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SEC, la revisione delle regole sulla custodia crypto arriva alla Casa Bianca

La Securities and Exchange Commission ha inviato all’Office of Information and Regulatory Affairs un pacchetto di modifiche alle regole sulla custodia degli asset dei clienti. Il dossier…

di Redazione · 27 ago 2026 · 11 letture
SEC, la revisione delle regole sulla custodia crypto arriva alla Casa Bianca

La Securities and Exchange Commission ha trasmesso all’Office of Information and Regulatory Affairs, l’ufficio della Casa Bianca incaricato di esaminare le principali iniziative regolamentari, un progetto di revisione delle regole sulla custodia degli asset detenuti da consulenti d’investimento e società d’investimento. Il passaggio, emerso il 25 agosto 2026 e riportato pubblicamente il 26 agosto, riapre uno dei dossier più delicati per l’integrazione delle criptovalute nella finanza statunitense.

Il progetto non rappresenta ancora una regola approvata e non modifica immediatamente gli obblighi applicabili agli operatori. La trasmissione all’OIRA indica però che la SEC sta portando avanti il lavoro per aggiornare il regime di custodia previsto dalle norme federali, includendo in modo più esplicito gli asset digitali e le specificità operative dei wallet, delle chiavi private e dei custodi specializzati.

Il nodo della custodia degli asset digitali

Nel sistema statunitense, la custodia degli asset dei clienti è soggetta a requisiti pensati soprattutto per strumenti finanziari tradizionali. Le regole impongono agli investment adviser di adottare procedure per la salvaguardia delle attività, la separazione patrimoniale, la verifica indipendente e la trasparenza nei confronti degli investitori.

Applicare lo stesso impianto alle criptovalute ha però creato numerose difficoltà. Un token può essere trasferito attraverso una blockchain senza l’intervento di un intermediario tradizionale, mentre il controllo effettivo dell’asset dipende dalla gestione delle chiavi private. Inoltre, operazioni come staking, trasferimenti on-chain, partecipazione alla governance, airdrop e interazione con protocolli decentralizzati non trovano sempre un equivalente diretto nelle procedure di custodia degli strumenti finanziari convenzionali.

Il progetto allo studio della SEC dovrebbe quindi chiarire il funzionamento delle regole per gli adviser e per i fondi che detengono crypto asset, oltre a modernizzare alcuni requisiti considerati non più adeguati all’evoluzione dei mercati e delle modalità di detenzione degli strumenti finanziari.

Dal progetto alla possibile proposta formale

Il passaggio all’OIRA è una fase preliminare del processo regolamentare federale. L’ufficio valuta l’impatto economico e amministrativo delle iniziative più rilevanti prima della loro eventuale pubblicazione. Dopo la revisione, la SEC potrebbe pubblicare una proposta formale, aprire un periodo per la raccolta dei commenti e, in seguito, decidere se adottare il testo, modificarlo o ritirarlo.

Per questo motivo, non è ancora possibile sapere quali categorie di custodi saranno riconosciute, quali eccezioni potranno essere introdotte o se il nuovo quadro consentirà maggiore flessibilità per le attività legate allo staking e alla gestione operativa dei wallet. Anche l’impatto sui requisiti relativi ai qualified custodian dipenderà dal testo che sarà sottoposto alla consultazione pubblica.

Il dossier va quindi distinto sia dalle regole già esistenti sia dalle misure di no-action relief che la SEC ha adottato in precedenza per affrontare alcuni casi specifici di custodia crypto. L’obiettivo, almeno secondo la descrizione dell’iniziativa regolamentare, sarebbe quello di intervenire direttamente sul quadro normativo e non soltanto attraverso interpretazioni del personale o esenzioni temporanee.

Perché la notizia è rilevante per il mercato crypto

La custodia è una delle infrastrutture essenziali per l’ingresso degli investitori istituzionali nel mercato digitale. Banche, gestori patrimoniali, fondi e consulenti devono poter dimostrare che gli asset dei clienti sono effettivamente segregati, controllati e protetti da furti, perdite operative o utilizzi non autorizzati.

Un quadro più chiaro potrebbe ridurre l’incertezza per gli operatori che intendono offrire servizi di custodia crypto negli Stati Uniti. Potrebbe inoltre facilitare la collaborazione tra piattaforme digitali, società fiduciarie, banche e gestori di fondi, soprattutto nei prodotti che utilizzano Bitcoin, Ether o altri asset digitali come componente di portafoglio.

La direzione della riforma resta tuttavia da valutare con attenzione. Un allentamento eccessivo dei requisiti potrebbe aumentare la concorrenza e ridurre i costi, ma solleverebbe interrogativi sulla protezione degli investitori. Al contrario, un approccio troppo vicino al modello tradizionale rischierebbe di lasciare irrisolti i problemi legati alla gestione delle chiavi private e alle transazioni registrate direttamente su blockchain.

Un altro tassello nella revisione della politica crypto statunitense

La revisione della custodia si inserisce in una più ampia fase di aggiornamento della politica statunitense sugli asset digitali. Nei mesi precedenti, SEC e Commodity Futures Trading Commission hanno lavorato a un’interpretazione comune dell’applicazione delle norme federali ai crypto asset e alle operazioni collegate. La SEC ha inoltre presentato una proposta separata, denominata Regulation Crypto Assets, per disciplinare alcune offerte di investment contract legate agli asset digitali.

Il nuovo dossier sulla custodia affronta però un problema diverso: non la classificazione di un token o la possibilità di effettuare un’offerta, ma le condizioni operative con cui un intermediario può detenere e amministrare gli asset per conto dei clienti.

La tempistica assume particolare rilievo perché il Congresso non ha ancora completato un quadro legislativo organico sulla struttura del mercato crypto. In assenza di una legge generale, le agenzie federali stanno procedendo attraverso interpretazioni, proposte regolamentari e aggiornamenti mirati delle norme esistenti.

Per gli investitori, il dato più importante è che il progetto non produce effetti immediati. La procedura dovrà passare dalla revisione dell’OIRA e, se la SEC procederà con la pubblicazione, da una nuova fase di consultazione. Il mercato guarda comunque al dossier come a un possibile punto di svolta: la custodia potrebbe diventare uno dei primi ambiti in cui la regolamentazione americana riconosce in modo esplicito la natura tecnologica e operativa degli asset digitali.

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