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MiCA, ESMA aggiorna il registro europeo dopo la fine del periodo transitorio

L’Autorità europea dei mercati finanziari ha pubblicato il nuovo aggiornamento del registro MiCA il 12 agosto. La revisione arriva dopo la chiusura del periodo transitorio e rafforza il…

di Redazione · 13 ago 2026 · 9 letture
MiCA, ESMA aggiorna il registro europeo dopo la fine del periodo transitorio

Il registro europeo degli operatori autorizzati ai sensi del regolamento MiCA è stato aggiornato il 12 agosto 2026. La nuova pubblicazione dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ESMA, arriva in una fase particolarmente delicata per il mercato crypto dell’Unione europea: dal 1° luglio si è concluso il periodo transitorio previsto per i fornitori di servizi che operavano sulla base delle autorizzazioni nazionali precedenti.

L’aggiornamento non rappresenta, da solo, l’annuncio di una nuova licenza o di una decisione sanzionatoria specifica. Il suo rilievo è però soprattutto operativo. Dopo l’entrata a regime del quadro europeo, il registro ESMA è diventato il punto di riferimento per distinguere gli operatori autorizzati ai sensi di MiCA dalle società che possono aver operato in passato con registrazioni o permessi nazionali non più sufficienti.

Che cosa contiene il registro MiCA

Il registro pubblicato da ESMA raccoglie diverse categorie di informazioni previste dal regolamento europeo. Tra queste figurano i fornitori di servizi per cripto-attività autorizzati, gli emittenti di token classificati come asset-referenced token, gli emittenti di e-money token, i white paper relativi alle cripto-attività diverse dalle stablecoin disciplinate dai titoli dedicati e gli operatori considerati non conformi.

La presenza di una società nell’elenco dei fornitori autorizzati consente di verificare l’entità giuridica titolare dell’autorizzazione, l’autorità nazionale competente e i servizi per i quali è stata rilasciata la licenza. Questo punto è essenziale perché il nome commerciale di una piattaforma globale non coincide necessariamente con la società autorizzata a prestare servizi ai clienti europei.

Il regolamento MiCA prevede infatti che l’autorizzazione sia legata a una specifica entità giuridica. La verifica del solo marchio o dell’applicazione utilizzata non è quindi sufficiente per determinare se un servizio sia effettivamente coperto dal regime europeo.

Perché l’aggiornamento arriva in un momento importante

La pubblicazione del 12 agosto è il primo aggiornamento recente del registro dopo la fine della fase transitoria che ha consentito, con modalità diverse nei vari Stati membri, la prosecuzione temporanea di alcune attività svolte da operatori già presenti sul mercato nazionale. Con la scadenza del 1° luglio 2026, le imprese non autorizzate non possono continuare a offrire liberamente servizi crypto nell’Unione europea come se nulla fosse cambiato.

ESMA ha chiarito che gli operatori privi di autorizzazione devono procedere a un’uscita ordinata dai mercati nei quali non possono più operare. L’obiettivo indicato dall’autorità è evitare interruzioni disordinate, proteggere i clienti e consentire, quando necessario, il trasferimento degli asset verso un altro prestatore autorizzato.

Il nuovo aggiornamento assume quindi un valore pratico per exchange, custodian, broker e società che offrono servizi di trasferimento o gestione di cripto-attività. Per gli operatori, l’iscrizione corretta nel registro è una componente della propria capacità di operare sul mercato unico. Per gli utenti, l’elenco costituisce uno strumento di controllo prima di depositare fondi, acquistare cripto-attività o utilizzare servizi di custodia.

Il registro non è un marchio di qualità assoluto

La consultazione dell’elenco ESMA non elimina tutti i rischi legati all’utilizzo di una piattaforma. L’autorizzazione MiCA riguarda il perimetro regolamentare e i servizi indicati nella registrazione, ma non equivale a una garanzia sul valore degli asset, sull’assenza di perdite o sulla redditività di un investimento.

La stessa ESMA precisa inoltre che i white paper presenti nel registro non sono stati esaminati o approvati dalle autorità nazionali. La responsabilità del contenuto resta in capo all’offerente o all’emittente. La pubblicazione di un documento nel registro, quindi, non deve essere interpretata come una certificazione del progetto o come una valutazione positiva della relativa cripto-attività.

Un ulteriore elemento da considerare è la frequenza di aggiornamento. ESMA pubblica il registro a intervalli settimanali e le informazioni trasmesse dalle autorità nazionali possono non comparire immediatamente. Il registro è dunque uno strumento ufficiale e necessario, ma deve essere letto tenendo conto dei possibili tempi tecnici di ricezione e pubblicazione dei dati.

Dalla licenza alla supervisione dei rischi tecnologici

L’aggiornamento del registro si inserisce in una fase in cui la vigilanza europea sta spostando l’attenzione dalla sola autorizzazione alla qualità dei controlli interni e alla resilienza operativa. A luglio ESMA ha annunciato un’azione di vigilanza comune dedicata ai servizi di custodia offerti dai crypto-asset service provider.

L’esercizio riguarderà, tra gli altri aspetti, la gestione delle chiavi e dei sistemi di conservazione, i controlli sulle transazioni, la rilevazione degli incidenti, i rischi legati agli smart contract e le dipendenze da fornitori esterni. Le autorità nazionali svolgeranno le verifiche su un campione di operatori autorizzati e i risultati saranno successivamente consolidati a livello europeo.

Il messaggio per il mercato è chiaro: con la fine del periodo transitorio, MiCA non è più soltanto una procedura di accesso al mercato. È anche un quadro di supervisione continuativa. L’aggiornamento del registro del 12 agosto segnala proprio questo passaggio: la conformità deve essere verificabile nel tempo, mentre la presenza nell’elenco europeo diventa un elemento centrale per la trasparenza del settore crypto.

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