La Securities and Exchange Commission statunitense ha presentato una proposta per aggiornare in modo organico le regole applicabili ai transfer agent, gli intermediari che mantengono i registri ufficiali degli azionisti e gestiscono emissione, cancellazione e trasferimento dei titoli. L’iniziativa, pubblicata il 1° settembre 2026, porta per la prima volta in modo esplicito la tecnologia blockchain e la possibile tokenizzazione delle azioni dentro la revisione dell’infrastruttura regolamentare dei mercati USA.
La notizia non riguarda direttamente l’autorizzazione di una nuova criptovaluta né introduce un regime per gli exchange. Il suo rilievo per il settore crypto è però significativo: la SEC interviene su uno degli elementi operativi necessari affinché i titoli tokenizzati possano essere emessi, registrati e trasferiti all’interno di un quadro riconosciuto dalle autorità.
Una revisione dopo decenni di regole
Secondo la SEC, le norme sui transfer agent non sono state aggiornate in modo sostanziale dagli anni Settanta e Ottanta. Nel frattempo, il mercato è passato dai certificati cartacei alla gestione elettronica dei registri, mentre i tempi di regolamento delle operazioni si sono ridotti e la tecnologia dei registri distribuiti è entrata nei progetti di infrastruttura finanziaria.
La proposta, identificata con il file S7-2026-30 e il release number 34-106246, modifica le regole e i moduli esistenti, introduce due nuove disposizioni e ne elimina una. L’obiettivo dichiarato è adeguare il quadro federale alle attività che i transfer agent svolgono oggi per emittenti, investitori e altri intermediari, mantenendo al tempo stesso la sicurezza del sistema nazionale di compensazione e regolamento.
Il presidente della SEC Paul Atkins ha spiegato che la revisione intende riflettere l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche e della blockchain nelle offerte di titoli e nei trasferimenti delle azioni. Il riferimento è importante perché colloca la tecnologia distribuita non soltanto nell’ambito dell’innovazione finanziaria, ma anche nella gestione concreta dei diritti di proprietà.
Il possibile ruolo dei wallet digitali
Uno dei punti più rilevanti emersi dalla documentazione riguarda l’identificazione dei titolari dei titoli. La commissaria Hester Peirce ha chiesto al mercato se, con il passaggio delle attività on-chain, i transfer agent debbano continuare a raccogliere necessariamente nomi e indirizzi fisici oppure possano utilizzare anche altri identificativi, come indirizzi email e wallet digitali.
La domanda non equivale a una modifica già approvata. Si tratta di un tema sottoposto alla consultazione pubblica, che dovrà essere valutato prima di qualsiasi regola definitiva. Tuttavia, l’inserimento esplicito degli indirizzi dei wallet tra le possibili informazioni da considerare indica che la SEC sta esaminando la tokenizzazione anche dal punto di vista della titolarità e della tracciabilità dei titoli.
Per i progetti blockchain che puntano a rappresentare azioni, quote o altri strumenti finanziari su un registro distribuito, questo passaggio è centrale. Una rete può consentire trasferimenti tecnicamente rapidi e verificabili, ma resta necessario stabilire quale soggetto abbia il compito di mantenere il registro ufficiale, correggere eventuali errori, gestire i vincoli alla circolazione e interagire con emittenti e autorità.
Più trasparenza sulle attività degli intermediari
La proposta interviene anche sugli obblighi informativi dei transfer agent. La SEC indica l’intenzione di rendere più trasparenti aspetti come la gestione di fondi e titoli, i tempi di lavorazione e l’organizzazione delle attività operative. Il Form TA-2, utilizzato per la rendicontazione annuale, dovrebbe fornire informazioni più dettagliate sul funzionamento degli operatori e sui fornitori di servizi coinvolti.
Per il settore degli asset digitali, la parte sui fornitori esterni può assumere particolare rilievo. Le infrastrutture tokenizzate sono spesso costruite attraverso una combinazione di blockchain, custodi, sistemi di identificazione, piattaforme di emissione e servizi tecnologici. Una maggiore visibilità sui soggetti che svolgono funzioni essenziali potrebbe aumentare la responsabilità operativa e rendere più semplice individuare i punti di dipendenza del sistema.
La SEC propone inoltre di chiarire gli obblighi relativi alla gestione degli azionisti irreperibili, alla rimozione delle legende restrittive e alla documentazione degli accordi con i clienti. Sono aspetti tradizionali del funzionamento dei mercati, ma diventano più complessi quando la proprietà è rappresentata da token e il trasferimento può avvenire attraverso infrastrutture programmatiche.
Tokenizzazione: apertura operativa, non via libera generale
La proposta non stabilisce che ogni asset tokenizzato sia automaticamente escluso dalle leggi federali sui valori mobiliari. Non modifica, da sola, la qualificazione giuridica dei token e non sostituisce le altre regole applicabili a emissione, negoziazione, custodia e divulgazione delle informazioni.
Il suo significato è più circoscritto e, proprio per questo, concreto: la SEC sta cercando di aggiornare il livello infrastrutturale del mercato in modo che le regole sui registri proprietari e sui trasferimenti non siano costruite esclusivamente attorno ai certificati cartacei e ai processi analogici.
Questo approccio può favorire una maggiore chiarezza per banche, broker, società di infrastruttura e operatori che stanno sperimentando la rappresentazione digitale di strumenti finanziari. Allo stesso tempo, l’iniziativa lascia aperte questioni importanti: come gestire la perdita delle chiavi private, quale ruolo attribuire al transfer agent quando il registro è distribuito, come verificare l’identità del titolare e come coordinare gli obblighi federali con le norme statali.
Ora si apre la consultazione
La proposta non è ancora una regola definitiva. La SEC ha indicato che il periodo per inviare commenti resterà aperto per 60 giorni a partire dalla pubblicazione del documento nel Federal Register. Il testo finale potrebbe quindi modificare, limitare o ampliare alcuni degli interventi oggi sottoposti al mercato.
Per gli investitori e per l’industria crypto, il dossier merita attenzione perché mostra una linea regolamentare diversa dall’intervento diretto sui token: l’autorità sta aggiornando i meccanismi che consentono di registrare e trasferire la proprietà degli strumenti finanziari. Se la tokenizzazione dei titoli dovesse crescere negli Stati Uniti, proprio questi meccanismi potrebbero diventare il collegamento tra i registri blockchain e l’ordinamento tradizionale dei mercati.
La conseguenza più immediata è dunque istituzionale, non speculativa. La SEC riconosce che blockchain e registri digitali possono entrare nella filiera dei mercati regolamentati, ma chiede che il loro utilizzo sia accompagnato da responsabilità chiare, dati verificabili e tutele operative per gli investitori.


