Solana cambia traiettoria monetaria. Il 28 agosto 2026 la rete ha approvato SGP-0002, la proposta nota come “Double Disinflation”, durante la prima votazione vincolante condotta attraverso il nuovo sistema di governance on-chain. La misura raddoppia dal 15% al 30% il ritmo con cui l’inflazione di SOL diminuisce nel tempo e anticipa il raggiungimento del tasso terminale dell’1,5% al primo semestre del 2029, rispetto alla precedente proiezione del 2032.
L’esito è arrivato al termine di un confronto particolarmente combattuto. La proposta ha superato la soglia dei due terzi con circa il 67% dei voti favorevoli, appena sopra il 66,67% richiesto. Secondo i dati finali riportati dai tracker della governance, hanno votato a favore circa 176,29 milioni di SOL, contro 66,19 milioni contrari e 20,63 milioni astenuti. La partecipazione ha coinvolto circa il 60,7% dello stake eleggibile.
Una riduzione significativa delle nuove emissioni
Il punto centrale di SGP-0002 è la modifica della curva di emissione di Solana. Il tasso d’inflazione non viene portato immediatamente all’1,5% e il livello terminale non cambia: viene invece accelerata la velocità con cui la rete si avvicina a quel limite.
Le stime associate alla proposta indicano una riduzione delle emissioni future di circa 18,9 milioni di SOL nei prossimi sei anni. Si tratta di token che, secondo lo scenario precedente, sarebbero stati distribuiti all’interno dell’economia della rete attraverso i meccanismi di emissione e staking. La conseguenza diretta è una minore diluizione per chi detiene SOL senza partecipare allo staking, almeno rispetto al percorso monetario precedente.
La misura rende quindi più restrittiva la politica di offerta di Solana. Tuttavia, non equivale a un programma di riduzione della quantità di SOL già esistente e non introduce un meccanismo di riacquisto o di burn generalizzato. L’effetto riguarda soprattutto il numero di nuovi token immessi in circolazione nel corso degli anni.
Il compromesso con validatori e delegatori
Il principale contrappeso alla riduzione delle emissioni riguarda l’economia dello staking. I premi distribuiti a validatori e delegatori dipendono anche dalla quantità di SOL emessa dal protocollo. Se la curva di emissione scende più rapidamente, il rendimento nominale dello staking tende a ridursi, a parità di altre condizioni.
Le proiezioni pubblicate nel contesto della proposta indicano un progressivo calo dei rendimenti nominali per gli staker, con valori che potrebbero scendere intorno al 4,34% nel primo anno, al 3% nel secondo e al 2,25% nel terzo. Si tratta di stime e non di rendimenti garantiti: la remunerazione effettiva dipenderà anche dalla partecipazione allo staking, dalle commissioni dei validatori, dall’attività della rete e dalle eventuali modifiche future al protocollo.
Per i validatori, il cambiamento introduce una pressione sui margini. Le entrate generate dalle nuove emissioni rappresentano una componente importante dell’economia di molti operatori, soprattutto per quelli con costi infrastrutturali elevati o con una base di stake limitata. La proposta è stata sostenuta da chi considera la riduzione dell’offerta necessaria per rafforzare il valore economico di SOL nel lungo periodo, ma ha incontrato l’opposizione di alcuni operatori istituzionali preoccupati dalla prevedibilità dei flussi futuri.
Un voto deciso negli ultimi momenti
L’approvazione è stata resa più incerta dal comportamento di alcuni grandi soggetti durante la votazione. Kraken, che inizialmente aveva espresso una posizione contraria attraverso una quota significativa del proprio stake, ha successivamente spostato la maggior parte dei voti verso il fronte favorevole nelle fasi finali. Il cambio di orientamento ha contribuito a riportare SGP-0002 sopra la soglia necessaria.
La dinamica mette in evidenza il peso che possono avere i grandi custodian e i validatori associati alle piattaforme di staking. In un sistema di voto ponderato per lo stake, la partecipazione di pochi operatori con grandi quantità di SOL può incidere in modo determinante sull’esito di una proposta. Allo stesso tempo, il nuovo modello di governance consente agli staker di esercitare un override rispetto alla posizione del validatore a cui hanno delegato i propri token, un meccanismo pensato per ridurre il rischio che il voto venga concentrato esclusivamente nelle mani degli operatori infrastrutturali.
La costituzione passa, il piano sulle commissioni viene respinto
La votazione del 28 agosto comprendeva anche altre due proposte. SGP-0001, la costituzione di Solana, è stata approvata con un consenso molto più ampio e definisce il quadro procedurale per le future votazioni on-chain. Il risultato consolida quindi non soltanto una decisione sulla politica monetaria, ma anche l’adozione di un nuovo modello per discutere e ratificare i cambiamenti rilevanti della rete.
È stata invece respinta SGP-0003, la proposta che puntava a introdurre una struttura di commissioni più legata alle risorse computazionali consumate dalle transazioni e ad aumentare la quota di token destinata al burn. La misura ha ottenuto circa il 53,9% dei voti favorevoli, sotto il livello dei due terzi necessario per l’approvazione.
Il risultato crea una situazione particolare per l’economia di Solana: la comunità ha approvato una riduzione delle nuove emissioni, ma non ha autorizzato il cambiamento parallelo pensato per aumentare la distruzione di SOL attraverso le commissioni. Il contenimento dell’offerta futura procederà quindi senza un nuovo meccanismo di cattura del valore basato sul burn delle fee.
Approvazione politica, non ancora modifica immediata del protocollo
Un elemento importante riguarda i tempi di attuazione. L’approvazione di un Solana Governance Proposal esprime un mandato della comunità, ma non modifica automaticamente il comportamento della rete nello stesso momento della chiusura del voto. L’implementazione tecnica dovrà essere definita attraverso le relative specifiche di protocollo, sottoposta a revisione e successivamente attivata secondo il normale processo di aggiornamento dei client.
Per gli investitori e per gli operatori dell’ecosistema, la decisione rappresenta comunque un segnale di direzione. Solana si muove verso una politica di emissione più restrittiva, mentre la governance on-chain dimostra di poter affrontare temi sensibili come inflazione, staking e commissioni con una partecipazione rilevante dello stake complessivo.
La portata economica definitiva dipenderà ora dall’esecuzione tecnica, dall’evoluzione dell’attività on-chain e dalla capacità della rete di compensare la riduzione dei premi di staking con commissioni, uso applicativo e nuove fonti di domanda. Il voto è concluso, ma il confronto sull’equilibrio tra sicurezza dei validatori, rendimento degli staker e scarsità di SOL è appena entrato nella sua fase operativa.


