze, ma chiede che vengano identificate e misurate.

Per gli investitori, una maggiore trasparenza sul modello di tokenizzazione può aiutare a distinguere tra il possesso di un titolo registrato sulla blockchain e il possesso di un prodotto emesso da un intermediario che replica, rappresenta o collega economicamente quel titolo. Sono strutture che possono avere profili diversi in caso di errore contabile, insolvenza del fornitore o perdita dell’accesso agli strumenti tecnologici utilizzati per la registrazione.

La proposta è ancora in consultazione

La SEC ha precisato che si tratta di una proposta regolamentare e non di una norma già in vigore. Il periodo per l’invio dei commenti pubblici resterà aperto per 60 giorni dalla pubblicazione del testo nel Federal Register. Durante questa fase, transfer agent, emittenti, piattaforme tecnologiche e investitori istituzionali potranno intervenire sul contenuto degli obblighi previsti.

Il passaggio lascia spazio a possibili modifiche, soprattutto sulle modalità con cui dovranno essere classificati i titoli tokenizzati e sui dati richiesti ai fornitori tecnologici. La stessa SEC ha chiesto osservazioni sull’adeguatezza delle categorie proposte, sul livello di dettaglio delle informazioni relative ai service provider e sulle modalità di supervisione delle strutture che utilizzano registri distribuiti.

La direzione indicata dall’autorità è comunque chiara: la blockchain viene trattata sempre meno come un fenomeno separato dai mercati finanziari e sempre più come una tecnologia che può essere integrata nelle infrastrutture regolamentate. Per il mercato crypto, questo significa che la prossima fase della tokenizzazione dipenderà non solo dalla domanda per gli asset digitali, ma anche dalla capacità degli operatori di dimostrare solidità operativa, tracciabilità dei registri e chiarezza sui diritti degli investitori.

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