Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno raccolto 986,9 milioni di dollari di afflussi netti nella settimana terminata venerdì 4 settembre 2026. Il dato conferma per la terza settimana consecutiva il ritorno di capitali nei prodotti regolamentati legati alla principale criptovaluta e mostra una dinamica diversa rispetto agli ETF su Ethereum e agli strumenti dedicati alle altcoin.
Nello stesso intervallo, gli ETF spot su Ether hanno registrato afflussi netti per 218,4 milioni di dollari. Sommando le due categorie, il mercato statunitense ha quindi attirato circa 1,2 miliardi di dollari in una sola settimana. Oltre l’80% del capitale è confluito nei prodotti legati a Bitcoin, segnalando una preferenza ancora netta degli investitori istituzionali per l’esposizione alla maggiore criptovaluta.
Bitcoin mantiene il ritmo per la terza settimana
Il risultato degli ETF Bitcoin è superiore ai 924,5 milioni di dollari raccolti nella settimana precedente e porta a circa 3,8 miliardi di dollari gli afflussi cumulati nelle ultime tre settimane. La sequenza rappresenta la fase di raccolta più forte registrata nel 2026 su un periodo equivalente, secondo i dati monitorati dai principali fornitori di statistiche sui flussi degli ETF crypto.
La raccolta, tuttavia, non è stata lineare. Gli ETF Bitcoin hanno registrato 216,7 milioni di dollari di afflussi il 31 agosto, seguiti da deflussi per 236,5 milioni il 1° settembre. La domanda è poi tornata positiva con 101,1 milioni il 2 settembre, 730,8 milioni il 3 settembre e altri 174,6 milioni il 4 settembre.
Il picco di giovedì 3 settembre ha rappresentato la sessione più rilevante della settimana, ma il dato dell’ultima giornata di contrattazione è comunque importante perché ha mantenuto il saldo in territorio positivo. In particolare, il 4 settembre gli afflussi sono stati concentrati su IBIT di BlackRock, con 117,4 milioni di dollari, e FBTC di Fidelity, con 57,2 milioni.
BlackRock resta il principale canale di raccolta
Nel riepilogo settimanale, IBIT ha registrato afflussi per 691,5 milioni di dollari, una cifra pari a circa il 70% del saldo netto complessivo degli ETF Bitcoin. Seguono ARKB con 137,7 milioni e FBTC con 94,8 milioni. Il dato conferma il ruolo dominante dei prodotti gestiti dai maggiori operatori finanziari statunitensi, che continuano a concentrare la parte più significativa della domanda.
La concentrazione non significa necessariamente che tutto il mercato stia acquistando Bitcoin con la stessa intensità. Significa piuttosto che gli investitori che scelgono l’accesso tramite borsa stanno privilegiando gli strumenti più liquidi e riconoscibili, con una particolare preferenza per i fondi sostenuti dai grandi gestori globali.
Ethereum raccoglie ancora, ma perde velocità
Gli ETF spot su Ethereum hanno chiuso la settimana con 218,4 milioni di dollari di afflussi netti. Il saldo resta positivo per la terza settimana consecutiva, ma il ritmo è molto più contenuto rispetto alla settimana precedente, quando i prodotti avevano raccolto oltre 800 milioni di dollari.
La frenata emerge anche dal confronto con agosto. Nel mese appena concluso, gli ETF spot su Ether hanno registrato afflussi netti per circa 1,85 miliardi di dollari, il risultato mensile più forte dall’agosto 2025. Il dato settimanale di inizio settembre non interrompe quindi la tendenza positiva, ma suggerisce che la fase di accelerazione potrebbe essersi attenuata.
Anche nell’ultima sessione la raccolta è stata distribuita in modo disomogeneo. ETHA di BlackRock ha ricevuto 57,8 milioni di dollari, mentre altri prodotti hanno evidenziato flussi più deboli o deflussi. Il quadro è quello di una domanda ancora presente, ma meno uniforme rispetto a quella osservata sugli ETF Bitcoin.
Altcoin ETF, la domanda si ridimensiona
La divergenza è ancora più evidente guardando ai prodotti collegati alle altcoin. Nella settimana terminata il 4 settembre, gli ETF su Solana hanno raccolto circa 6,2 milioni di dollari, quelli su XRP 19 milioni e i prodotti legati a Hyperliquid circa 12,3 milioni.
In tutti e tre i casi, gli afflussi sono rimasti positivi, ma hanno subito una contrazione molto marcata rispetto alla settimana precedente. La raccolta di Solana è diminuita di circa il 96%, quella di XRP di circa l’83% e quella di Hyperliquid di circa il 78%. Il confronto indica che non si è verificata una fuga generalizzata dagli ETF crypto: il capitale è rimasto nel comparto, ma si è spostato verso Bitcoin e, in misura minore, Ethereum.
Questa distinzione è rilevante. Un rallentamento degli afflussi non equivale automaticamente a un’ondata di vendite o a un cambio strutturale di tendenza. Può riflettere una pausa dopo una settimana eccezionalmente forte, una riduzione del rischio sugli asset più volatili o una scelta tattica degli investitori in vista dei prossimi dati macroeconomici.
Perché il dato conta per il mercato
Gli ETF spot rappresentano uno dei principali canali attraverso cui fondi, consulenti finanziari e investitori professionali possono ottenere esposizione alle criptovalute senza gestire direttamente wallet e infrastrutture di custodia. Per questo motivo, i flussi possono offrire un’indicazione della domanda regolamentata, anche se non descrivono l’intero mercato spot e non permettono da soli di prevedere l’andamento dei prezzi.
La raccolta di quasi 1 miliardo di dollari negli ETF Bitcoin suggerisce che, dopo la fase di debolezza osservata nei mesi precedenti, una parte della liquidità istituzionale sta ricostruendo l’esposizione alla criptovaluta. Il segnale è coerente con la tenuta di Bitcoin intorno agli 80.000 dollari, ma non elimina i rischi legati a tassi, inflazione e condizioni di liquidità.
Il calendario macroeconomico resta infatti centrale. Gli investitori guardano ai prossimi dati sul mercato del lavoro e all’inflazione statunitense dell’11 settembre, oltre alla successiva riunione della Federal Reserve. Un’accelerazione dei rendimenti obbligazionari o un atteggiamento più restrittivo della banca centrale potrebbe ridurre la domanda per gli asset più rischiosi, compresi gli ETF crypto.
La prossima verifica sarà la tenuta dei flussi
Il dato della settimana al 4 settembre è quindi positivo, ma non conclusivo. La raccolta su Bitcoin è tornata su livelli consistenti e gli ETF su Ethereum restano in territorio positivo, mentre la domanda sugli strumenti legati alle altcoin si è raffreddata nettamente.
La verifica più importante sarà capire se il capitale continuerà a entrare nei fondi anche in presenza di prezzi meno favorevoli o di nuove tensioni sui tassi. Se gli afflussi resteranno positivi per più settimane, il mercato potrebbe interpretare il movimento come una ricostruzione più stabile delle posizioni istituzionali. Se invece la raccolta dovesse ridursi rapidamente, il risultato potrebbe essere letto come una rotazione tattica e temporanea verso Bitcoin.


