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Staking di criptovalute: come funziona e quanto si guadagna

Lo staking permette di mettere a rendita le proprie criptovalute contribuendo alla sicurezza della rete. Vediamo come funziona, i rendimenti e i rischi.

di Redazione · 03 lug 2026 · 189 letture
Staking di criptovalute: come funziona e quanto si guadagna

Lo staking è una delle funzionalità più interessanti offerte dalle blockchain di nuova generazione. Consente ai possessori di alcune criptovalute di ottenere ricompense semplicemente mantenendo i propri token vincolati a supporto della rete.

Spesso viene paragonato a un conto deposito che genera interessi, ma il paragone è solo parzialmente corretto. Le ricompense derivano infatti dal funzionamento della blockchain e non rappresentano un interesse garantito come avviene nei tradizionali strumenti bancari.

Prima di decidere se mettere in staking le proprie criptovalute è importante comprenderne il funzionamento, i potenziali rendimenti e soprattutto i rischi.

Che cos'è lo staking

Lo staking consiste nel bloccare una determinata quantità di criptovalute all'interno di una blockchain che utilizza il meccanismo di consenso Proof of Stake (PoS).

Le criptovalute messe in staking contribuiscono alla sicurezza della rete, alla validazione delle transazioni e alla creazione di nuovi blocchi.

In cambio di questo contributo, la blockchain distribuisce periodicamente delle ricompense ai partecipanti.

Lo staking è quindi un modo per mettere a disposizione i propri token affinché la rete possa funzionare correttamente, ricevendo in cambio nuovi token come compenso.

Cos'è il Proof of Stake

Il Proof of Stake è un algoritmo di consenso utilizzato da numerose blockchain moderne.

Il suo obiettivo è consentire a migliaia di computer distribuiti nel mondo di accordarsi sullo stato della blockchain senza dover ricorrere al mining tradizionale.

A differenza del Proof of Work, utilizzato da Bitcoin, il Proof of Stake non richiede enormi quantità di potenza di calcolo né elevati consumi energetici.

La sicurezza della rete viene garantita dagli utenti che mettono in staking le proprie criptovalute.

Più token vengono impegnati, maggiore è il valore economico che protegge la blockchain e più difficile diventa comprometterne il funzionamento.

Come funziona lo staking

Il funzionamento può variare da blockchain a blockchain, ma il principio generale è simile.

L'utente blocca una determinata quantità di token.

Questi token vengono utilizzati dalla rete per partecipare al processo di validazione.

Ad intervalli regolari vengono selezionati dei validatori incaricati di confermare le transazioni e creare nuovi blocchi.

Per il servizio svolto, il protocollo distribuisce ricompense proporzionali ai token messi in staking, alle regole della rete e ad altri parametri tecnici.

Nella maggior parte dei casi non è necessario gestire direttamente un nodo validatore: è possibile delegare i propri token a validatori professionali mantenendone comunque la proprietà.

Ethereum e il passaggio al Proof of Stake

Uno degli eventi più importanti nella storia delle criptovalute è stato il passaggio di Ethereum dal Proof of Work al Proof of Stake, avvenuto nel 2022 con l'aggiornamento noto come The Merge.

Questo cambiamento ha ridotto drasticamente il consumo energetico della rete e ha reso lo staking uno degli elementi centrali dell'ecosistema Ethereum.

Oggi milioni di ETH risultano messi in staking da investitori, operatori professionali e piattaforme specializzate.

Quali criptovalute permettono lo staking

Non tutte le criptovalute supportano questa funzionalità.

Bitcoin, ad esempio, utilizza ancora il meccanismo Proof of Work e non prevede lo staking.

Tra le principali criptovalute che utilizzano il Proof of Stake o sue varianti troviamo:

  • Ethereum (ETH);

  • Solana (SOL);

  • Cardano (ADA);

  • Polkadot (DOT);

  • Avalanche (AVAX);

  • Cosmos (ATOM);

  • Tezos (XTZ);

  • Sui (SUI);

  • Near Protocol (NEAR).

Ogni blockchain stabilisce regole differenti riguardo ai rendimenti, ai tempi di blocco e alle modalità di partecipazione.

Come fare staking

Esistono diverse modalità per partecipare allo staking.

Tramite un exchange

Molti exchange centralizzati permettono di mettere in staking le proprie criptovalute con pochi clic.

La piattaforma gestisce tutta la parte tecnica e distribuisce periodicamente le ricompense.

È la soluzione più semplice, ma comporta l'affidamento dei propri asset a un intermediario.

Tramite wallet personali

Molti wallet non custodial consentono di delegare direttamente i propri token ai validatori della rete.

