Il Regno Unito si prepara a modificare il trattamento fiscale delle stablecoin. L’HM Revenue & Customs ha definito le linee principali della riforma al termine della consultazione avviata dal governo britannico, annunciando l’intenzione di trattare alcune stablecoin idonee in modo più simile al denaro rispetto alle altre cripto-attività.
Il progetto, che dovrebbe confluire nel Finance Bill 2026-2027, prevede l’entrata in vigore delle nuove regole dall’aprile 2027. La misura non costituisce quindi un cambiamento immediato per i contribuenti, ma offre una prima indicazione sulla direzione scelta da Londra per ridurre gli ostacoli fiscali legati all’utilizzo di strumenti digitali ancorati a una valuta ufficiale.
Esenzione dalle plusvalenze per gli asset idonei
Per le persone fisiche e i trust, il governo britannico intende esentare dall’imposta sulle plusvalenze le cessioni di stablecoin che rientreranno nella categoria degli asset idonei. La novità punta a superare uno dei principali problemi pratici dell’uso quotidiano delle stablecoin: ogni conversione o trasferimento fiscalmente qualificabile come cessione può infatti generare, nell’attuale quadro, un calcolo di plusvalenze e minusvalenze.
L’esenzione annunciata non riguarda tutte le stablecoin in modo indistinto. Il testo del governo parla di “eligible stablecoins”, lasciando alla legislazione e alla fase tecnica di attuazione il compito di definire con precisione i requisiti necessari per rientrare nel nuovo regime. La distinzione sarà quindi decisiva per gli operatori e per gli utenti, soprattutto in un mercato nel quale esistono token con strutture di riserva, meccanismi di stabilizzazione e livelli di trasparenza molto diversi.
Il provvedimento non equivale neppure a una cancellazione generalizzata della tassazione sul reddito prodotto dalle stablecoin. La riforma separa infatti il trattamento delle operazioni di cessione da quello dei rendimenti ottenuti attraverso attività di prestito.
I rendimenti da lending saranno redditi da risparmio
Secondo l’esito della consultazione, gli interessi o i rendimenti assimilabili a interessi derivanti dal lending di stablecoin idonee saranno tassati per le persone fisiche e i trust come redditi da risparmio. La scelta mira a distinguere il semplice utilizzo o trasferimento dell’asset dal rendimento prodotto quando la stablecoin viene impiegata in un’attività finanziaria.
La classificazione potrebbe avere conseguenze rilevanti per gli utenti delle piattaforme centralizzate e dei protocolli decentralizzati che offrono ricompense in cambio della messa a disposizione di liquidità. Il punto centrale sarà stabilire quando un rendimento abbia natura realmente assimilabile a un interesse e quando, invece, derivi da un’attività diversa, come una ricompensa, una commissione o un meccanismo di incentivazione tipico della finanza decentralizzata.
Il documento britannico non elimina dunque la necessità di conservare la documentazione delle operazioni. Anche in presenza di un’esenzione sulle cessioni, gli utenti dovranno poter dimostrare la natura dell’asset, la sua idoneità ai fini del nuovo regime e l’origine dei rendimenti incassati.
Regole specifiche per le società
Per le imprese, il governo propone un trattamento differente. Alcune operazioni con stablecoin idonee dovrebbero essere tassate sulla base dei valori contabilizzati nei bilanci ai fini della Corporation Tax. L’obiettivo dichiarato è evitare che le società debbano applicare a ogni movimento della stablecoin un calcolo separato tipico delle attività finanziarie più speculative.
Il ricorso ai valori contabili dovrebbe semplificare la gestione per gli operatori che utilizzano stablecoin per pagamenti, tesoreria o regolamento di transazioni. Tuttavia, l’impatto effettivo dipenderà dalle definizioni inserite nel testo legislativo e dalle regole applicabili alle diverse tipologie di operazioni, comprese quelle di acquisto, vendita, prestito e conversione.
Perché la decisione britannica conta per il mercato crypto
La scelta del Regno Unito rappresenta un passaggio significativo perché affronta la fiscalità delle stablecoin non soltanto come una variante del trattamento riservato a Bitcoin ed ether, ma come un problema specifico legato alla funzione monetaria degli asset digitali.
Le stablecoin vengono utilizzate per trasferimenti, regolamento di scambi, gestione della liquidità e accesso ai mercati decentralizzati. Se ogni utilizzo comporta automaticamente un evento imponibile, il costo amministrativo può diventare sproporzionato rispetto al margine economico dell’operazione. Un regime più vicino a quello del denaro potrebbe quindi favorire l’uso delle stablecoin nei pagamenti e nelle attività di tesoreria, almeno per gli strumenti che rispettano i requisiti fissati dal legislatore.
La riforma potrebbe inoltre aumentare la pressione competitiva sugli altri centri finanziari. Il Regno Unito non è vincolato al calendario normativo dell’Unione europea e può definire un modello fiscale distinto rispetto agli obblighi di trasparenza introdotti a livello europeo. Per gli operatori internazionali, la possibilità di combinare un quadro autorizzativo e fiscale più prevedibile potrebbe influenzare la scelta della giurisdizione in cui sviluppare prodotti legati alle stablecoin.
Questo non significa che Londra stia adottando un approccio privo di vincoli. L’esenzione riguarderà soltanto gli asset qualificati, i rendimenti da lending resteranno imponibili e le società continueranno a essere soggette alle regole sulla Corporation Tax. La direzione indicata è quindi quella di una semplificazione mirata, non di una liberalizzazione fiscale del comparto.
Il calendario della riforma
Le misure dovrebbero essere inserite nel Finance Bill relativo all’anno fiscale 2026-2027 e produrre effetti dall’aprile 2027. Prima dell’entrata in vigore sarà necessario chiarire quali stablecoin potranno essere considerate idonee, come dovranno essere documentate le operazioni e quale trattamento sarà applicato ai servizi offerti da exchange, intermediari e protocolli decentralizzati.
Per gli investitori e le imprese, il passaggio più importante sarà dunque la definizione tecnica del perimetro. Fino all’approvazione della legislazione e delle relative istruzioni, le regole già in vigore nel Regno Unito continuano ad applicarsi. La consultazione segna però un cambio di impostazione: le stablecoin iniziano a essere valutate fiscalmente anche per la loro funzione economica, e non soltanto per la tecnologia blockchain che le sostiene.


