Strive ha portato la propria tesoreria a 25.000 Bitcoin dopo aver acquistato altri 469 BTC per circa 36,6 milioni di dollari. L’operazione, resa nota il 14 settembre 2026 attraverso la documentazione societaria e le comunicazioni della società, è stata realizzata tra l’8 e l’11 settembre a un prezzo medio di circa 77.954 dollari per Bitcoin, commissioni e spese incluse.
Il nuovo acquisto rappresenta un passaggio rilevante per Strive, società quotata al Nasdaq con ticker ASST, perché porta le sue disponibilità digitali a una soglia tonda e facilmente confrontabile con quelle degli altri operatori pubblici impegnati nelle strategie di accumulo. Prima dell’operazione, la società deteneva 24.531 Bitcoin. Al prezzo medio pagato per l’ultima tranche, il valore nominale dell’acquisto è stato quindi pari a circa 36,6 milioni di dollari.
Una raccolta finanziata dalla preferred stock SATA
Secondo quanto riferito dal CEO e presidente Matt Cole, il 100% del capitale raccolto nella settimana utilizzata per finanziare l’acquisto è arrivato dalle vendite di SATA, la preferred stock perpetua di Strive. Il valore nozionale complessivo di questo strumento ha superato 1 miliardo di dollari.
La struttura distingue il modello di Strive da un semplice acquisto effettuato con la liquidità disponibile in bilancio. La società utilizza infatti strumenti di capitale preferenziale per raccogliere risorse e aumentare l’esposizione al Bitcoin, mantenendo separata la raccolta rispetto all’emissione di azioni ordinarie. Questo meccanismo consente di continuare ad accumulare BTC anche quando il mercato azionario richiede maggiore prudenza, ma introduce allo stesso tempo obblighi finanziari e una maggiore complessità nella gestione del capitale.
La SATA è una preferred stock perpetua e, come altri strumenti di questo tipo, presenta caratteristiche diverse rispetto alle azioni ordinarie: può offrire agli investitori una priorità economica e una distribuzione prevista, mentre il valore delle attività sottostanti resta esposto alla volatilità del Bitcoin. Per gli azionisti ordinari, il punto centrale è quindi capire se l’aumento dei Bitcoin per azione compensa il costo della raccolta e l’eventuale diluizione economica derivante dall’espansione della struttura finanziaria.
L’amplification ratio sale al 53,5%
Con l’ultima operazione, Strive ha indicato un amplification ratio del 53,5%. La società definisce questo indicatore come il rapporto tra il nozionale del capitale preferenziale e del debito e il valore netto della tesoreria in Bitcoin. Non si tratta di una misura standardizzata valida per tutte le società, ma di un parametro utile per osservare quanta parte dell’esposizione alla tesoreria sia sostenuta da strumenti finanziari diversi dal capitale ordinario.
L’aumento del rapporto segnala che la crescita della tesoreria non dipende soltanto dall’apprezzamento del Bitcoin o dall’emissione di azioni comuni. Una parte significativa della strategia passa dalla capacità di collocare strumenti preferenziali sul mercato. Finché la domanda resta sufficiente, il modello può consentire acquisti regolari. Se invece il costo del capitale aumenta o la domanda per SATA si indebolisce, la velocità di accumulo potrebbe rallentare.
Perché il traguardo dei 25.000 BTC conta per il mercato
Il passaggio a 25.000 Bitcoin conferma la crescente presenza delle società quotate che utilizzano BTC come principale riserva di tesoreria. Il fenomeno non riguarda più soltanto le aziende pioniere del settore: nel 2026 il mercato sta osservando una competizione più ampia tra emittenti che raccolgono capitale con azioni ordinarie, preferred stock, debito o combinazioni di questi strumenti.
La dimensione della tesoreria rende Strive un acquirente riconoscibile sul mercato, ma non significa automaticamente che l’operazione produca un vantaggio per tutti gli azionisti. Il valore della strategia dipende da diversi fattori: il prezzo futuro del Bitcoin, il costo della raccolta, la capacità di mantenere la liquidità necessaria per gli impegni finanziari e il rapporto tra valore di mercato della società e valore degli asset digitali detenuti.
In caso di rialzo del Bitcoin, una struttura finanziata anche attraverso capitale preferenziale può amplificare l’esposizione economica della società al movimento dell’asset. In caso di correzione prolungata, però, la stessa struttura può aumentare la pressione sul bilancio e rendere più costoso mantenere il ritmo degli acquisti. Questa è la principale differenza tra la crescita della quantità di BTC detenuti e la creazione di valore per gli azionisti: le due dinamiche non coincidono necessariamente.
Una strategia ancora dipendente dal mercato dei capitali
L’operazione di Strive arriva in una fase in cui il Bitcoin si muove vicino ai livelli utilizzati da diverse società per le nuove acquisizioni. Il prezzo medio di circa 77.954 dollari pagato per i 469 BTC si colloca all’interno di un mercato ancora caratterizzato da forti oscillazioni e da una sensibilità elevata alle condizioni finanziarie globali.
Per Strive, il dato più importante non è soltanto il raggiungimento dei 25.000 Bitcoin, ma la conferma che la tesoreria continua a essere alimentata da nuova raccolta. Il superamento di 1 miliardo di dollari di nozionale per SATA amplia la capacità teorica del programma, ma aumenta anche l’attenzione degli investitori sulla sostenibilità della struttura e sui costi associati.
La notizia rafforza quindi una tendenza già osservata nel mercato: il Bitcoin viene sempre più utilizzato come asset di tesoreria da società quotate che cercano di trasformare l’esposizione alla criptovaluta in un modello finanziario permanente. Il risultato, tuttavia, dipenderà meno dal numero assoluto di BTC accumulati e più dalla qualità della raccolta, dalla gestione della leva economica e dalla capacità di sostenere la strategia durante le fasi di ribasso.


