Lunedì, 21 settembre 2026 Il magazine su crypto, economia e finanza Academy Strumenti Area riservata
Mercati

CLARITY Act respinto al Senato USA: Bitcoin arretra mentre il mercato attende la Fed

Il Senato statunitense non ha approvato la mozione procedurale per avviare l’esame del CLARITY Act. Il voto del 15 settembre, terminato 49-50, riapre l’incertezza sulla regolamentazione…

di Redazione · 16 set 2026 · 5 letture
CLARITY Act respinto al Senato USA: Bitcoin arretra mentre il mercato attende la Fed

Il Senato degli Stati Uniti ha respinto martedì 15 settembre la mozione procedurale per avviare l’esame del Digital Asset Market Clarity Act, noto come CLARITY Act. La votazione si è conclusa con 49 voti favorevoli e 50 contrari, impedendo al provvedimento di raggiungere la soglia necessaria per procedere in aula. Il risultato rappresenta un nuovo ostacolo per il tentativo di introdurre negli Stati Uniti un quadro organico per la regolamentazione degli asset digitali. ([senate.gov](https://www.senate.gov/?congress=112&vote=00019&utm_source=openai))

La bocciatura non equivale formalmente alla cancellazione definitiva del disegno di legge, ma interrompe il percorso legislativo nella forma prevista per questa fase. Il testo potrebbe ancora essere modificato e ripresentato, soprattutto considerando che alcuni esponenti repubblicani hanno descritto il voto come un passaggio negoziale e non come la conclusione del confronto. Tuttavia, la mancanza dei voti necessari conferma che le distanze tra i due schieramenti restano ampie su diversi punti del provvedimento. ([banking.senate.gov](https://www.banking.senate.gov/newsroom/majority/icymi-chairman-scott-discusses-historic-clarity-act-procedural-vote-housing-affordability-on-fox-business?utm_source=openai))

Che cosa prevedeva il CLARITY Act

Il provvedimento mirava a definire la divisione delle competenze tra la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission. In particolare, il testo avrebbe attribuito alla CFTC un ruolo centrale nella supervisione delle cosiddette digital commodities, lasciando alla SEC la giurisdizione sugli investment contract e su determinate offerte di asset digitali. L’obiettivo dichiarato era ridurre l’incertezza normativa che ha caratterizzato il mercato statunitense negli ultimi anni. ([congress.gov](https://www.congress.gov/119/meeting/house/117802/documents/CRPT-119hrpt168-pt1.pdf?utm_source=openai))

La proposta includeva anche disposizioni sulla protezione dei clienti, sui requisiti per gli intermediari e sul trattamento delle attività digitali negoziate nei mercati secondari. Il testo aggiornato pubblicato prima del voto aveva inoltre introdotto precisazioni sui protocolli di finanza decentralizzata non completamente decentralizzati, sui possibili obblighi di registrazione presso la CFTC e sull’applicazione delle norme antiriciclaggio. ([lummis.senate.gov](https://www.lummis.senate.gov/press-releases/lummis-releases-updated-clarity-act-text-ahead-of-historic-tuesday-vote-2/?utm_source=openai))

Le ragioni dello scontro politico

Il voto ha evidenziato almeno tre aree di conflitto. Una parte dei democratici ha contestato la protezione insufficiente contro i conflitti d’interesse e il finanziamento illecito, oltre alle disposizioni relative ai prediction market. Alcuni senatori hanno sostenuto che il testo avrebbe potuto indebolire l’autorità degli Stati e dei territori tribali nella regolamentazione del gioco online. Altri hanno chiesto garanzie più ampie sul contrasto al riciclaggio e sull’organico delle autorità di vigilanza. ([heinrich.senate.gov](https://www.heinrich.senate.gov/newsroom/press-releases/heinrich-leads-fight-to-protect-state-and-tribal-gaming-rights-votes-against-advancing-clarity-act?utm_source=openai))

La maggioranza repubblicana, invece, ha presentato il provvedimento come una base per offrire maggiore certezza alle imprese del settore e riportare una parte dell’attività crypto all’interno di un perimetro regolamentato. Il presidente della commissione bancaria del Senato, Tim Scott, ha definito il voto un’opportunità per proseguire i negoziati, mentre il leader della maggioranza John Thune ha accusato i democratici di non aver accettato il compromesso proposto. ([banking.senate.gov](https://www.banking.senate.gov/newsroom/majority/icymi-chairman-scott-discusses-historic-clarity-act-procedural-vote-housing-affordability-on-fox-business?utm_source=openai))

