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Consob, si chiude la consultazione sulle nuove regole per mercati e intermediari: atteso il passaggio verso MiFID, MiFIR e AIFMD 2

Il 15 settembre 2026 è scaduto il termine per inviare osservazioni al pacchetto di modifiche predisposto dalla Consob per allineare i regolamenti italiani alle nuove norme europee su…

di Redazione · 17 set 2026 · 4 letture
Consob, si chiude la consultazione sulle nuove regole per mercati e intermediari: atteso il passaggio verso MiFID, MiFIR e AIFMD 2

La Consob ha chiuso il 15 settembre 2026 la consultazione pubblica sul pacchetto di modifiche ai Regolamenti Mercati, Intermediari ed Emittenti. Il dossier, avviato il 17 luglio, rappresenta uno dei principali interventi di aggiornamento della disciplina secondaria italiana dopo le modifiche europee a MiFID II, MiFIR, AIFMD e UCITSD.

Il termine per la trasmissione delle osservazioni è scaduto mentre il mercato attende la fase successiva: l’esame dei contributi ricevuti e la possibile pubblicazione dei testi definitivi. La Consob non ha ancora indicato, nelle informazioni disponibili, una data per l’approvazione finale delle modifiche. Per questo motivo, le proposte sottoposte alla consultazione non devono essere considerate regole già operative.

Un intervento ampio sulla disciplina degli intermediari

Il pacchetto ha un raggio d’azione più esteso rispetto a un semplice aggiornamento tecnico. L’obiettivo è adeguare la normativa regolamentare italiana alle disposizioni europee che hanno modificato il funzionamento dei mercati, gli obblighi degli intermediari e il quadro applicabile ai gestori di fondi.

Tra gli ambiti interessati figurano la disciplina delle sedi di negoziazione, la trasparenza dei dati di mercato, gli obblighi di best execution, le procedure di autorizzazione e alcune regole rivolte agli intermediari e alle società di gestione. Il progetto comprende inoltre interventi collegati all’attuazione della direttiva AIFMD 2 e all’allineamento delle norme nazionali sulle attività di gestione collettiva del risparmio.

Per il Regolamento Emittenti, la consultazione riguarda anche gli obblighi informativi connessi agli strumenti di gestione della liquidità, ai fondi di investimento alternativi che concedono prestiti e ai servizi o alle funzioni delegabili dalle società di gestione di OICVM. È prevista inoltre una revisione della procedura di notifica transfrontaliera degli OICVM europei.

Trasparenza e conflitti di interesse al centro

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda l’estensione della disciplina di trasparenza MiFID ai gestori di OICVM che prestano il servizio di ricezione e trasmissione di ordini. L’intervento mira a rendere più omogenee le regole di comportamento applicabili a soggetti che, pur operando nel risparmio gestito, possono svolgere attività con caratteristiche vicine a quelle dei servizi di investimento.

Il testo posto in consultazione comprende anche nuove disposizioni sui conflitti di interesse nei fondi cosiddetti white label, cioè prodotti gestiti o distribuiti nell’ambito di accordi tra diversi operatori. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la trasparenza e la correttezza nei rapporti tra gestori, distributori e investitori.

Sul fronte dei mercati, le proposte intervengono sul recepimento delle modifiche europee relative a MiFID II e MiFIR. In particolare, il nuovo quadro europeo ha aggiornato le regole sulle sedi di negoziazione e sulla trasparenza dei dati di mercato. La revisione dei regolamenti italiani dovrà quindi tradurre queste novità in obblighi applicabili agli operatori soggetti alla vigilanza nazionale.

Il collegamento con la tokenizzazione e gli asset digitali

La consultazione non è un provvedimento dedicato alle criptovalute e non sostituisce il regolamento europeo MiCA. Il suo impatto sul settore crypto è tuttavia indiretto e potenzialmente significativo, soprattutto per le attività che si collocano al confine tra strumenti finanziari tradizionali, mercati regolamentati e rappresentazioni digitali di asset.

La distinzione giuridica tra cripto-attività soggette al MiCA e strumenti finanziari che restano nell’ambito MiFID continua a essere uno dei nodi centrali della regolamentazione europea. Un token qualificabile come strumento finanziario non rientra automaticamente nel perimetro MiCA e può invece ricadere nelle regole applicabili ai servizi di investimento, alle sedi di negoziazione e alla trasparenza pre- e post-trade.

Per gli operatori impegnati nella tokenizzazione di titoli, fondi o altri strumenti finanziari, l’aggiornamento dei regolamenti Consob può quindi diventare rilevante sotto il profilo organizzativo e operativo. Le modifiche definitive potrebbero incidere sulle procedure interne, sugli obblighi informativi, sulle modalità di esecuzione degli ordini e sulla gestione dei conflitti di interesse. Si tratta, però, di possibili conseguenze da valutare alla luce del testo finale e non di obblighi già in vigore.

La fase successiva sarà decisiva

La scadenza del 15 settembre apre ora una fase tecnica. La Consob dovrà valutare le osservazioni degli intermediari, delle associazioni di categoria e degli altri partecipanti al mercato, verificando se apportare modifiche agli schemi iniziali.

Il passaggio è particolarmente importante perché il pacchetto interviene contemporaneamente su più regolamenti. L’autorità dovrà garantire il coordinamento tra le norme nazionali, la legislazione primaria italiana e il diritto europeo direttamente applicabile. Sarà inoltre necessario evitare sovrapposizioni con le competenze della Banca d’Italia e con gli orientamenti elaborati dalle autorità europee, in particolare ESMA.

Per gli investitori retail, l’effetto immediato è limitato: fino all’adozione dei provvedimenti definitivi, le regole attuali restano il riferimento operativo. Per intermediari, gestori e piattaforme che offrono servizi collegati a strumenti finanziari digitalizzati, invece, il dossier rappresenta un segnale da monitorare. La direzione indicata dalla Consob è quella di un quadro più coordinato con la normativa europea, con maggiore attenzione a trasparenza, condotta degli operatori e presidio dei conflitti di interesse.

Il risultato finale potrà contribuire a definire meglio il confine tra finanza tradizionale, gestione collettiva e nuovi modelli digitali. Ma il vero impatto regolamentare sarà valutabile soltanto quando la Consob pubblicherà il testo conclusivo e renderà note le eventuali modifiche introdotte dopo la consultazione.

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