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La SEC apre agli exchange on-chain per le azioni tokenizzate: esenzione temporanea fino al 2031

La Securities and Exchange Commission concede un’esenzione condizionata ai Tokenized Securities Venues, consentendo la negoziazione on-chain di alcune azioni quotate USA attraverso…

di Redazione · 18 set 2026 · 1 letture
La SEC apre agli exchange on-chain per le azioni tokenizzate: esenzione temporanea fino al 2031

La Securities and Exchange Commission statunitense ha compiuto un passo rilevante verso la negoziazione on-chain dei titoli tradizionali. Il 17 settembre 2026 l’autorità ha concesso un’esenzione temporanea e condizionata ai cosiddetti Tokenized Securities Venues, permettendo a determinate piattaforme di trattare azioni tokenizzate quotate sul mercato statunitense senza essere considerate, ai fini della normativa applicabile, exchange tradizionali.

La misura non equivale a una liberalizzazione generale del trading di azioni su blockchain e non autorizza automaticamente gli exchange crypto a offrire titoli tokenizzati. L’intervento della SEC crea però un perimetro regolamentare specifico nel quale alcune sedi di negoziazione distribuita potranno sperimentare modelli basati su automated market maker e liquidity pool, mantenendo condizioni di accesso, trasparenza e controllo definite dall’autorità.

Che cosa prevede l’esenzione della SEC

L’ordine della Commissione introduce un sollievo regolamentare temporaneo rispetto alla definizione di “exchange” contenuta nel Securities Exchange Act del 1934. La stessa decisione prevede inoltre un’esenzione mirata per alcune società che forniscono liquidità, evitando che siano automaticamente qualificate come “dealer” quando operano nel rispetto dei requisiti stabiliti.

Il provvedimento resterà in vigore, salvo modifiche o revoche, fino al 17 settembre 2031. La durata quinquennale consente alla SEC di osservare il funzionamento dei nuovi mercati, raccogliere dati e valutare se siano necessarie regole permanenti o un quadro normativo più ampio.

Le sedi interessate non potranno operare come mercati completamente aperti e privi di controlli. L’accesso dovrà essere permissioned, con criteri destinati a limitare la partecipazione a soggetti qualificati secondo le condizioni dell’esenzione. Le piattaforme dovranno inoltre essere persone giuridiche statunitensi e rispettare gli obblighi relativi alle sanzioni economiche e commerciali amministrate dall’Office of Foreign Assets Control.

Non si tratta di token sintetici

Uno degli aspetti più importanti riguarda la natura degli asset che potranno essere trattati. La SEC ha escluso dall’esenzione i prodotti sintetici che si limitano a replicare il prezzo di un’azione senza rappresentare effettivamente il relativo titolo.

Le azioni tokenizzate dovranno essere emesse dall’emittente dell’azione sottostante oppure da un soggetto terzo non affiliato, ma dovranno comunque garantire ai possessori diritti e privilegi coerenti con quelli dei titoli tradizionali. Tra questi rientrano, secondo le condizioni indicate dalla Commissione, il diritto a ricevere dividendi e la possibilità di esercitare i diritti di voto quando previsti dalla struttura del titolo.

Gli emittenti dovranno inoltre avere la possibilità di opporsi alla negoziazione del proprio titolo su una Tokenized Securities Venue. Questo requisito riduce il rischio che una piattaforma possa inserire unilateralmente un’azione tokenizzata senza un adeguato rapporto con l’emittente o senza un meccanismo di supervisione.

Trasparenza e limiti operativi

Il nuovo regime impone una serie di obblighi destinati a contenere i rischi tipici dei mercati on-chain. Le piattaforme dovranno pubblicare informazioni sulle transazioni, compresi dati in dollari relativi a prezzo, quantità, momento dell’operazione e indirizzo della liquidity pool. Dovranno inoltre rendere disponibili, a intervalli regolari, dati sulla dimensione delle pool e sui volumi giornalieri.

La SEC ha previsto anche limiti sul numero di strumenti trattabili e soglie di volume collegate ai meccanismi di limit up e limit down già utilizzati nei mercati azionari statunitensi. L’obiettivo è evitare che un ambiente sperimentale basato su pool di liquidità possa diventare rapidamente un canale di negoziazione senza freni per titoli caratterizzati da elevata volatilità o liquidità insufficiente.

La normativa antifrode e antimanipolazione resta pienamente applicabile. L’esenzione non elimina quindi gli obblighi fondamentali di integrità del mercato e non protegge le piattaforme da eventuali contestazioni in caso di manipolazione, informazioni fuorvianti o pratiche abusive.

Perché la decisione interessa gli exchange crypto

La decisione ha una rilevanza diretta per il settore degli exchange perché avvicina due modelli finora separati: da una parte le piattaforme crypto, costruite su registri distribuiti e operatività continua; dall’altra i mercati azionari, sottoposti a regole specifiche su intermediari, liquidità, custodia e trasparenza.

Per gli operatori crypto, il provvedimento può rappresentare un precedente regolamentare. Exchange, broker e infrastrutture blockchain potrebbero valutare partnership con sedi autorizzate o permissioned per offrire esposizione a titoli tokenizzati senza utilizzare esclusivamente i sistemi tradizionali di regolamento.

La portata concreta dipenderà però dalla disponibilità di prodotti conformi, dall’adesione degli emittenti e dalla capacità degli operatori di rispettare i requisiti di accesso, registrazione e gestione dei dati. La decisione della SEC non modifica automaticamente le regole applicabili in altre giurisdizioni e non stabilisce che ogni piattaforma decentralizzata possa trattare azioni tokenizzate negli Stati Uniti.

Un laboratorio regolamentare per la finanza on-chain

La SEC ha presentato l’esenzione come uno strumento temporaneo per osservare l’evoluzione di nuove forme di mercato, non come l’adozione definitiva di un modello tecnologico. La Commissione ha infatti invitato gli operatori e gli investitori a presentare commenti sugli aspetti tecnici e regolamentari del provvedimento.

Per il mercato crypto, la notizia conta soprattutto perché sposta il dibattito dalla semplice tokenizzazione degli asset alla struttura stessa degli exchange. La questione non riguarda più soltanto come rappresentare un’azione su blockchain, ma come organizzare matching, liquidità, accesso, custodia, diritti degli investitori e sorveglianza in un’infrastruttura distribuita.

La fase che si apre resta sperimentale. Se i Tokenized Securities Venues riusciranno a offrire liquidità e trasparenza senza aumentare i rischi operativi, la SEC potrebbe avere elementi per costruire regole permanenti. In caso contrario, l’esenzione potrebbe rimanere confinata a un numero ristretto di piattaforme e strumenti. Per gli exchange crypto, il segnale è comunque chiaro: la competizione futura potrebbe riguardare non soltanto le criptovalute, ma l’intera infrastruttura digitale dei mercati finanziari.

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