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Deribit riduce le unità minime dei perpetual in USDC: dal 18 agosto cambiano 18 contratti

Deribit ha annunciato una revisione delle specifiche dei perpetual lineari regolati in USDC. Dal 18 agosto diminuiranno contract size, tick size e ordine minimo su numerosi strumenti, con…

di Redazione · 14 ago 2026 · 19 letture
Deribit riduce le unità minime dei perpetual in USDC: dal 18 agosto cambiano 18 contratti

Deribit prepara una revisione tecnica dei suoi perpetual lineari regolati in USDC. L’exchange ha comunicato che, a partire da martedì 18 agosto 2026 dopo le ore 9:00 UTC, entreranno in vigore nuove specifiche per una serie di contratti disponibili sia nei book elettronici sia nelle operazioni block trade.

L’intervento riguarda tre parametri che incidono direttamente sulle modalità di negoziazione: la dimensione del contratto, l’ordine minimo e il tick size, cioè la variazione minima consentita nel prezzo. Secondo Deribit, la riduzione delle soglie dovrebbe migliorare la tradabilità delle coppie e contribuire alla generazione di maggiori volumi.

Le modifiche annunciate da Deribit

La revisione coinvolge 18 perpetual lineari in USDC. Per Bitcoin, il contratto resterà invariato a 0,0001 BTC e anche l’ordine minimo non cambierà. La modifica riguarderà invece il tick size, che passerà da 0,5 a 0,1, con lo stesso adeguamento applicato al block tick size.

Gli interventi più marcati riguardano numerosi altcoin e asset utilizzati nel trading dei derivati. Il contract size e l’ordine minimo di ETH-USDC scenderanno da 0,001 a 0,0001 ETH. Per SOL-USDC il valore passerà da 0,1 a 0,001 SOL, mentre XRP-USDC e ADA-USDC vedranno la soglia ridursi da 10 unità a una sola unità.

Riduzioni analoghe sono previste anche per ALGO, AVAX, BCH, BNB, DOGE, DOT, HYPE, LINK, LTC, NEAR, PAXG, TRUMP, TRX e UNI. In diversi casi, l’adeguamento porta l’ordine minimo a una frazione molto più contenuta rispetto allo standard precedente. Per esempio, il contratto su LINK passerà da una unità a 0,01 LINK, quello su DOGE da 100 a una unità, mentre quello su HYPE scenderà da 0,1 a 0,01 token.

Perché la granularità conta per gli operatori

La dimensione del contratto e l’ordine minimo determinano il capitale necessario per entrare sul mercato con una posizione di una certa entità. Ridurre questi parametri consente di costruire esposizioni più precise e di gestire con maggiore elasticità il rischio, almeno dal punto di vista della quantità negoziabile.

Il tick size ha invece un effetto diretto sulla formazione del book. Un intervallo minimo più ristretto permette agli operatori di inserire ordini a prezzi più ravvicinati e di competere su una maggiore quantità di livelli. In teoria, questo può favorire spread più contenuti e una struttura degli ordini più dettagliata. L’effetto reale dipenderà tuttavia dalla presenza di market maker, dal volume effettivo e dalla profondità disponibile su ciascun contratto.

La scelta di intervenire contemporaneamente su contract size, ordine minimo e tick size segnala un tentativo di rendere più uniforme l’accesso ai perpetual. La misura non modifica la natura dei prodotti, che restano contratti derivati soggetti a leva, funding, liquidazioni e rischio di volatilità. Cambia invece la precisione con cui gli operatori possono impostare ordini e strategie.

Nessun cambiamento per le posizioni già aperte

Deribit ha precisato che le nuove specifiche si applicheranno ai nuovi ordini e agli ordini esistenti, ma non incideranno sulle posizioni già aperte. L’exchange ha inoltre chiarito che, poiché le modifiche consistono esclusivamente in riduzioni e i multipli precedenti restano compatibili con i nuovi parametri, gli ordini conformi alle vecchie regole dovrebbero continuare a rispettare anche le nuove specifiche.

Dal 18 agosto, invece, gli ordini inseriti con tick size, contract size o ordine minimo non conformi saranno respinti. Per questo motivo Deribit invita gli operatori, in particolare quelli che utilizzano sistemi automatici, API o algoritmi di esecuzione, ad aggiornare per tempo le proprie configurazioni.

L’impatto sulle infrastrutture di trading

La modifica non riguarda soltanto l’interfaccia dell’exchange. I sistemi automatici che incorporano valori fissi per quantità minima, incrementi di prezzo o validazione degli ordini dovranno verificare che i nuovi parametri siano stati recepiti correttamente. Un errore di configurazione potrebbe tradursi nel rifiuto degli ordini, nell’impossibilità di modificare una strategia o in una gestione non corretta delle quantità.

Il tema è particolarmente rilevante per i clienti istituzionali e per i market maker, che operano simultaneamente su numerosi strumenti e spesso utilizzano procedure automatizzate per quotazione, hedging e gestione del rischio. L’adeguamento dei contratti può richiedere aggiornamenti ai controlli pre-trade, ai sistemi di routing e ai moduli incaricati della riconciliazione degli eseguiti.

Non è previsto invece un cambiamento sulle posizioni già in portafoglio. Il rischio operativo si concentra soprattutto sull’inserimento e sulla gestione degli ordini dopo l’entrata in vigore delle nuove regole.

Una revisione coerente con l’integrazione nell’ecosistema Coinbase

L’annuncio arriva mentre Deribit procede nel percorso di integrazione con Coinbase e nel consolidamento dell’infrastruttura destinata ai derivati crypto. Coinbase ha indicato che i perpetual precedentemente gestiti dalla propria International Exchange saranno trasferiti sulla piattaforma alimentata da Deribit, con una migrazione attualmente prevista per il 9 settembre 2026, subordinata alla preparazione dei clienti e alle approvazioni regolamentari.

In questo contesto, la riduzione delle unità minime può essere letta come un intervento di ottimizzazione della microstruttura di mercato in vista di una piattaforma più ampia, con maggiore varietà di prodotti e un’unica infrastruttura di esecuzione. Si tratta di un’interpretazione sulle possibili conseguenze industriali dell’operazione, non di un obiettivo aggiuntivo formalmente attribuito da Deribit a questo specifico aggiornamento.

Per gli investitori e gli operatori, il punto centrale sarà verificare se le soglie più basse si tradurranno effettivamente in maggiore attività, book più profondi e spread più competitivi. La sola modifica tecnica non garantisce un aumento della liquidità: il risultato dipenderà dalla partecipazione degli operatori e dalle condizioni del mercato dei derivati.

Deribit non è disponibile negli Stati Uniti e in altri Paesi soggetti a restrizioni. Gli utenti interessati dovranno quindi considerare la giurisdizione, le regole applicabili al proprio account e le specifiche contrattuali prima di operare sui prodotti disponibili.

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