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Ethereum, Glamsterdam slitta al 6 ottobre su Sepolia: più tempo per testare l’upgrade

Gli sviluppatori di Ethereum hanno fissato una nuova data indicativa per il primo test pubblico di Glamsterdam. La fork su Sepolia è ora attesa il 6 ottobre, dopo che le ultime prove sui…

di Redazione · 07 set 2026 · 9 letture
Ethereum, Glamsterdam slitta al 6 ottobre su Sepolia: più tempo per testare l’upgrade

Gli sviluppatori di Ethereum hanno spostato al 6 ottobre 2026 l’attivazione indicativa dell’upgrade Glamsterdam sulla testnet Sepolia. La decisione è emersa dalla riunione All Core Developers Consensus numero 186 e rappresenta un rinvio rispetto alla precedente finestra del 28 settembre. L’orario attualmente indicato è le 13:53 UTC, ma la data non deve ancora essere considerata definitiva.

Il rinvio arriva mentre i team dei client stanno ancora lavorando per ottenere una versione stabile dei devnet preparatori. Secondo il resoconto della riunione, gli sviluppatori hanno preferito concedere ulteriore tempo ai test multi-client prima di portare Glamsterdam su una rete pubblica di lunga durata. Il passaggio è rilevante perché Sepolia costituisce uno degli ambienti principali in cui applicazioni, infrastrutture e operatori possono verificare la compatibilità con le modifiche del protocollo.

La roadmap pubblicata su ethereum.org continua a riportare il 28 settembre come prossimo traguardo, ma la pagina è stata aggiornata il 3 settembre e non riflette ancora la decisione successiva dei core developer. Per questo motivo, il 6 ottobre va letto come un obiettivo operativo concordato in via preliminare, non come una data irrevocabile. Anche l’attivazione successiva su Hoodi, l’altra testnet pubblica di riferimento, resta da definire.

Il problema non è il progetto dell’upgrade, ma il livello di maturità dei test. Glamsterdam è ancora in fase di sperimentazione sui devnet e gli sviluppatori vogliono completare almeno un passaggio stabile prima di procedere con Sepolia. La logica è quella tipica degli aggiornamenti che intervengono contemporaneamente sui livelli di esecuzione e consenso: un errore nella transizione può avere conseguenze sulla produzione dei blocchi, sulla sincronizzazione dei nodi e sulla compatibilità degli strumenti utilizzati dall’ecosistema.

Tra le modifiche discusse durante il percorso di sviluppo rientra anche un aggiornamento collegato a EIP-8037, che ridefinisce il modo in cui Ethereum contabilizza il costo della creazione di dati permanenti nella sua base dati. L’obiettivo è fare in modo che la crescita dello stato della rete rifletta meglio il carico imposto ai nodi, separando il costo della computazione da quello legato alla memorizzazione di nuove informazioni.

Il tema è centrale per la scalabilità. Aumentare la capacità dei blocchi senza intervenire sulla crescita dello stato rischierebbe di rendere più onerosa la gestione dei nodi e di aumentare la pressione sui requisiti hardware. Glamsterdam punta invece a sostenere una maggiore capacità mantenendo, almeno nelle intenzioni del progetto, la possibilità per una platea ampia di operatori di partecipare alla validazione.

Il cuore dell’upgrade è l’introduzione della Enshrined Proposer-Builder Separation, o ePBS. Oggi la costruzione dei blocchi e la loro proposta sono coordinate anche attraverso componenti esterni al protocollo, inclusi relay e infrastrutture utilizzate dal mercato del MEV. Con ePBS, una parte di questo rapporto dovrebbe essere portata direttamente nel protocollo Ethereum, riducendo alcune dipendenze esterne e ampliando la finestra disponibile per propagare e verificare i dati dei blocchi.

La roadmap tecnica di Ethereum associa a Glamsterdam anche i Block-Level Access Lists, strutture pensate per rendere più visibili in anticipo le aree dello stato che una transazione andrà a leggere o modificare. Questo dovrebbe preparare il terreno a una maggiore esecuzione parallela, almeno per le operazioni che non presentano dipendenze reciproche. Per le applicazioni decentralizzate e per le reti Layer 2, il potenziale beneficio riguarda soprattutto la capacità futura di gestire più attività senza concentrare tutto il carico su un’elaborazione strettamente sequenziale.

Un’altra proposta prevista nel perimetro dell’upgrade riguarda la riduzione del costo intrinseco delle transazioni più semplici. In base alla documentazione tecnica pubblicata da Ethereum, una normale transazione di ETH tra indirizzi già esistenti potrebbe diventare sensibilmente meno onerosa, mentre la creazione di nuovi account continuerebbe a essere soggetta a un costo aggiuntivo per riflettere l’occupazione permanente di spazio nello stato.

Per l’ecosistema altcoin, la notizia conta soprattutto per il rapporto tra ETH, DeFi e Layer 2. Glamsterdam non è un evento di mercato immediato e non introduce, da solo, una nuova funzionalità destinata agli utenti finali. Tuttavia, la qualità dei test sulle reti pubbliche condizionerà la fiducia degli sviluppatori e degli operatori che costruiscono rollup, wallet, protocolli DeFi, infrastrutture di staking e applicazioni che dipendono dalla compatibilità con il livello base di Ethereum.

Un testnet fork rinviato non implica necessariamente un problema strutturale del progetto. In questo caso, il rinvio può essere interpretato come una scelta prudenziale: gli sviluppatori stanno sacrificando una parte della velocità della tabella di marcia per ridurre il rischio di portare su Sepolia un aggiornamento ancora privo di devnet pienamente stabili. La conseguenza immediata è un calendario meno lineare; quella potenziale, se i test avranno esito positivo, è una fase successiva più prevedibile per Hoodi e per la mainnet.

Il calendario della rete principale resta infatti aperto. Ethereum indica ancora il quarto trimestre del 2026 come periodo atteso per Glamsterdam, senza una data confermata. Prima di arrivare a quel punto dovranno essere completati i test su Sepolia e Hoodi, verificate le implementazioni dei diversi client e affrontati eventuali problemi di compatibilità con strumenti e applicazioni esistenti.

Per gli investitori, il rinvio non offre una lettura direzionale automatica sul prezzo di ETH. L’elemento da monitorare è piuttosto l’avanzamento tecnico: una transizione ordinata sulle testnet rafforzerebbe la tesi di Ethereum come infrastruttura in grado di aumentare la capacità senza rinunciare alla decentralizzazione; ulteriori slittamenti o problemi durante le fork pubbliche, al contrario, potrebbero riaprire il dibattito sui tempi con cui la rete riuscirà a trasformare le ambizioni di scalabilità in capacità operativa.

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