L’Office of the Comptroller of the Currency ha trasmesso alla Casa Bianca il testo finale delle regole destinate ad attuare, per gli operatori sottoposti alla sua giurisdizione, il GENIUS Act, la legge statunitense che introduce un quadro federale per le payment stablecoin. Il passaggio, riferito il 28 agosto 2026, porta il dossier nella fase conclusiva del processo di revisione regolamentare e avvicina la pubblicazione della versione definitiva.
La notizia non equivale ancora all’entrata in vigore delle nuove disposizioni. Prima della pubblicazione ufficiale, il testo deve completare il controllo dell’amministrazione federale e gli ultimi adempimenti procedurali. L’OCC punta tuttavia a pubblicare la regola finale entro novembre, in anticipo rispetto all’avvio operativo previsto dal GENIUS Act.
Il passaggio alla Casa Bianca
La trasmissione del testo alla Casa Bianca indica che l’OCC ha concluso la valutazione delle osservazioni ricevute sulla proposta iniziale. L’agenzia aveva pubblicato il proprio notice of proposed rulemaking nel marzo 2026, delineando le regole applicabili agli emittenti di payment stablecoin rientranti nella sua competenza.
Il provvedimento riguarda in particolare gli emittenti qualificati a livello federale, alcune controllate di banche nazionali e di istituti di risparmio federali, oltre agli operatori esteri che ricadono nell’ambito di supervisione dell’OCC. Restano invece di competenza di altri regolatori le regole destinate agli emittenti vigilati dalla Federal Reserve, dalla Federal Deposit Insurance Corporation e dalle autorità statali.
Il GENIUS Act richiede infatti un’azione coordinata tra più autorità. Il Tesoro, l’OCC, la FDIC e la Federal Reserve devono tradurre in norme operative i requisiti stabiliti dalla legge per autorizzazione, riserve, liquidità, gestione dei rischi, compliance e supervisione degli emittenti.
Che cosa può cambiare per gli emittenti
Il testo finale dell’OCC dovrà definire in modo più puntuale come gli emittenti autorizzati dovranno dimostrare di rispettare gli obblighi previsti dal GENIUS Act. Tra gli aspetti centrali ci sono la composizione delle riserve, la gestione della liquidità, la capacità di onorare i rimborsi e i controlli sui rischi operativi.
La proposta pubblicata a marzo stabiliva che le payment stablecoin dovessero essere emesse da soggetti autorizzati e sostenute da attività idonee. La norma finale potrà specificare, tra gli altri elementi, quali strumenti siano considerati qualificanti per le riserve, con quali modalità debbano essere custoditi e quale documentazione gli emittenti debbano fornire alle autorità.
Un ulteriore capitolo riguarda i controlli antiriciclaggio e il rispetto delle sanzioni. Nel corso del 2026 l’OCC ha pubblicato anche una proposta separata sulle procedure AML, CFT e di gestione del rischio sanzionatorio applicabili agli emittenti di payment stablecoin sottoposti alla sua vigilanza. Il coordinamento tra i diversi testi sarà determinante per evitare sovrapposizioni o interpretazioni divergenti.
Una scadenza già oltrepassata
Il calendario presenta un elemento di tensione. Il GENIUS Act prevedeva che le autorità competenti adottassero le norme attuative entro il 18 luglio 2026, cioè un anno dopo la promulgazione della legge. La trasmissione del testo finale dell’OCC alla Casa Bianca arriva quindi dopo la scadenza indicata dal Congresso.
Il ritardo non ha però cancellato la legge né impedito alle agenzie di proseguire il lavoro regolamentare. Al contrario, l’OCC ha indicato novembre come obiettivo per completare il proprio provvedimento. La piena applicazione del quadro dipenderà comunque dall’insieme delle norme adottate dai diversi regolatori federali e statali.
Secondo la struttura prevista dal GENIUS Act, l’entrata in vigore generale è collegata alla data più ravvicinata tra il termine di 18 mesi dalla promulgazione della legge e il periodo successivo alla pubblicazione delle regole finali da parte dei principali regolatori federali. Per gli operatori di mercato, questo significa che la pubblicazione della norma dell’OCC sarà importante, ma non sufficiente da sola a chiudere tutte le incertezze.
Perché la notizia conta per il mercato crypto
Le stablecoin rappresentano uno dei principali punti di contatto tra il sistema finanziario tradizionale e le infrastrutture blockchain. Le regole sull’emissione negli Stati Uniti influenzeranno non soltanto gli emittenti autorizzati, ma anche banche, società fintech, exchange, fornitori di custodia e piattaforme che utilizzano token ancorati al dollaro per pagamenti, regolamento delle transazioni e gestione della liquidità.
La norma finale dell’OCC potrebbe aumentare la prevedibilità per gli operatori interessati a ottenere un’autorizzazione federale. Allo stesso tempo, requisiti più dettagliati su riserve, audit, reporting e controlli potrebbero innalzare i costi di ingresso e rendere più difficile l’accesso al mercato per gli emittenti di dimensioni ridotte.
Per gli exchange e i fornitori di servizi digitali, il punto decisivo sarà capire quali stablecoin potranno essere offerte agli utenti statunitensi una volta operativo il nuovo regime. Il GENIUS Act limita infatti la possibilità di offrire o vendere payment stablecoin negli Stati Uniti a token emessi da soggetti autorizzati o da emittenti esteri che rispettino condizioni specifiche.
La conseguenza potenziale è una maggiore selezione tra gli strumenti disponibili sul mercato. Le stablecoin in grado di dimostrare piena conformità, trasparenza sulle riserve e solidità dei processi di rimborso potrebbero ottenere un vantaggio competitivo. Al contrario, gli emittenti che non rientreranno nel perimetro autorizzato potrebbero incontrare restrizioni nell’accesso alle piattaforme e ai servizi rivolti alla clientela americana.
Il quadro non è ancora completo
Il passaggio compiuto dall’OCC è rilevante, ma non chiude il confronto regolamentare. Il testo trasmesso alla Casa Bianca non è ancora la regola pubblicata e non sono stati resi noti tutti gli eventuali cambiamenti rispetto alla proposta di marzo.
Restano inoltre da coordinare le iniziative delle altre autorità coinvolte nell’attuazione del GENIUS Act. La fase decisiva sarà quindi quella della pubblicazione dei testi finali e della successiva definizione delle procedure per le domande di autorizzazione.
Per il mercato crypto statunitense, il segnale è comunque chiaro: la regolamentazione delle payment stablecoin sta passando dalla fase legislativa a quella applicativa. Le prossime settimane diranno se il nuovo sistema riuscirà a offrire agli emittenti un percorso autorizzativo realmente prevedibile senza ridurre eccessivamente la concorrenza e l’innovazione nel settore.


