La Financial Conduct Authority britannica ha pubblicato il 16 settembre 2026 la guida finale sul perimetro regolamentare delle attività in cryptoasset. Il documento chiarisce quali servizi richiederanno un’autorizzazione nel Regno Unito con l’entrata a regime del nuovo quadro previsto dal Financial Services and Markets Act 2000 (Cryptoassets) Regulations 2026.
La pubblicazione arriva a pochi giorni dall’apertura della finestra per le richieste delle imprese. Le società interessate potranno presentare domanda alla FCA dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027 per accedere, quando applicabili, alle disposizioni transitorie. Il nuovo regime regolamentare partirà invece il 25 ottobre 2027.
La guida finale della FCA
La Policy Statement PS26/18 è stata elaborata dopo la consultazione avviata nell’aprile 2026 e chiusa il 3 giugno. La FCA ha dichiarato di aver ricevuto 78 risposte e di aver modificato alcuni aspetti della guida alla luce dei contributi ricevuti, mantenendo però l’impostazione generale proposta nella consultazione.
Il documento non introduce una nuova legge autonoma, ma fornisce l’interpretazione della FCA sul perimetro definito dalla legislazione britannica. L’autorità precisa che la guida rappresenta il proprio orientamento e non vincola i tribunali. Per le imprese, tuttavia, costituisce il riferimento operativo per valutare se un’attività ricada tra quelle soggette ad autorizzazione.
La guida aggiorna anche il manuale PERG della FCA e offre una serie di criteri per distinguere i cryptoasset qualificati, le stablecoin qualificate e gli strumenti che possono rientrare nella categoria degli investimenti specifici in cryptoasset.
Quali attività finiscono sotto vigilanza
Il perimetro indicato dalla FCA riguarda diverse attività già presenti nei modelli operativi degli exchange, dei custodi e degli intermediari digitali. Tra queste figurano la custodia di cryptoasset, la gestione di piattaforme di trading, l’intermediazione e l’organizzazione di operazioni, la negoziazione in conto proprio o per conto dei clienti e alcune attività di staking.
Il quadro interessa anche gli emittenti di stablecoin qualificabili come strumenti di pagamento nel sistema britannico, oltre alle società tradizionali che intendono entrare nel mercato degli asset digitali. La FCA richiama inoltre l’attenzione sulle imprese estere che forniscono servizi a consumatori residenti nel Regno Unito.
Un punto rilevante riguarda il rapporto tra il nuovo regime e l’attuale sistema di registrazione previsto dalle norme antiriciclaggio. La registrazione ai sensi dei Money Laundering Regulations non si trasformerà automaticamente in un’autorizzazione ai sensi del nuovo quadro FSMA. Le imprese già registrate o titolari di altre autorizzazioni dovranno quindi verificare se sarà necessaria una nuova domanda o una variazione dei permessi esistenti.
La finestra per le domande
La tempistica indicata dalla FCA impone agli operatori di iniziare subito la preparazione dei dossier. Le società che presenteranno la domanda nella finestra compresa tra il 30 settembre 2026 e il 28 febbraio 2027 potranno, se in possesso dei requisiti previsti, continuare a svolgere determinate attività durante la fase di valutazione.
La possibilità di operare nel periodo transitorio non equivale però a un’autorizzazione definitiva. La FCA avverte che le imprese dovranno comunque dimostrare di rispettare gli standard richiesti dal nuovo regime. Le autorizzazioni e le registrazioni attuali non garantiscono automaticamente il superamento della procedura.
Per gli operatori che presenteranno la domanda oltre la scadenza del 28 febbraio 2027, le disposizioni transitorie potrebbero non essere disponibili. In assenza di un’autorizzazione o di un’esenzione applicabile, alcune attività dovranno quindi essere sospese fino all’eventuale ottenimento del via libera.
Perché la decisione conta per il mercato crypto
La pubblicazione della guida riduce uno dei principali elementi di incertezza per il mercato britannico: capire quando un’attività collegata ai cryptoasset supera il confine tra innovazione tecnologica e servizio finanziario regolamentato.
Il Regno Unito non sta seguendo esattamente il modello europeo di MiCA, ma sta costruendo un regime nazionale con un perimetro più ampio rispetto al precedente sistema, che si concentrava soprattutto sulla registrazione antiriciclaggio e sulle regole relative alle promozioni finanziarie. Dal 25 ottobre 2027, la supervisione dovrebbe estendersi a una gamma più ampia di servizi, compresi trading, custodia, staking e alcune forme di emissione.
Per gli exchange e i custodi, la conseguenza più immediata sarà la necessità di documentare con precisione il modello operativo, la gestione dei clienti, la salvaguardia degli asset e i controlli interni. Per le piattaforme estere, il nodo sarà invece stabilire quando la prestazione di servizi a clienti britannici faccia scattare gli obblighi di autorizzazione.
La guida potrebbe inoltre influenzare le decisioni di localizzazione delle imprese digitali. Un quadro più definito può facilitare l’ingresso di operatori istituzionali, ma aumenta anche i costi di compliance e rende meno praticabile l’operatività basata su strutture transfrontaliere difficili da ricondurre a una giurisdizione precisa.
Un passaggio operativo, non ancora il punto di arrivo
La FCA considera PS26/18 una parte del percorso verso il nuovo regime, non il completamento definitivo di tutte le regole. L’autorità ha anticipato che alla fine del 2026 potrebbe consultare il mercato su ulteriori modifiche alla guida, anche in relazione a un intervento legislativo del governo britannico. L’obiettivo è pubblicare eventuali aggiornamenti nel 2027.
Per il mercato crypto, la data più vicina resta quindi il 30 settembre 2026, quando si aprirà la finestra per le richieste. La scadenza non cambia ancora le regole operative di ogni servizio, ma segna l’inizio della fase in cui gli operatori dovranno dimostrare di poter rientrare nel nuovo sistema di autorizzazione britannico.


