Negli Stati Uniti entra nella fase decisiva il primo tassello operativo del GENIUS Act dedicato ai controlli antiriciclaggio sugli emittenti di stablecoin. Il termine per inviare osservazioni sulla proposta congiunta delle autorità federali è fissato al 21 agosto 2026, lasciando agli operatori pochi giorni per valutare gli obblighi destinati a incidere sull’emissione e sulla gestione delle payment stablecoin.
Il progetto di regolamento è stato elaborato da FinCEN insieme all’Office of the Comptroller of the Currency, alla Federal Reserve, alla Federal Deposit Insurance Corporation e alla National Credit Union Administration. L’obiettivo è attuare una parte del Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act, noto come GENIUS Act, trattando gli emittenti autorizzati di payment stablecoin come istituzioni finanziarie ai fini del Bank Secrecy Act.
Identificazione dei clienti e verifica degli account
La proposta richiede agli emittenti di mantenere un programma efficace di identificazione della clientela. In concreto, il quadro riguarda le procedure con cui l’emittente dovrebbe identificare e verificare i titolari degli account, conservare le informazioni utilizzate per i controlli e applicare gli adempimenti collegati agli obblighi federali contro il riciclaggio e il finanziamento illecito.
Il documento chiarisce che il regime dovrebbe applicarsi agli emittenti qualificati sottoposti a supervisione federale, ma anche a quelli che rientreranno nei percorsi di supervisione statale previsti dal GENIUS Act. La proposta mira quindi a costruire un’impostazione uniforme tra le diverse autorità competenti, evitando che lo stesso tipo di emittente debba affrontare standard sostanzialmente diversi a seconda del supervisore.
Una fase ancora preliminare
Non si tratta ancora di una regola definitiva. Il testo pubblicato dalle autorità è una proposta sottoposta a consultazione pubblica e il termine per i commenti scade il 21 agosto 2026. Dopo la chiusura della finestra, le agenzie dovranno esaminare le osservazioni ricevute e valutare eventuali modifiche prima dell’adozione finale.
La distinzione è rilevante per il mercato. Gli emittenti non sono ancora soggetti, sulla base di questo specifico testo, a un nuovo insieme definitivo di procedure operative. Tuttavia, la proposta offre una prima indicazione concreta di come le autorità intendano trasformare i principi del GENIUS Act in controlli applicabili all’attività quotidiana.
Perché la proposta conta per il mercato crypto
Le stablecoin sono utilizzate sia per i regolamenti tra operatori digitali sia come infrastruttura per gli scambi sui mercati crypto. Un programma di identificazione della clientela applicato direttamente agli emittenti può rafforzare i controlli nel mercato primario, cioè nella fase di emissione, conversione, rimborso e custodia dei token.
La proposta, però, distingue implicitamente tra il rapporto diretto tra emittente e cliente e le attività del mercato secondario. L’acquisto di una stablecoin da un intermediario, il trasferimento tra wallet personali o lo scambio su un exchange sono attività diverse rispetto all’emissione o al rimborso effettuati dall’emittente. Questa distinzione potrebbe diventare centrale nella fase di attuazione, perché determinerà dove ricadranno gli obblighi di identificazione e quali soggetti dovranno dimostrare di avere procedure adeguate.
Per gli exchange e gli intermediari crypto, l’evoluzione delle regole potrebbe comportare un coordinamento più stretto con gli emittenti. Per le banche, invece, il nuovo quadro può rendere più leggibile il perimetro dei controlli da applicare quando entrano in rapporto con società autorizzate a emettere payment stablecoin.
La questione della supervisione statale
Uno dei punti più delicati riguarda la coesistenza tra supervisione federale e supervisione statale. Il GENIUS Act prevede percorsi diversi per gli emittenti, mentre la proposta congiunta cerca di assicurare che gli obblighi fondamentali di identificazione della clientela siano applicati in modo coerente.
Per il settore, l’uniformità può ridurre il rischio di frammentazione normativa. D’altra parte, l’applicazione pratica dipenderà dai dettagli: dimensioni dell’emittente, complessità dei servizi, modalità di apertura degli account, utilizzo di intermediari e rapporto con gli utenti che operano attraverso wallet non custodial.
La stessa proposta riconosce che gli emittenti di stablecoin possono interagire direttamente con un numero limitato di soggetti istituzionali, mentre i token entrano successivamente in una circolazione più ampia attraverso exchange, intermediari e utenti finali. Da qui nasce la necessità di definire con precisione quali informazioni debbano essere raccolte dall’emittente e in quale momento della catena operativa.
Il prossimo passaggio
La scadenza del 21 agosto rappresenta il prossimo punto di riferimento regolamentare negli Stati Uniti. Il testo finale sarà importante non solo per gli emittenti di payment stablecoin, ma anche per banche, exchange e fornitori di servizi che intendono utilizzare token ancorati al dollaro nei pagamenti o nei regolamenti digitali.
La conseguenza più immediata non è quindi l’introduzione di un nuovo obbligo già pienamente operativo, ma l’avvicinamento di un quadro più dettagliato per l’accesso al mercato. Per gli investitori e per gli operatori crypto, la consultazione segnala che l’attuazione del GENIUS Act sta passando dalla fase legislativa a quella tecnica: il prossimo confronto riguarderà soprattutto procedure, responsabilità e controlli applicabili in concreto.


