La Commissione europea ha esteso fino al 30 settembre 2026, alle ore 23:59 CEST, il termine per partecipare alla consultazione sulla revisione del regolamento MiCA. La scadenza originaria era fissata al 31 agosto. Il rinvio concede un mese aggiuntivo agli operatori del settore, alle autorità pubbliche e agli altri soggetti interessati per inviare osservazioni sul funzionamento del quadro europeo dedicato ai mercati delle cripto-attività.
La consultazione è stata aperta il 20 maggio 2026 e rappresenta il primo passaggio formale verso la valutazione dell’efficacia del regolamento dopo l’avvio della sua applicazione. La Commissione non ha presentato una proposta di modifica già definita: sta invece raccogliendo dati e valutazioni per stabilire se MiCA sia ancora adeguato rispetto all’evoluzione del mercato, alla crescita della tokenizzazione e ai cambiamenti intervenuti nello scenario normativo internazionale.
Un rinvio che allunga la fase di confronto
La proroga non modifica direttamente gli obblighi già in vigore per emittenti e prestatori di servizi per le cripto-attività. Non introduce nuove esenzioni, non riapre il periodo transitorio e non sospende le regole applicabili ai soggetti che operano nell’Unione europea. Il suo effetto immediato è procedurale: imprese, associazioni, autorità nazionali, banche centrali e altri interlocutori avranno più tempo per rispondere ai questionari predisposti dalla Commissione.
Il processo si articola in due percorsi paralleli. Il primo è una consultazione pubblica rivolta a cittadini e utenti, con domande sull’esperienza maturata nell’utilizzo di diverse tipologie di cripto-attività. Il secondo è una consultazione mirata destinata a un pubblico più specializzato, tra cui crypto-asset service provider, emittenti di token, istituzioni finanziarie, autorità di vigilanza e amministrazioni pubbliche.
Le risposte serviranno alla Commissione per preparare il rapporto previsto dagli articoli 140 e 142 di MiCA sull’applicazione del regolamento e sugli ultimi sviluppi dei mercati crypto. Il rapporto potrà essere accompagnato, qualora Bruxelles rilevi lacune o problemi di funzionamento, da una proposta legislativa per modificare o integrare la disciplina.
DeFi, staking e lending tra le aree da chiarire
Uno dei punti più delicati riguarda le attività che il regolamento ha lasciato in tutto o in parte fuori dal proprio perimetro originario. La consultazione mirata prende in considerazione segmenti come la finanza decentralizzata, il crypto-lending, lo staking e i non-fungible token. Il tema non è soltanto stabilire se queste attività debbano essere regolamentate, ma anche individuare criteri pratici per distinguere i servizi realmente decentralizzati da quelli gestiti, coordinati o promossi da soggetti identificabili.
Per il mercato europeo, questa distinzione può avere conseguenze rilevanti. Un protocollo o una piattaforma che venisse considerata sufficientemente centralizzata potrebbe essere ricondotta all’interno di obblighi autorizzativi, organizzativi e di tutela della clientela. Al contrario, un’attività ritenuta effettivamente decentralizzata potrebbe rimanere fuori da MiCA, almeno fino a quando il legislatore europeo non deciderà di intervenire con norme specifiche.
La consultazione tocca anche il confine tra MiCA e la normativa europea sui servizi finanziari tradizionali. La classificazione di alcuni token come cripto-attività oppure come strumenti finanziari può determinare l’applicazione di regole differenti, con conseguenze per autorizzazioni, prospetti informativi, sedi di negoziazione e obblighi verso gli investitori.
Stablecoin e prestatori di servizi al centro del dossier
Un altro capitolo riguarda il regime degli stablecoin, inclusi i token collegati ad attività e i token di moneta elettronica. La Commissione dovrà valutare se gli obblighi previsti per gli emittenti, la gestione delle riserve, i meccanismi di rimborso e le regole applicabili ai token denominati in valute non europee siano proporzionati e coerenti con l’evoluzione del mercato.
Il tema è particolarmente sensibile perché gli stablecoin vengono utilizzati non soltanto per il trading, ma anche come strumenti di regolamento, trasferimento di valore e accesso alla liquidità nei mercati digitali. Eventuali modifiche alla disciplina potrebbero incidere sulla disponibilità di alcuni token per gli utenti europei, sui modelli operativi degli exchange e sui rapporti tra emittenti crypto, banche e istituti di pagamento.
La revisione riguarderà inoltre il perimetro e gli obblighi dei crypto-asset service provider. Dopo la fine del periodo transitorio, avvenuta il 1° luglio 2026, la prestazione di servizi crypto ai clienti europei è collegata all’autorizzazione prevista da MiCA, salvo i casi espressamente disciplinati dal regolamento. L’esperienza dei primi mesi di applicazione potrà quindi fornire alla Commissione elementi per valutare la complessità dei procedimenti autorizzativi, gli oneri di rendicontazione e il coordinamento tra autorità nazionali.
Nessuna nuova regola è stata ancora approvata
Il rinvio della consultazione non equivale all’annuncio di una futura “MiCA 2”. La Commissione ha chiarito che il processo è ancora nella fase di raccolta delle osservazioni e che il documento di consultazione non pregiudica la decisione finale. Prima di un eventuale intervento legislativo saranno necessari il rapporto previsto dal regolamento, ulteriori valutazioni tecniche e il normale iter europeo tra Commissione, Parlamento e Consiglio.
Per gli operatori, tuttavia, il segnale è significativo. Bruxelles sta verificando se il quadro entrato pienamente in applicazione sia in grado di seguire segmenti che nel frattempo hanno assunto maggiore rilevanza, dai servizi di staking alle forme di credito on-chain, fino alla tokenizzazione di strumenti e attività finanziarie. Per gli investitori, la conseguenza più importante è che le regole attuali restano valide, ma alcune aree del mercato potrebbero essere oggetto di nuove definizioni, obblighi o perimetrazioni nei prossimi anni.
La scadenza del 30 settembre 2026 diventa quindi un passaggio importante per il futuro della regolamentazione crypto europea. Le osservazioni raccolte non produrranno effetti immediati sui portafogli o sulle piattaforme autorizzate, ma contribuiranno a determinare la direzione della prossima fase normativa dell’Unione.


