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CoinEx annuncia la chiusura ordinata: trading spot fino al 29 settembre, prelievi fino a dicembre

CoinEx ha annunciato la cessazione progressiva delle proprie attività, citando la contrazione dei volumi, la riduzione della liquidità e l’aumento dei costi regolamentari. I servizi non…

di Redazione · 17 set 2026 · 1 letture
CoinEx annuncia la chiusura ordinata: trading spot fino al 29 settembre, prelievi fino a dicembre

CoinEx si prepara a cessare le proprie attività. L’exchange ha annunciato un processo di chiusura ordinata che porterà alla sospensione progressiva dei servizi tra il 22 e il 29 settembre 2026, mentre la finestra per i prelievi resterà aperta fino al 22 dicembre. La decisione arriva in una fase di forte selezione nel settore degli exchange centralizzati, dove liquidità, compliance e sostenibilità operativa stanno diventando fattori sempre più determinanti.

Secondo l’annuncio della piattaforma, la scelta è stata presa dopo una valutazione delle condizioni del mercato. CoinEx ha indicato tra le cause principali il prolungato rallentamento dell’industria crypto, la contrazione dei volumi complessivi di scambio e della liquidità, oltre alla crescita dei requisiti regolamentari nelle principali giurisdizioni. A questi elementi si aggiungono costi di conformità e incertezze operative che, secondo la società, avrebbero superato una soglia considerata sostenibile.

Il calendario della chiusura

Il piano è già entrato nella fase operativa. Dal 15 settembre 2026 CoinEx ha interrotto le nuove registrazioni e ha smesso di accettare nuovi ordini o sottoscrizioni per diversi servizi, tra cui fiat, margin trading, prestiti, Earn, staking e strategie automatiche. Nella stessa data i contratti futures sono entrati in modalità reduce-only, che consente di ridurre o chiudere le posizioni esistenti senza permettere l’apertura di nuove esposizioni.

Il secondo passaggio è previsto per il 22 settembre. Da quella data termineranno tutti i servizi non spot e saranno sospesi i depositi on-chain. Farà eccezione il token CET, i cui depositi resteranno disponibili fino al 29 settembre. L’exchange ha invitato gli utenti a non inviare nuovi asset digitali alla piattaforma, salvo le operazioni strettamente necessarie nella fase di chiusura.

Il 29 settembre rappresenterà il termine del trading spot. CoinEx interromperà tutte le attività di compravendita spot e avvierà le procedure relative agli asset non denominati in USDT. La stessa data segnerà anche la cessazione delle operazioni di CoinEx Smart Chain e OneSwap, l’infrastruttura decentralizzata collegata all’ecosistema della piattaforma.

Per il token CET è prevista una procedura specifica: le unità ancora presenti nei conti degli utenti saranno riacquistate automaticamente al prezzo indicato di 0,005 USDT per CET. La società non ha presentato questa operazione come una normale attività di mercato, ma come una misura tecnica inserita nel piano di cessazione dei servizi.

La fase conclusiva terminerà il 22 dicembre 2026. Fino a quel giorno gli utenti potranno ritirare gli asset rimanenti, dopodiché l’exchange prevede di cessare definitivamente le proprie operazioni.

CoinEx rassicura sulle riserve degli utenti

Uno degli aspetti più delicati riguarda la disponibilità degli asset depositati. Nel comunicato, CoinEx afferma di mantenere un rapporto di riserva superiore al 100% e sostiene che i fondi degli utenti siano integralmente coperti e disponibili per il prelievo durante la finestra prevista dal calendario.

Questa dichiarazione riduce, almeno sul piano comunicativo, il rischio di una chiusura disordinata simile a quelle osservate in altri casi del settore. Tuttavia, la garanzia resta legata alle informazioni pubblicate dalla stessa piattaforma e alla capacità operativa dell’exchange di gestire il flusso dei prelievi fino al 22 dicembre. Per gli utenti, la priorità non è quindi attendere l’ultimo termine utile, ma verificare tempestivamente i propri saldi e trasferire gli asset verso soluzioni di custodia ritenute adeguate.

Perché la notizia è rilevante per il mercato degli exchange

La decisione di CoinEx non equivale a un blocco improvviso dei fondi e, sulla base del piano annunciato, non è stata presentata come il risultato di un attacco informatico o di un’insolvenza. Il significato della notizia è però rilevante perché mostra quanto sia diventato complesso mantenere un exchange operativo su più mercati e con un’offerta articolata.

La crescita degli obblighi di identificazione, monitoraggio delle transazioni, segregazione degli asset e gestione dei rischi aumenta i costi fissi delle piattaforme. Allo stesso tempo, la concorrenza tra exchange comprime i margini e spinge gli operatori a investire in liquidità, infrastrutture tecnologiche e prodotti derivati. Per gli intermediari di dimensioni inferiori, una riduzione dei volumi può quindi trasformarsi rapidamente in un problema di sostenibilità.

La vicenda evidenzia anche la differenza tra la disponibilità tecnica di un servizio e la sua sostenibilità economica. Un exchange può continuare a funzionare sul piano operativo, ma decidere comunque di uscire dal mercato se i costi regolamentari e infrastrutturali diventano sproporzionati rispetto ai ricavi generati dall’attività di trading.

Le possibili conseguenze per utenti e token

Nel breve periodo, l’attenzione sarà concentrata sulla gestione dei prelievi e sulla migrazione degli utenti. La presenza di scadenze ravvicinate aumenta il rischio di congestione, soprattutto se una parte consistente dei clienti attende gli ultimi giorni per trasferire i propri asset. Anche eventuali errori nell’indicazione delle reti di destinazione o negli indirizzi potrebbero diventare più difficili da correggere durante una fase di cessazione.

Il token CET sarà invece sottoposto a una pressione specifica. La sua utilità era collegata in larga parte ai servizi e all’ecosistema di CoinEx; la chiusura dell’exchange e di CoinEx Smart Chain riduce quindi il perimetro nel quale il token può essere utilizzato. Il riacquisto automatico annunciato dalla società fornisce un meccanismo di uscita a un prezzo prestabilito, ma non equivale alla permanenza di un mercato liquido e aperto.

Per il settore nel suo complesso, la chiusura rappresenta un ulteriore segnale di consolidamento. Gli exchange con maggiore liquidità, presenza regolamentare e capacità di investimento tecnologico possono beneficiare della riduzione della concorrenza, mentre gli operatori più piccoli saranno spinti a specializzarsi, a limitare i mercati serviti o a valutare l’uscita.

La data da monitorare è ora il 22 settembre 2026, quando termineranno i servizi non spot. Il 29 settembre sarà il passaggio decisivo per il trading spot e per le operazioni legate a CET. Fino al 22 dicembre resterà invece attiva la fase di prelievo, che determinerà la qualità effettiva della chiusura annunciata da CoinEx.

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