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MiCA, l’Italia si prepara al primo rapporto sul mercato crypto: Consob e Banca d’Italia verso la scadenza del 14 settembre

La normativa italiana attuativa del MiCA impone a Consob e Banca d’Italia di trasmettere entro il 14 settembre 2026 un rapporto sul mercato delle cripto-attività. Nel documento dovranno…

di Redazione · 07 set 2026 · 6 letture
MiCA, l’Italia si prepara al primo rapporto sul mercato crypto: Consob e Banca d’Italia verso la scadenza del 14 settembre

Il quadro italiano sul mercato delle cripto-attività entra nella sua prima fase di verifica istituzionale. Entro lunedì 14 settembre 2026, Consob e Banca d’Italia dovranno trasmettere al Comitato FinTech del Ministero dell’Economia e delle Finanze un rapporto sull’andamento del settore e sui risultati emersi dall’applicazione della disciplina nazionale collegata al regolamento europeo MiCA.

La scadenza, prevista dall’articolo 46 del decreto legislativo 129 del 5 settembre 2024, arriva a pochi giorni di distanza e rappresenta il primo momento formale di valutazione dell’impatto del nuovo assetto regolamentare italiano sulle cripto-attività. Il rapporto non avrà soltanto una funzione descrittiva: le autorità dovranno indicare anche le criticità riscontrate nell’applicazione delle regole e gli eventuali interventi normativi ritenuti necessari.

Il rapporto previsto dalla normativa italiana

Il decreto legislativo 129/2024 ha adeguato l’ordinamento italiano al regolamento europeo 2023/1114, noto come Markets in Crypto-Assets Regulation. Il provvedimento ha attribuito a Consob e Banca d’Italia competenze distinte nella vigilanza sul settore, definendo il perimetro nazionale per autorizzazioni, controlli e tutela degli investitori.

Lo stesso decreto ha stabilito che, entro due anni dalla sua entrata in vigore, le due autorità trasmettano al Comitato FinTech un rapporto illustrativo del fenomeno di mercato e dei risultati dell’applicazione della disciplina. Il documento dovrà tenere conto dei rispettivi ambiti di competenza e includere le problematiche emerse sia dall’attività di vigilanza sia dal confronto con gli operatori.

In un secondo passaggio, il Ministro dell’Economia e delle Finanze dovrà utilizzare queste evidenze per trasmettere una relazione al Parlamento. La procedura crea quindi una catena istituzionale in tre livelli: analisi tecnica delle autorità, valutazione del Ministero e successivo esame parlamentare.

Perché la scadenza è rilevante

Il rapporto arriva dopo la conclusione del periodo transitorio che ha accompagnato il passaggio dagli operatori iscritti nei registri nazionali dei Virtual Asset Service Provider ai Crypto-Asset Service Provider autorizzati secondo il MiCA. Dal 1° luglio 2026, in Italia e negli altri Paesi dell’Unione europea, la prestazione di servizi su cripto-attività nei confronti della clientela europea è riservata ai soggetti autorizzati ai sensi del regolamento europeo o agli intermediari vigilati che abbiano effettuato le notifiche previste.

La relazione potrà quindi offrire una prima fotografia del funzionamento concreto del nuovo sistema dopo la fine della transizione. Tra i punti di interesse rientrano l’efficacia delle procedure di autorizzazione, il coordinamento tra Consob e Banca d’Italia, l’utilizzo del passaporto europeo e la gestione degli operatori che non hanno completato il percorso di adeguamento.

Per il mercato, il passaggio è importante perché consente di spostare il dibattito dalla fase di costruzione normativa a quella dell’applicazione pratica. Il MiCA ha introdotto un quadro comune per l’Unione europea, ma molte conseguenze dipendono dall’attività quotidiana delle autorità nazionali: tempi di istruttoria, controlli sui servizi offerti, qualità dell’informativa e capacità di intervenire contro l’offerta abusiva.

Le criticità che potrebbero emergere

Il testo della norma non anticipa i contenuti del rapporto. È tuttavia ragionevole attendersi che l’analisi possa concentrarsi sui problemi emersi nei primi mesi di applicazione del MiCA, senza trasformare queste ipotesi in conclusioni già acquisite.

Un primo tema riguarda la sovrapposizione tra servizi regolati dal MiCA e attività che ricadono in altri ambiti della normativa finanziaria europea. La distinzione tra cripto-attività, strumenti finanziari, servizi di pagamento e moneta elettronica può diventare complessa soprattutto per i modelli che combinano token, wallet, trasferimenti e servizi collegati a stablecoin.

Un secondo fronte è rappresentato dal coordinamento europeo. Un’autorizzazione ottenuta in uno Stato membro consente al prestatore di operare negli altri Paesi attraverso il passaporto europeo. Questo meccanismo favorisce il mercato unico, ma rende essenziale una cooperazione efficace tra le autorità nazionali, in particolare quando un operatore autorizzato in un Paese presta servizi a clienti italiani.

Resta inoltre centrale la tutela degli investitori. L’autorizzazione MiCA non elimina il rischio di mercato né rende automaticamente sicuri tutti i prodotti digitali. La qualità dei white paper, la trasparenza dei costi, la custodia degli asset dei clienti e la gestione dei conflitti di interesse sono elementi destinati a pesare sulla valutazione dell’efficacia delle nuove regole.

Possibili conseguenze per il settore

Se il rapporto dovesse individuare lacune o difficoltà applicative, il documento potrebbe diventare la base per modifiche legislative, chiarimenti regolamentari o nuove forme di coordinamento tra le autorità. Non si tratta però, allo stato attuale, di interventi già decisi: la scadenza del 14 settembre avvia una fase di valutazione, non annuncia automaticamente una nuova riforma.

Per gli operatori italiani, l’esito sarà osservato con attenzione perché potrebbe incidere sui requisiti organizzativi, sugli obblighi informativi e sulle modalità di supervisione. Per gli investitori, il valore del rapporto dipenderà soprattutto dalla capacità di chiarire quali servizi possono essere offerti legalmente in Italia e quali controlli saranno applicati agli intermediari autorizzati in altri Stati membri.

La pubblicazione del rapporto non è ancora stata annunciata. La scadenza fissata dalla legge rappresenta comunque il prossimo appuntamento istituzionale rilevante per la regolamentazione crypto italiana. Dopo l’entrata in vigore del MiCA e la fine del regime transitorio, Consob, Banca d’Italia e Ministero dell’Economia saranno chiamati a misurare per la prima volta, in modo organico, il funzionamento del nuovo quadro normativo e le correzioni necessarie per renderlo più efficace.

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