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Regno Unito, il Tesoro propone di alleggerire il perimetro crypto per i pagamenti in stablecoin

Il governo britannico ha pubblicato una bozza di modifica al regime sui cryptoasset: le stablecoin emesse nel Regno Unito potrebbero essere escluse dalle autorizzazioni previste per…

di Redazione · 16 set 2026 · 6 letture
Regno Unito, il Tesoro propone di alleggerire il perimetro crypto per i pagamenti in stablecoin

Il Regno Unito prepara un correttivo al nuovo regime regolamentare per i cryptoasset con l’obiettivo di facilitare l’utilizzo delle stablecoin nei pagamenti senza creare sovrapposizioni tra la disciplina dei servizi finanziari digitali e quella dei pagamenti. Il Tesoro britannico ha pubblicato il 15 settembre 2026 una nota di policy accompagnata da una bozza di statutory instrument, cioè lo strumento legislativo destinato a modificare le Financial Services and Markets Act 2000 (Cryptoassets) Regulations 2026.

La proposta riguarda in particolare le UK qualifying stablecoin, la categoria di stablecoin emesse nel Regno Unito da soggetti autorizzati. Per queste attività, il governo intende rivedere temporaneamente il perimetro delle autorizzazioni crypto in attesa di una riforma più ampia della normativa sui servizi di pagamento.

La modifica al perimetro delle autorizzazioni

Secondo il documento del Tesoro, le imprese che intendono offrire servizi di pagamento basati su stablecoin rischiano, nell’assetto attuale, di rientrare anche nelle attività regolamentate di dealing e arranging in cryptoasset. Questo potrebbe imporre alle società autorizzazioni aggiuntive rispetto a quelle necessarie per l’attività di pagamento, aumentando costi e complessità operativa.

La bozza propone quindi di escludere le stablecoin qualificate emesse nel Regno Unito dalle nuove attività di dealing in qualifying cryptoassets as principal, dealing in qualifying cryptoassets as agent e arranging deals in qualifying cryptoassets. L’obiettivo dichiarato è evitare che gli operatori debbano ottenere permessi nel comparto crypto per attività che il governo intende ricondurre in futuro al regime dei pagamenti.

Non si tratta però di una liberalizzazione generale. La modifica è pensata come una soluzione intermedia, destinata a operare prima dell’entrata a regime delle riforme sui pagamenti. Il Tesoro ha infatti spiegato che consulterà il settore su un riassetto più ampio della disciplina, nel quale i pagamenti effettuati tramite stablecoin britanniche dovrebbero essere inclusi in modo organico tra i servizi regolamentati.

Custodia, prestiti e finanziamenti restano sotto controllo

Uno degli elementi più rilevanti della proposta riguarda la custodia. Anche se le attività di dealing e arranging verrebbero escluse dal perimetro crypto per le stablecoin qualificate britanniche, le imprese che detengono o gestiscono token per conto dei clienti dovrebbero comunque ottenere l’autorizzazione per la salvaguardia dei cryptoasset.

Il governo britannico ha precisato che questa scelta serve a mantenere un presidio regolamentare durante la fase transitoria. Le società che custodiscono stablecoin per conto degli utenti non verrebbero quindi automaticamente esentate dagli obblighi previsti per la protezione degli asset dei clienti e per i controlli organizzativi.

Resterebbero inoltre nel perimetro crypto le attività di lending e borrowing collegate alle stablecoin qualificate. La decisione riflette i rischi specifici associati al prestito di asset digitali, alla gestione delle garanzie e alla possibilità che il cliente non comprenda pienamente la natura dell’operazione. La Financial Conduct Authority dovrebbe poter definire regole dedicate per affrontare i rischi di tutela degli investitori e dei consumatori.

Il Tesoro riconosce tuttavia che il mantenimento del lending e del borrowing nel perimetro crypto potrebbe creare frizioni nell’utilizzo delle stablecoin come collaterale. Per questo motivo, la bozza lascia aperta la possibilità di introdurre correttivi durante la fase finale di definizione dello strumento legislativo.

Una disciplina più favorevole anche per il market making

La bozza contiene anche una proposta sul proprietary trading e sul market making. Nel modello attuale, un’impresa britannica che opera per conto proprio e fornisce liquidità a una piattaforma crypto potrebbe essere soggetta ad autorizzazione anche quando non presta un servizio diretto a un cliente.

Il governo considera questo risultato potenzialmente penalizzante per gli operatori domestici. Una società estera, secondo l’analisi contenuta nel documento, potrebbe fornire liquidità a una piattaforma britannica senza essere sottoposta agli stessi requisiti previsti per un’impresa stabilita nel Regno Unito. La proposta mira quindi a ridurre questa asimmetria e a evitare che il market making venga spostato offshore per ragioni puramente regolamentari.

La misura è importante per la struttura dei mercati crypto perché la liquidità degli exchange dipende in larga parte dalla presenza di market maker e liquidity provider. Un regime troppo oneroso potrebbe ridurre la profondità degli ordini, aumentare gli spread e rendere più costosa l’esecuzione delle operazioni. Al contrario, un alleggerimento privo di controlli potrebbe aumentare i rischi di manipolazione e conflitto di interessi. Il punto centrale sarà quindi il modo in cui la FCA tradurrà la proposta in requisiti di trasparenza e supervisione.

Stablecoin e promozione finanziaria

Il Tesoro propone anche di allineare il regime delle financial promotions alle nuove attività regolamentate. Le transazioni che riguardano esclusivamente una stablecoin qualificata britannica non dovrebbero essere soggette al regime delle promozioni finanziarie, ad eccezione delle operazioni di lending e borrowing.

La bozza prevede inoltre di includere l’attività di emissione di una stablecoin qualificata tra le attività rilevanti ai fini del Financial Promotions Order. In questo modo, il governo intende distinguere l’emissione di una stablecoin soggetta a requisiti prudenziali e di autorizzazione dalle attività promozionali rivolte alla clientela.

La semplificazione non elimina però gli obblighi antiriciclaggio. Il documento chiarisce che gli operatori che offrono esclusivamente servizi con stablecoin qualificate, ma che non dispongono di un’autorizzazione ai sensi della normativa finanziaria, potrebbero comunque dover passare dal gateway di registrazione previsto dalle Money Laundering Regulations.

Le possibili conseguenze per il mercato crypto

La proposta segnala una direzione precisa della politica britannica: distinguere l’uso delle stablecoin come infrastruttura di pagamento dalle attività più rischiose legate alla negoziazione, alla custodia e al credito. Londra prova così a costruire un regime nel quale i pagamenti digitali possano svilupparsi senza essere appesantiti da autorizzazioni duplicate, mantenendo però controlli specifici sui punti più sensibili.

Per gli emittenti e gli operatori di pagamento, l’eventuale approvazione della bozza potrebbe ridurre le barriere all’ingresso nel mercato britannico delle stablecoin. Per exchange, custodi e società di infrastruttura, invece, la proposta conferma che la custodia e le attività finanziarie collegate ai token continueranno a richiedere autorizzazioni e controlli distinti.

Il testo non costituisce ancora una regola definitiva. Il Tesoro ha indicato che intende confrontarsi con gli operatori del settore prima di procedere con la versione finale dello strumento legislativo. La prossima fase sarà quindi decisiva per chiarire l’ampiezza delle esenzioni, la gestione delle operazioni transfrontaliere e il passaggio dal regime crypto a quello dei pagamenti.

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