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ETF Bitcoin ed Ether, afflussi per 2,6 miliardi di dollari nella settimana migliore dal 2025

I prodotti spot quotati negli Stati Uniti hanno registrato 1,9 miliardi di dollari di raccolta sul Bitcoin e 697,2 milioni sull’Ether tra il 17 e il 21 agosto. Il dato segnala un forte…

di Redazione · 24 ago 2026 · 10 letture
ETF Bitcoin ed Ether, afflussi per 2,6 miliardi di dollari nella settimana migliore dal 2025

Gli ETF spot su Bitcoin ed Ether quotati negli Stati Uniti hanno chiuso la settimana terminata venerdì 21 agosto con afflussi netti complessivi per circa 2,6 miliardi di dollari. È il risultato settimanale più forte per le due categorie dall’ottobre 2025 e il migliore del 2026, secondo i dati di mercato analizzati da SoSoValue.

La raccolta si è distribuita in modo disomogeneo tra i due comparti. Gli ETF spot su Bitcoin hanno attirato circa 1,9 miliardi di dollari, mentre quelli su Ether hanno registrato afflussi per 697,2 milioni. Entrambi i segmenti hanno riportato la loro settimana più positiva dell’anno, dopo una fase caratterizzata da deflussi, domanda intermittente e maggiore sensibilità agli sviluppi macroeconomici.

La domanda torna positiva per cinque sedute consecutive

Il dato più significativo non riguarda soltanto il totale settimanale, ma anche la continuità dei flussi. Gli ETF spot su Bitcoin hanno chiuso in positivo tutte e cinque le sedute comprese tra lunedì 17 e venerdì 21 agosto. Nello stesso periodo, anche i prodotti su Ether hanno registrato afflussi giornalieri consecutivi.

Per i fondi su Bitcoin, la raccolta giornaliera ha raggiunto circa 517,2 milioni di dollari mercoledì 19 agosto e 606,3 milioni giovedì 20 agosto. Venerdì il saldo è rimasto positivo, con afflussi intorno a 307 milioni. Sul fronte Ether, la raccolta settimanale si è avvicinata ai 700 milioni di dollari, con una progressione particolarmente intensa nelle ultime sedute.

La settimana ha segnato una netta inversione rispetto a quella precedente, quando gli ETF spot sulle due principali criptovalute avevano registrato deflussi complessivi per circa 392 milioni di dollari. Il passaggio da una settimana negativa a una raccolta di 2,6 miliardi implica uno spostamento di circa 3 miliardi nella direzione dei flussi.

BlackRock guida la raccolta

La concentrazione dei flussi è rimasta elevata. Il prodotto di BlackRock legato al Bitcoin, iShares Bitcoin Trust, ha rappresentato una parte rilevante della raccolta giornaliera nella seduta di giovedì, con circa 503 milioni di dollari. Venerdì lo stesso ETF avrebbe ricevuto circa 239 milioni, pari a quasi l’80% degli afflussi giornalieri registrati dal comparto Bitcoin.

Anche nel segmento Ether il prodotto di BlackRock, iShares Ethereum Trust, ha guidato la raccolta nella seduta di venerdì, con afflussi nell’ordine di 151 milioni di dollari. La leadership dei prodotti più grandi conferma il peso degli emittenti con maggiore distribuzione presso broker, consulenti finanziari e investitori istituzionali.

Questo elemento è rilevante perché la raccolta complessiva non rappresenta necessariamente una domanda omogenea distribuita su tutto il mercato. Una parte consistente dei nuovi capitali si è concentrata sui veicoli con maggiore liquidità e maggiore riconoscibilità, mentre gli altri ETF hanno beneficiato in misura più contenuta della fase positiva.

Gli asset in gestione crescono più dei nuovi capitali

L’aumento degli asset in gestione è stato ancora più marcato rispetto agli afflussi. Gli asset netti degli ETF spot su Bitcoin sono saliti a circa 96,1 miliardi di dollari, mentre quelli degli ETF su Ether hanno raggiunto circa 14,3 miliardi. La crescita complessiva degli asset è stata sostenuta non soltanto dalle nuove sottoscrizioni, ma soprattutto dall’apprezzamento delle criptovalute sottostanti.

Nel corso della settimana Bitcoin ha superato temporaneamente quota 79.000 dollari, mentre Ether è arrivato in area 2.400 dollari. Quando il prezzo dell’attività sottostante aumenta, il valore delle quote già presenti nei portafogli degli ETF cresce automaticamente. Per questo motivo, un incremento degli asset in gestione non deve essere interpretato integralmente come nuovo capitale entrato sul mercato.

La distinzione è importante per valutare la solidità del movimento. I 2,6 miliardi di afflussi rappresentano una domanda effettiva di nuove quote, mentre la parte restante dell’aumento degli asset deriva dalla rivalutazione delle posizioni già detenute dai fondi. Il dato conferma quindi un rafforzamento della domanda, ma non dimostra da solo che l’intero rialzo dei patrimoni sia stato provocato da nuovi acquisti istituzionali.

Un miglioramento ancora da consolidare

Nonostante la settimana positiva, il bilancio da inizio anno resta meno favorevole. Gli ETF spot su Bitcoin continuano a presentare deflussi netti cumulati nel 2026 per circa 2,9 miliardi di dollari, mentre quelli su Ether risultano in rosso per circa 191,8 milioni. La nuova raccolta ha ridotto il deficit complessivo, ma non lo ha ancora eliminato.

Anche il confronto con i dati cumulati dall’avvio dei prodotti conferma la diversa dimensione dei due mercati. Gli ETF su Bitcoin hanno superato circa 53,7 miliardi di dollari di afflussi netti cumulati dal debutto nel gennaio 2024. Per gli ETF su Ether, il saldo dall’avvio si colloca intorno a 12,2 miliardi.

Il quadro suggerisce che il mercato sta tornando a utilizzare gli ETF come canale di esposizione regolamentato proprio mentre Bitcoin ed Ether recuperano terreno. Tuttavia, la coincidenza temporale tra rialzo dei prezzi e aumento dei flussi lascia aperta la questione della direzione causale: parte degli investitori potrebbe aver acquistato dopo l’accelerazione del mercato, invece di averla anticipata.

Perché il dato conta per il mercato crypto

Gli ETF spot rappresentano uno dei principali punti di collegamento tra il mercato delle criptovalute e la finanza tradizionale. Una settimana di afflussi per 2,6 miliardi di dollari aumenta la liquidità dei prodotti, rafforza il ruolo dei broker e offre un’indicazione concreta sul ritorno dell’interesse verso l’esposizione a Bitcoin ed Ether attraverso strumenti quotati.

Il dato non elimina però i rischi legati alla volatilità. I flussi possono cambiare rapidamente in presenza di variazioni dei tassi d’interesse, rafforzamento del dollaro, prese di profitto o deterioramento del sentiment sui mercati azionari. Per gli investitori, la lettura più prudente è quella di un segnale di domanda in miglioramento, non di una conferma definitiva di una nuova fase rialzista.

La prossima verifica sarà la tenuta degli afflussi nelle settimane successive al rally. Se la raccolta resterà positiva anche in assenza di ulteriori accelerazioni dei prezzi, il mercato potrebbe interpretare il movimento come una ricomposizione più stabile dell’allocazione istituzionale. In caso contrario, la settimana record potrebbe rivelarsi soprattutto una risposta tattica all’aumento delle quotazioni.

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