Guido Stazi si è insediato alla presidenza della Consob. Il passaggio delle consegne con la presidente vicaria Chiara Mosca è avvenuto il 12 agosto 2026, nel corso di una riunione della Commissione a Roma. Con l’avvio del nuovo mandato, l’Autorità torna a operare nella sua composizione completa di cinque membri: oltre a Stazi, il collegio comprende Chiara Mosca, Carlo Comporti, Gabriella Alemanno e Federico Cornelli.
La notizia riguarda direttamente la governance dell’autorità italiana di vigilanza sui mercati finanziari, ma assume un significato più ampio anche per il settore delle cripto-attività. L’insediamento arriva infatti poche settimane dopo la conclusione del periodo transitorio previsto dal regolamento europeo MiCA, che dal 1° luglio 2026 ha riservato la prestazione di servizi crypto ai clienti dell’Unione ai soggetti autorizzati come Crypto-Asset Service Provider, oltre agli intermediari finanziari già vigilati che abbiano notificato l’avvio dell’attività.
Una Consob nuovamente pienamente operativa
Il ritorno alla composizione completa della Commissione chiude una fase iniziata il 9 marzo 2026, quando Chiara Mosca aveva assunto le funzioni di presidente vicaria in quanto componente del collegio con la maggiore anzianità di istituto. La nomina di Stazi ristabilisce quindi il normale assetto dell’organo collegiale e garantisce una guida stabile in una fase caratterizzata da numerosi cambiamenti regolamentari.
Per gli operatori di mercato, la continuità della struttura decisionale è rilevante perché la Consob è chiamata a intervenire contemporaneamente su più fronti: tutela degli investitori, contrasto all’abusivismo, vigilanza sui mercati, applicazione della disciplina europea e gestione delle trasformazioni legate alla digitalizzazione della finanza.
Nel comparto crypto, il ruolo dell’Autorità è definito dal quadro nazionale di attuazione del MiCA. La Consob è competente, tra l’altro, per l’autorizzazione dei CASP, per la vigilanza sulla trasparenza, sulla correttezza dei comportamenti, sull’ordinato svolgimento delle negoziazioni e sulla tutela dei clienti. La Banca d’Italia mantiene invece le competenze relative agli aspetti prudenziali, alla stabilità patrimoniale e alla sana e prudente gestione degli operatori.
Il passaggio dal regime transitorio alla vigilanza ordinaria
L’insediamento di Stazi si colloca in un momento delicato per il mercato italiano. Con la fine del regime transitorio MiCA, i soggetti che in precedenza operavano sulla base dell’iscrizione ai registri nazionali non possono più offrire servizi ai clienti europei senza aver ottenuto l’autorizzazione prevista dal regolamento europeo o senza rientrare tra gli intermediari vigilati abilitati a operare nel settore.
La conclusione della transizione cambia il perimetro competitivo dell’industria. Gli operatori autorizzati devono rispettare requisiti organizzativi, di condotta e di trasparenza più strutturati, mentre gli utenti sono chiamati a verificare con maggiore attenzione l’identità giuridica del soggetto con cui intrattengono il rapporto. Il fatto che un marchio sia noto a livello internazionale non è sufficiente a dimostrare che la specifica società con cui il cliente firma il contratto sia autorizzata nell’Unione europea.
In questo contesto, la Consob dovrà continuare a coordinarsi con la Banca d’Italia, con l’Esma e con le altre autorità nazionali competenti. L’obiettivo non riguarda soltanto il rilascio delle autorizzazioni, ma anche la verifica del rispetto continuativo delle regole e il contrasto alle attività abusive rivolte ai risparmiatori italiani.
Il contrasto all’abusivismo resta un fronte centrale
Nel corso del 2026 la Consob ha intensificato gli interventi contro i siti che offrono abusivamente servizi finanziari o prestazioni legate alle cripto-attività. L’Autorità ha inoltre richiamato l’attenzione sulla diffusione di frodi online costruite attraverso siti clonati, profili contraffatti e contenuti generati con strumenti di intelligenza artificiale.
Per il mercato crypto, il problema è particolarmente sensibile. La rapidità con cui è possibile aprire piattaforme, promuovere presunti servizi di investimento e raccogliere fondi online rende più difficile per gli utenti distinguere un operatore autorizzato da una struttura priva di licenza. La piena applicazione del MiCA non elimina questo rischio, ma offre alle autorità strumenti più chiari per intervenire contro chi presta servizi senza autorizzazione o diffonde comunicazioni di marketing irregolari.
La vigilanza dovrà quindi concentrarsi non solo sugli intermediari formalmente presenti nei registri, ma anche sulle società che cercano di aggirare le regole utilizzando entità extraeuropee, marchi condivisi o modelli operativi frammentati. Per gli investitori, la verifica dell’autorizzazione dell’entità contrattuale resta il passaggio preliminare più importante prima di depositare fondi o trasferire cripto-attività.
Le possibili direttrici della nuova presidenza
Il comunicato ufficiale relativo all’insediamento non indica un programma specifico per il settore crypto né annuncia nuove misure regolamentari. Non è quindi possibile attribuire a Stazi decisioni future già definite. Tuttavia, il nuovo presidente assume l’incarico in una fase nella quale la Consob dovrà accompagnare l’applicazione concreta del MiCA e affrontare l’evoluzione dei mercati digitali, delle piattaforme di negoziazione e dei nuovi modelli di intermediazione.
La questione non riguarda soltanto Bitcoin o gli altri token. La disciplina europea coinvolge anche i prestatori di servizi, la custodia, le piattaforme di trading, le regole contro gli abusi di mercato e gli obblighi informativi per gli emittenti. Il consolidamento della vigilanza italiana sarà quindi osservato dagli operatori che intendono mantenere o sviluppare la propria attività nel Paese.
Per il mercato, la novità più immediata è istituzionale: la Consob dispone ora di una presidenza insediata e di un collegio nuovamente completo. Gli effetti concreti sulla regolamentazione crypto dipenderanno dai successivi provvedimenti dell’Autorità, dal coordinamento europeo e dall’evoluzione delle autorizzazioni MiCA. La nomina di Stazi non modifica da sola le regole applicabili, ma segna l’avvio di una nuova fase nella loro attuazione e nella supervisione dei mercati finanziari italiani.