La reazione di Bitcoin e delle società crypto

Il mercato ha reagito negativamente all’esito della votazione. Secondo i dati riportati da Reuters, Bitcoin è sceso di circa il 4% fino a un’area intorno a 75.900 dollari, mentre Coinbase e Circle hanno registrato perdite prossime al 9% durante la seduta. La debolezza ha coinvolto anche altri titoli legati all’industria degli asset digitali. ([investing.com](https://www.investing.com/news/stock-market-news/bitcoin-and-crypto-stocks-remain-down-after-us-senate-fails-to-advance-regulatory-bill-4902453?utm_source=openai))

Le quotazioni riportate da The Block indicano una flessione di Bitcoin del 2,85% nelle 24 ore successive al voto, a circa 75.756 dollari. Ethereum ha perso il 4,5%, XRP il 9,2% e Solana il 5,4%. Anche le azioni crypto hanno subito vendite più accentuate: Coinbase ha chiuso in calo di oltre il 10%, Circle dell’11,4% e Strategy del 5,4%. ([theblock.co](https://www.theblock.co/news/markets/2026-09-15-analysts-downplay-clarity-act-415234?utm_source=openai))

La reazione suggerisce che gli investitori avevano incorporato nelle valutazioni una probabilità concreta di avanzamento del provvedimento. Il fallimento della mozione ha quindi rimosso, almeno nel breve periodo, un possibile catalizzatore positivo per gli operatori regolamentati, gli exchange e le società che forniscono infrastrutture per la custodia e il trading di asset digitali.

Perché la notizia conta per il mercato

Il CLARITY Act avrebbe potuto modificare il modo in cui gli investitori istituzionali valutano il rischio normativo negli Stati Uniti. Una distinzione più chiara tra titoli, commodity digitali e servizi finanziari avrebbe potuto ridurre il ricorso a interpretazioni caso per caso e offrire maggiore visibilità agli operatori che intendono lanciare prodotti o servizi crypto nel Paese.

Il mancato avanzamento non elimina però il tema della regolamentazione. Al contrario, lo sposta in avanti e aumenta l’incertezza sui tempi. Per gli exchange e gli emittenti di stablecoin, il rischio principale è che il quadro normativo resti frammentato tra autorità federali, Stati e provvedimenti giudiziari. Per gli investitori, invece, la conseguenza più immediata è la maggiore sensibilità del comparto alle notizie politiche e regolamentari.

Gli analisti citati da The Block hanno definito il voto una battuta d’arresto, ma non necessariamente un evento strutturale per il valore di Bitcoin o della tecnologia blockchain. Secondo questa lettura, il mercato continuerà a essere guidato soprattutto dalle condizioni di liquidità, dai tassi d’interesse e dai flussi verso gli ETF. ([theblock.co](https://www.theblock.co/news/markets/2026-09-15-analysts-downplay-clarity-act-415234?utm_source=openai))

Ora l’attenzione passa alla Federal Reserve

Il voto è arrivato mentre la Federal Reserve sta svolgendo la riunione di politica monetaria del 15 e 16 settembre. La decisione sui tassi e la conferenza stampa del 16 settembre rappresentano il prossimo catalizzatore per gli asset rischiosi, compreso Bitcoin. Il calendario ufficiale della banca centrale prevede la pubblicazione della decisione alle 14:00 e la conferenza del presidente alle 14:30, secondo l’orario della costa orientale degli Stati Uniti. ([federalreserve.gov](https://www.federalreserve.gov/newsevents/2026-september.htm?utm_source=openai))

Il contesto rende più difficile isolare l’effetto del voto sul prezzo delle criptovalute. La debolezza osservata il 15 settembre riflette infatti la combinazione tra il fallimento della procedura legislativa, l’attesa per la Fed e il generale ridimensionamento dell’esposizione al rischio. La reazione dei mercati dopo la decisione monetaria chiarirà se gli investitori considerano la questione regolamentare un problema temporaneo oppure l’inizio di una fase più prudente per il comparto.

Per ora, il dato politico è netto: il CLARITY Act non ha ottenuto i voti necessari per iniziare il percorso al Senato il 15 settembre 2026. La regolamentazione del mercato crypto statunitense resta quindi senza una scadenza certa, mentre Bitcoin deve confrontarsi con un ambiente in cui politica monetaria e rischio normativo tornano a muoversi nella stessa direzione.

Articoli correlati

Iscriviti alla newsletter

Ricevi ogni settimana le notizie e le analisi più importanti su crypto e finanza.