In questo caso l'utente mantiene il controllo delle proprie chiavi private.

È una soluzione generalmente preferita da chi desidera conservare piena autonomia.

Gestendo un nodo validatore

Alcune blockchain consentono agli utenti più esperti di gestire direttamente un nodo validatore.

Questa soluzione richiede competenze tecniche, disponibilità continua del server e, spesso, il possesso di una quantità minima di token.

Quanto si guadagna con lo staking?

Una delle domande più frequenti riguarda il rendimento.

La risposta è che non esiste un tasso fisso valido per tutte le criptovalute.

Le ricompense dipendono da numerosi fattori:

  • blockchain utilizzata;

  • quantità totale di token messi in staking;

  • inflazione della rete;

  • commissioni del validatore;

  • durata del vincolo;

  • condizioni di mercato.

Indicativamente, le blockchain più consolidate offrono rendimenti annuali generalmente compresi tra il 3% e l'8%, mentre progetti più piccoli possono promettere rendimenti superiori al 10% o addirittura molto più elevati.

È importante ricordare che rendimenti particolarmente alti sono spesso associati a un livello di rischio significativamente maggiore.

I principali rischi dello staking

Lo staking non è privo di rischi.

Rischio di mercato

Il rischio principale riguarda la volatilità.

Anche se si ricevono nuove criptovalute come ricompensa, il valore del token potrebbe diminuire in misura superiore al rendimento ottenuto.

Un rendimento del 6% annuo non protegge da un calo del prezzo del 30% o del 50%.

Periodi di blocco

Molte blockchain prevedono periodi durante i quali i token non possono essere venduti.

In alcuni casi è inoltre necessario attendere diversi giorni o settimane prima di poterli nuovamente utilizzare, attraverso il cosiddetto periodo di unstaking.

Slashing

Alcune reti applicano un meccanismo chiamato slashing.

Se il validatore si comporta in modo scorretto o viola le regole del protocollo, una parte dei token messi in staking può essere penalizzata.

Delegare i propri fondi a validatori affidabili riduce questo rischio, ma non lo elimina completamente.

Rischio dell'intermediario

Se lo staking viene effettuato tramite un exchange centralizzato, occorre considerare anche il rischio legato alla piattaforma.

Problemi operativi, sospensioni dei prelievi o insolvenze dell'intermediario possono compromettere temporaneamente l'accesso ai fondi.

Staking liquido (Liquid Staking)

Negli ultimi anni si è diffuso anche il cosiddetto Liquid Staking.

In questo modello, mentre i token rimangono in staking, l'utente riceve un token rappresentativo che può continuare a utilizzare nella finanza decentralizzata (DeFi).

Questa soluzione aumenta la flessibilità, ma introduce ulteriori rischi legati agli smart contract e ai protocolli utilizzati.

Conviene fare staking?

Lo staking può rappresentare uno strumento interessante per chi intende detenere una criptovaluta nel lungo periodo.

Se l'obiettivo è mantenere i token per mesi o anni, ottenere ricompense aggiuntive può contribuire ad aumentare il numero complessivo di asset posseduti.

Occorre tuttavia ricordare che il rendimento non è garantito e dipende sia dal funzionamento della rete sia dall'andamento del mercato.

Prima di mettere in staking una criptovaluta è opportuno valutare attentamente la solidità del progetto, le condizioni del protocollo, l'affidabilità dell'eventuale intermediario e il proprio livello di tolleranza al rischio.

Conclusioni

Lo staking rappresenta uno dei principali meccanismi che permettono alle blockchain Proof of Stake di funzionare in modo sicuro ed efficiente.

Per gli investitori costituisce una possibilità di ottenere ricompense mantenendo i propri token a supporto della rete. Tuttavia, non deve essere considerato un rendimento privo di rischio né assimilato a un investimento obbligazionario o a un conto deposito.

Le ricompense possono essere interessanti, ma devono sempre essere valutate insieme alla volatilità della criptovaluta, ai periodi di blocco, ai rischi tecnici e alla qualità del progetto sottostante.

Come per qualsiasi investimento nel settore delle criptovalute, la conoscenza e una corretta gestione del rischio rimangono gli strumenti più importanti.


Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative, educative e divulgative e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale, legale o di investimento. I rendimenti derivanti dallo staking non sono garantiti e possono variare nel tempo. Le criptovalute sono strumenti altamente volatili e comportano il rischio di perdita, anche totale, del capitale investito. Prima di partecipare a programmi di staking è consigliabile comprendere il funzionamento della blockchain interessata e valutare attentamente i rischi connessi.

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