La Securities and Exchange Commission statunitense si prepara a esaminare venerdì 14 agosto 2026 una proposta denominata “Regulation Crypto Assets”, con l’obiettivo di definire un percorso regolamentare specifico per alcune operazioni di raccolta di capitale collegate a crypto asset. Il voto, atteso in una riunione pubblica della Commissione, rappresenta il passaggio più concreto finora verso la trasformazione in regole operative del progetto anticipato dal presidente Paul Atkins nei mesi scorsi.
La notizia arriva in un momento delicato per la regolamentazione degli asset digitali negli Stati Uniti. Da una parte, la SEC ha già pubblicato nel marzo 2026 un’interpretazione sul rapporto tra crypto asset e leggi federali sui titoli. Dall’altra, il Congresso non ha ancora completato l’iter del CLARITY Act, il provvedimento destinato a stabilire in modo organico la ripartizione delle competenze tra SEC e Commodity Futures Trading Commission.
Che cosa potrebbe contenere la proposta
Il progetto delineato da Atkins prevede un regime più calibrato rispetto all’applicazione indistinta delle norme sui titoli. L’idea centrale è separare il crypto asset dall’eventuale contratto di investimento attraverso il quale viene offerto al pubblico.
In questa impostazione, il token non sarebbe automaticamente considerato un titolo finanziario solo perché è stato venduto nell’ambito di un’operazione di raccolta. La qualificazione dipenderebbe anche dalle promesse fatte agli acquirenti, dalle aspettative generate e dal ruolo svolto dal team responsabile del progetto.
Tra le ipotesi illustrate dalla SEC figurano una “startup exemption”, cioè un’esenzione temporanea dagli obblighi ordinari di registrazione per determinati progetti nella fase iniziale, e una più ampia “fundraising exemption” per raccolte di capitale di dimensioni maggiori. Nei documenti preparatori e negli interventi del presidente Atkins sono stati indicati, come esempi di lavoro, un limite fino a 5 milioni di dollari nell’arco di quattro anni per la prima categoria e fino a 75 milioni di dollari in un periodo di dodici mesi per la seconda. Si tratta però di parametri esemplificativi, non ancora di limiti definitivi.
La proposta potrebbe inoltre introdurre un safe harbor per il momento in cui il crypto asset, una volta cessate le attività manageriali essenziali promesse agli investitori, non sarebbe più soggetto alle norme federali sui titoli. Anche in questo caso, il meccanismo richiederebbe informazioni pubbliche sul progetto, sulla situazione finanziaria dell’emittente e sui diritti collegati all’asset.
Un voto che non equivale all’approvazione delle regole
Il passaggio di venerdì non renderebbe immediatamente applicabile il nuovo regime. Se la Commissione approvasse la proposta, si aprirebbe la fase formale di consultazione pubblica prevista dal procedimento regolamentare statunitense. Investitori, società, exchange, avvocati, sviluppatori e associazioni di settore avrebbero quindi la possibilità di presentare osservazioni prima di un eventuale voto finale.
La distinzione è importante per evitare interpretazioni eccessive sull’impatto immediato della notizia. La SEC non starebbe approvando una sanatoria generale per i token già distribuiti sul mercato e non starebbe neppure stabilendo che ogni crypto asset non qualificato come security sia automaticamente esente dalle leggi federali.
L’interpretazione pubblicata a marzo mantiene infatti una distinzione tra l’asset digitale e la transazione attraverso la quale viene venduto. Un token può non essere, in sé, un titolo finanziario e tuttavia essere coinvolto in una transazione soggetta alle leggi sui securities quando l’operazione crea aspettative di profitto basate sugli sforzi manageriali di altri soggetti.
Perché la notizia conta per il mercato crypto
Per le società statunitensi del settore, il possibile nuovo quadro riguarderebbe soprattutto la fase più difficile dello sviluppo di un progetto: la raccolta iniziale dei capitali. Negli ultimi anni, molti emittenti hanno dovuto scegliere tra registrazioni onerose, esenzioni pensate per strumenti finanziari tradizionali oppure operazioni condotte in un contesto di forte incertezza interpretativa.
Un percorso specifico potrebbe ridurre i costi legali e aumentare la prevedibilità per startup e protocolli blockchain, a condizione che i requisiti di disclosure siano sufficientemente chiari. Per gli investitori, invece, l’effetto dipenderebbe dalla qualità delle informazioni obbligatorie e dai limiti fissati per le offerte rivolte al pubblico.
Un regime più flessibile potrebbe favorire la nascita negli Stati Uniti di nuovi progetti blockchain e di strumenti legati alla tokenizzazione. Allo stesso tempo, esenzioni troppo ampie potrebbero riaprire il problema della protezione degli investitori, soprattutto nel caso di token venduti prima che una rete raggiunga un livello effettivo di utilizzo o decentralizzazione.
Il nodo del Congresso resta aperto
La mossa della SEC non risolve il problema della mancanza di una legge federale organica. Il CLARITY Act dovrebbe definire il confine tra asset digitali trattati come commodity e asset sottoposti alla supervisione della SEC, oltre a disciplinare exchange, broker e intermediari. Il rinvio del confronto parlamentare a settembre restringe ulteriormente il calendario disponibile prima della fase politica che precede le elezioni di metà mandato.
Di conseguenza, il mercato potrebbe trovarsi davanti a due percorsi paralleli. Il primo è amministrativo e passa attraverso interpretazioni, esenzioni e proposte regolamentari della SEC e della CFTC. Il secondo è legislativo e richiede un accordo al Senato su classificazione degli asset, competenze delle autorità, regole per la finanza decentralizzata e conflitti di interesse.
La proposta “Regulation Crypto Assets”, se approvata per la consultazione, offrirebbe quindi un possibile ponte temporaneo per le attività di raccolta di capitale. Non sarebbe però il sostituto di una legge sul market structure. Per operatori e investitori, il punto decisivo resterà capire quali requisiti entreranno effettivamente nel testo, quali categorie di progetti potranno accedere alle esenzioni e come la SEC coordinerà il nuovo impianto con le regole della CFTC.


