KuCoin ha introdotto nuove restrizioni sui trasferimenti collegati a diversi operatori del mercato crypto, tra cui HTX, precedentemente noto come Huobi Global, ed EXMO. L’exchange ha comunicato il 27 agosto 2026 di non voler più processare, direttamente o indirettamente, transazioni che coinvolgano le entità inserite nel nuovo perimetro di controllo.
L’annuncio riguarda una serie di crypto-asset service provider e piattaforme operanti in differenti giurisdizioni. KuCoin non ha definito il provvedimento come una semplice sospensione tecnica dei depositi o dei prelievi, ma come un aggiornamento dei propri controlli di conformità legati agli sviluppi normativi nei Paesi in cui opera.
Le restrizioni riguardano anche i trasferimenti indiretti
Il punto più rilevante dell’avviso è l’ampiezza dei controlli. KuCoin ha chiesto agli utenti di non inviare asset digitali agli operatori indicati, di non ricevere fondi da tali soggetti e di non effettuare transazioni attraverso la piattaforma quando l’operazione coinvolga uno degli intermediari interessati.
La verifica può riguardare non soltanto il conto di destinazione o quello di origine, ma anche l’indirizzo da cui partono i fondi, l’indirizzo che li riceve e gli eventuali fornitori di servizi intermedi. In questo modo, l’exchange estende il controllo alla catena operativa della transazione e non soltanto al rapporto diretto tra due account.
Per gli utenti, la conseguenza pratica è che un trasferimento apparentemente ordinario potrebbe essere sottoposto a un controllo aggiuntivo se la sua provenienza o la sua destinazione risultasse collegata a uno degli operatori elencati.
Il calendario delle misure
KuCoin ha indicato tre diverse date di efficacia. Le prime restrizioni risalgono al 7 agosto 2026 e riguardano Shelbit General Trading LLC e Aban Tether Exchange. Dal 13 agosto sono entrati nel perimetro A7 Nigeria, A7 Africa e PilotFinance.
La tranche più ampia è diventata effettiva il 23 agosto e comprende, tra gli altri, Rapira, Aifory Pro, ABCeX, WhiteBird, NoOnecrypto, Tradex, Monease, BitPapa, Exnode ed Exnode Pay, HTX e EXMO.
La comunicazione del 27 agosto rende pubbliche misure che, in parte, erano già operative. KuCoin ha quindi fornito agli utenti un quadro consolidato delle entità coinvolte e delle date a partire dalle quali i controlli possono produrre effetti sulle transazioni.
Possibili blocchi e verifiche rafforzate
Secondo l’exchange, le transazioni tentate dopo le rispettive date di efficacia possono essere trattenute per una verifica rafforzata, respinte oppure accompagnate da limitazioni applicate al wallet o all’account mentre l’analisi è in corso.
KuCoin avverte inoltre che le attività considerate incompatibili con le proprie condizioni d’uso potrebbero portare alla sospensione o alla chiusura dell’account. L’avviso, tuttavia, non stabilisce che tutti gli account collegati a uno degli operatori indicati saranno automaticamente chiusi: la formulazione lascia spazio a valutazioni caso per caso nell’ambito dei controlli di conformità.
È una distinzione importante. Il provvedimento non equivale a una dichiarazione di insolvenza degli operatori elencati, né indica che i relativi token siano stati rimossi dai mercati di KuCoin. La misura riguarda i flussi finanziari e la possibilità di effettuare transazioni collegate a determinati soggetti.
Perché la decisione conta per il mercato degli exchange
La scelta di KuCoin evidenzia il ruolo crescente dei controlli sugli indirizzi e sui rapporti tra piattaforme centralizzate. Gli exchange non si limitano più a verificare l’identità del cliente al momento dell’apertura dell’account, ma monitorano anche la provenienza dei fondi, le destinazioni e gli intermediari coinvolti nei trasferimenti on-chain.
Questo approccio può ridurre il rischio che la piattaforma venga utilizzata per movimentare fondi collegati a controparti sottoposte a restrizioni o a contesti regolamentari considerati problematici. D’altra parte, aumenta la possibilità che transazioni legittime vengano fermate temporaneamente quando i sistemi di monitoraggio individuano collegamenti indiretti o richiedono ulteriori informazioni.
Per gli utenti, l’effetto più immediato è operativo: prima di inviare asset a o da un altro exchange, sarà necessario prestare maggiore attenzione alla piattaforma utilizzata, alla rete blockchain, all’indirizzo di destinazione e agli eventuali servizi intermedi. Un trasferimento verso un wallet personale non è automaticamente esente dai controlli se l’indirizzo risulta collegato, secondo i sistemi dell’exchange, a un soggetto presente nel perimetro delle restrizioni.
Un segnale della stretta sui rapporti tra piattaforme
La decisione arriva in una fase in cui la gestione dei rapporti tra exchange, broker crypto e fornitori di servizi di pagamento è diventata parte centrale delle politiche di rischio. Il caso KuCoin mostra come gli obblighi di conformità possano tradursi in limitazioni concrete per i flussi tra piattaforme, anche quando il cliente non intrattiene un rapporto diretto con l’operatore sottoposto a controllo.
Per ora KuCoin non ha indicato una data di scadenza delle restrizioni né ha annunciato un meccanismo automatico per la loro rimozione. L’exchange invita gli utenti interessati a rivolgersi ai propri canali ufficiali di assistenza per verificare l’eventuale impatto sulle singole transazioni.


