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ESMA, il registro MiCA si allarga alle banche cooperative tedesche: 14 nuovi CASP nelle ultime settimane

L’ultimo aggiornamento del registro MiCA di ESMA conferma l’ingresso di nuovi operatori bancari tedeschi nel mercato crypto europeo. La crescita riguarda soprattutto cooperative locali che…

di Redazione · 08 set 2026 · 11 letture
ESMA, il registro MiCA si allarga alle banche cooperative tedesche: 14 nuovi CASP nelle ultime settimane

Il registro europeo dei prestatori di servizi su cripto-attività autorizzati ai sensi del regolamento MiCA continua ad ampliarsi e mostra una tendenza precisa: una parte sempre più rilevante della nuova offerta regolamentata arriva dal sistema bancario tradizionale, in particolare dalle banche cooperative tedesche.

L’aggiornamento pubblicato dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati il 7 settembre 2026 ha portato alla luce una nuova serie di autorizzazioni e notifiche nel registro dei Crypto-Asset Service Providers, i cosiddetti CASP. Secondo l’analisi delle variazioni tra le ultime pubblicazioni del registro, sono comparsi 14 nuovi operatori nell’Unione europea, 11 dei quali riconducibili al comparto delle banche cooperative tedesche.

Il dato non rappresenta soltanto un incremento numerico. Indica che, dopo la conclusione dei periodi transitori nazionali prevista dal MiCA, il mercato europeo degli asset digitali sta entrando in una fase nella quale l’accesso ai servizi crypto viene sempre più organizzato attraverso soggetti bancari già sottoposti a vigilanza prudenziale.

Il ruolo delle banche cooperative tedesche

La Germania è il principale punto di osservazione di questa evoluzione. Nelle ultime settimane diverse Volksbanken e Raiffeisenbanken hanno iniziato a comparire nel registro MiCA con autorizzazioni riferite a specifici servizi crypto. Il fenomeno si è intensificato tra luglio e settembre, con l’ingresso di numerosi istituti locali in aggiunta alle entità centrali del sistema cooperativo.

La struttura delle autorizzazioni appare particolarmente significativa. Le banche cooperative coinvolte risultano abilitate soprattutto all’esecuzione di ordini, mentre la custodia degli asset digitali e altre funzioni operative possono essere concentrate presso infrastrutture comuni o soggetti specializzati. Si tratta di un modello hub-and-spoke: la banca locale mantiene il rapporto con il cliente e raccoglie o trasmette l’ordine, mentre una struttura centrale gestisce gli aspetti più complessi dell’operatività crypto.

Per il cliente finale questo schema può tradursi in un accesso ai servizi digitali attraverso canali bancari già conosciuti, senza la necessità di rivolgersi direttamente a un exchange internazionale. Per il sistema, invece, significa integrare la compravendita di cripto-attività all’interno di processi già sottoposti a controlli antiriciclaggio, procedure di identificazione e presidi di gestione del rischio.

Un’espansione diversa da quella degli exchange

L’aggiornamento di ESMA è rilevante anche perché mostra una crescita che non coincide con l’arrivo di nuovi grandi exchange sul mercato europeo. L’espansione recente è in buona parte alimentata da banche, intermediari finanziari, società di pagamento e operatori infrastrutturali che utilizzano il quadro MiCA per aggiungere servizi sulle cripto-attività alle attività già esistenti.

Tra gli operatori presenti nel registro europeo figurano anche società attive nei pagamenti e nei trasferimenti di cripto-attività. È il caso di Ripple Payments Europe, autorizzata in Lussemburgo per servizi di scambio tra cripto-attività e valuta fiat, scambio tra cripto-attività e trasferimento di asset digitali per conto dei clienti. La sua presenza nel perimetro MiCA conferma il crescente interesse delle società di pagamento verso infrastrutture basate su blockchain e regolamentate a livello europeo.

Il registro, tuttavia, non deve essere interpretato come una certificazione della qualità commerciale o della sicurezza economica di ogni singolo operatore. ESMA pubblica le informazioni ricevute dalle autorità nazionali competenti e rende disponibile il quadro delle autorizzazioni, dei servizi consentiti e delle notifiche transfrontaliere. La valutazione dei rischi, dei modelli operativi e delle condizioni applicate ai clienti resta una questione distinta.

Perché il passaggio conta per il mercato crypto

La crescita dei CASP bancari può modificare la distribuzione dei servizi crypto in Europa. Finora la maggior parte dell’attività retail è stata associata a exchange nativi digitali, broker specializzati e piattaforme globali. L’ingresso sistematico degli istituti bancari introduce invece un canale alternativo, basato su rapporti già esistenti e su infrastrutture finanziarie tradizionali.

Le conseguenze potrebbero riguardare soprattutto la distribuzione di Bitcoin, Ether e altri asset digitali a clienti bancari, ma anche i servizi di pagamento, la custodia istituzionale e l’utilizzo di token regolamentati nei flussi transfrontalieri. In prospettiva, la competizione non si giocherà soltanto sul numero di cripto-attività disponibili o sulle commissioni, ma anche sulla capacità di integrare i servizi digitali nei sistemi bancari e nei processi di compliance.

Per gli investitori, l’espansione del registro rende ancora più importante distinguere tra un marchio commerciale e l’entità giuridica effettivamente autorizzata. Il regime MiCA non attribuisce automaticamente la stessa licenza a tutte le società appartenenti a un gruppo e non consente di dedurre, dalla presenza di un operatore nel registro, che ogni prodotto o servizio offerto dal gruppo rientri nell’autorizzazione europea.

La fase post-transitoria entra nel vivo

L’aggiornamento del 7 settembre arriva dopo la scadenza del principale periodo transitorio MiCA, fissata al 1° luglio 2026. Da quella data, secondo le aspettative indicate da ESMA, gli operatori privi di autorizzazione devono aver cessato i servizi rivolti ai clienti europei oppure attuato piani ordinati di uscita e migrazione della clientela.

Il registro assume quindi un’importanza operativa maggiore rispetto alla fase precedente. Non è più soltanto una fotografia del processo di adeguamento normativo, ma diventa uno strumento per verificare quali soggetti possono prestare servizi crypto nell’Unione e con quale perimetro autorizzativo.

La sequenza di nuove iscrizioni, guidata dalle banche cooperative tedesche, suggerisce che il mercato europeo regolamentato non si sta semplicemente restringendo attorno agli operatori già presenti. Si sta anche ricomponendo: accanto agli exchange e alle società fintech stanno entrando banche locali, intermediari e fornitori di infrastrutture. È questo il passaggio più significativo dell’ultima fotografia pubblicata da ESMA.

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