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Fiscalità

Regno Unito, HMRC pubblica i primi dati sulle plusvalenze crypto: dichiarati 1,38 miliardi di sterline

L’autorità fiscale britannica rileva 17.600 contribuenti con disposizioni crypto soggette a Capital Gains Tax nel 2024-2025. Tra loro, 240 persone hanno dichiarato plusvalenze superiori a…

di Redazione · 30 ago 2026 · 10 letture
Regno Unito, HMRC pubblica i primi dati sulle plusvalenze crypto: dichiarati 1,38 miliardi di sterline

Il fisco britannico ha pubblicato per la prima volta una fotografia ufficiale delle plusvalenze realizzate con le criptovalute. I dati diffusi da HM Revenue and Customs il 27 agosto 2026 mostrano che, nell’anno fiscale 2024-2025, 17.600 persone hanno dichiarato disposizioni di cryptoasset soggette a Capital Gains Tax, per plusvalenze complessive pari a 1,38 miliardi di sterline.

Il dato più rilevante riguarda i contribuenti con guadagni di dimensioni elevate: 240 persone hanno dichiarato plusvalenze superiori a un milione di sterline. Nel complesso, questo gruppo ha contabilizzato 717 milioni di sterline di guadagni, poco più della metà del totale rilevato nelle statistiche pubblicate dall’autorità fiscale.

La pubblicazione segna un passaggio importante per la trasparenza fiscale del mercato crypto britannico. HMRC ha inserito per la prima volta una tabella dedicata ai guadagni derivanti da cryptoasset all’interno delle statistiche annuali sulla Capital Gains Tax. La nuova serie consente di distinguere le attività digitali da altre categorie di beni, come immobili, azioni o carried interest, e offre una prima misura ufficiale del gettito potenziale associato alle operazioni su Bitcoin, Ethereum, Dogecoin e altri asset.

Che cosa misurano i dati di HMRC

Le cifre non rappresentano il valore complessivo delle criptovalute detenute nel Regno Unito e non indicano il numero totale degli investitori. Si riferiscono esclusivamente alle persone che hanno dichiarato disposizioni imponibili e che, sulla base delle operazioni effettuate, sono risultate tenute al pagamento della Capital Gains Tax.

Nel perimetro rientrano la vendita di cryptoasset in cambio di valuta tradizionale, lo scambio tra diverse criptovalute, l’utilizzo degli asset digitali per acquistare beni o servizi e alcune forme di trasferimento. HMRC precisa che le attività di mining e staking sono invece trattate nell’ambito delle regole sull’imposta sul reddito e non dispongono di una casella separata nella dichiarazione dei redditi.

Il totale dei proventi derivanti dalle disposizioni crypto dichiarate nel 2024-2025 è stato pari a 13,8 miliardi di sterline. Il rapporto tra proventi e plusvalenze evidenzia che le statistiche includono un volume significativo di operazioni con costi di acquisto e basi imponibili differenti, ma non consente da solo di ricostruire la redditività media dell’intero mercato.

Secondo la rilevazione, la plusvalenza media dichiarata per contribuente è stata di circa 78.000 sterline. Anche questo valore deve essere interpretato con cautela: si tratta della media tra i soggetti che hanno dichiarato guadagni imponibili e non di una stima del rendimento medio ottenuto da tutti i possessori di criptovalute nel Paese.

La concentrazione dei guadagni

La distribuzione dei risultati mostra una forte concentrazione delle plusvalenze. I 240 contribuenti con guadagni superiori a un milione di sterline rappresentano una quota molto ridotta dei 17.600 soggetti censiti, ma hanno dichiarato 717 milioni di sterline, una cifra che equivale a oltre la metà delle plusvalenze complessive.

Il dato suggerisce che il gettito associato alle criptovalute può dipendere in misura significativa da un numero ristretto di contribuenti con portafogli di grandi dimensioni o con una maggiore attività di trading. È un elemento rilevante per le autorità fiscali, perché rende più efficace concentrare i controlli sui casi caratterizzati da elevati volumi di transazioni, frequenti conversioni tra asset e differenze rilevanti tra valori di acquisto e di vendita.

HMRC ha inoltre riferito che circa l’87% delle persone che hanno dichiarato guadagni crypto era di sesso maschile, contro il 13% di sesso femminile. La statistica descrive la composizione del campione dei contribuenti che hanno riportato plusvalenze, ma non equivale a una misurazione della partecipazione complessiva della popolazione al mercato delle criptovalute.

Dal 2027 più informazioni dagli exchange

La pubblicazione dei dati arriva mentre il Regno Unito sta introducendo il Cryptoasset Reporting Framework, il sistema internazionale sviluppato dall’OCSE per lo scambio automatico di informazioni sulle attività crypto. Dal 1° gennaio 2026 i cryptoasset service provider soggetti alle regole britanniche devono avviare gli obblighi di due diligence e raccogliere informazioni sui clienti e sulle loro transazioni.

Il primo periodo di riferimento copre l’anno solare 2026. I dati dovranno essere trasmessi a HMRC tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2027, mentre lo scambio con le giurisdizioni partner è previsto successivamente secondo il calendario applicabile. L’obiettivo è ridurre lo spazio per la mancata dichiarazione dei guadagni realizzati attraverso piattaforme estere o strutture operative distribuite su più Paesi.

Per gli investitori, la conseguenza pratica è un aumento della tracciabilità. Gli exchange e gli altri operatori compresi nel perimetro del framework dovranno raccogliere informazioni identificative e dati aggregati sulle operazioni dei clienti residenti nel Regno Unito, oltre che su alcune categorie di soggetti fiscalmente residenti nelle giurisdizioni partecipanti.

HMRC ha indicato che il proprio lavoro di sensibilizzazione e di contrasto all’inadempimento avrebbe contribuito a generare ulteriori 168 milioni di sterline di Capital Gains Tax nel 2024-2025. Si tratta di una stima dell’effetto delle attività di compliance e non di un ammontare interamente riconducibile ai dati appena pubblicati.

Perché la notizia conta per il mercato crypto

I numeri britannici mostrano come la fiscalità stia diventando una componente sempre più strutturale dell’infrastruttura crypto. La discussione non riguarda più soltanto le aliquote applicate alle plusvalenze, ma anche la capacità delle amministrazioni di ricostruire i flussi finanziari e collegare i wallet e gli account presso gli operatori a persone fisiche o società.

Il nuovo sistema potrebbe aumentare il numero di verifiche e rendere più difficile sostenere che gli scambi tra criptovalute siano invisibili al fisco. Allo stesso tempo, la qualità dei dati dipenderà dalla capacità degli operatori di identificare correttamente i clienti, distinguere le diverse tipologie di transazione e gestire le attività svolte su più piattaforme.

HMRC ricorda che chi deve dichiarare redditi o guadagni relativi all’anno fiscale 2025-2026 dovrà farlo nella dichiarazione Self Assessment entro il 31 gennaio 2027. La prima serie ufficiale sulle plusvalenze crypto non introduce una nuova imposta, ma rende più visibile un segmento che finora era rimasto parzialmente integrato nelle statistiche fiscali generali.

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