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CFTC, Bitnomial amplia la gamma di perpetual futures crypto negli Stati Uniti

La CFTC registra il 2 settembre una nuova serie di contratti perpetual su Bitcoin, Ether, Solana, XRP e altre criptovalute. Il passaggio rafforza il ruolo dei derivati regolamentati nella…

di Redazione · 04 set 2026 · 11 letture
CFTC, Bitnomial amplia la gamma di perpetual futures crypto negli Stati Uniti

La Commodity Futures Trading Commission ha registrato il 2 settembre 2026 una nuova serie di contratti perpetual futures su criptovalute presentati da Bitnomial Exchange, operatore statunitense regolamentato. L’elenco comprende strumenti collegati a Bitcoin, Ether, Solana, XRP, Avalanche, Bitcoin Cash, Litecoin, Dogecoin, Chainlink, Polkadot, Stellar, Hedera, Cardano, Aave, Tezos, Tron e Shiba Inu.

La registrazione rappresenta uno degli sviluppi più recenti nella progressiva costruzione di un mercato statunitense per i derivati crypto a scadenza perpetua. A differenza dei future tradizionali, i perpetual non prevedono una data di scadenza ordinaria e sono progettati per mantenere un’esposizione continuativa al prezzo dell’attività sottostante, secondo meccanismi di finanziamento e regolazione stabiliti dal contratto.

La nuova serie di strumenti

Nei registri pubblici della CFTC, i contratti risultano classificati come future e indicati con lo stato “certified”, con data del 2 settembre 2026. La documentazione mostra diverse denominazioni contrattuali, calibrate sulle dimensioni delle singole esposizioni: tra queste figurano il Bitcoin US Dollar Myrio Perpetual Futures Contract, l’Ether US Dollar Milli Perpetual Futures Contract e il Solana US Dollar Deci Perpetual Futures Contract.

La lista include sia i principali asset per capitalizzazione sia criptovalute con una presenza più specifica nei mercati decentralizzati o nei portafogli degli investitori retail. Non si tratta, tuttavia, di un’autorizzazione della CFTC a seguito di una procedura di approvazione individuale nel senso tradizionale. La registrazione riflette il meccanismo di autocertificazione previsto dalla normativa statunitense per alcune modifiche e introduzioni di prodotti da parte degli exchange di derivati.

La distinzione è rilevante. Un prodotto autocertificato deve essere presentato dall’operatore come conforme al Commodity Exchange Act e alle regole applicabili della CFTC. L’agenzia può intervenire successivamente qualora ravvisi violazioni o incompatibilità con i requisiti normativi, ma l’inserimento nel registro non equivale a una valutazione positiva assimilabile a quella prevista per ogni procedura di autorizzazione preventiva.

Perché la notizia conta per il mercato statunitense

L’espansione della gamma Bitnomial conferma che i perpetual futures stanno cercando una collocazione stabile all’interno dell’infrastruttura finanziaria americana. Per anni questi strumenti sono stati associati soprattutto alle piattaforme offshore, dove hanno rappresentato una parte significativa dei volumi crypto ma sono rimasti fuori dal perimetro diretto della supervisione statunitense.

La possibilità di trattare prodotti simili su un designated contract market soggetto alla disciplina CFTC modifica il quadro per gli operatori professionali e per i clienti idonei che cercano esposizione ai mercati crypto attraverso intermediari e infrastrutture domestiche. L’accesso regolamentato non elimina i rischi dei derivati, ma introduce un contesto nel quale exchange, clearinghouse, procedure di marginazione, sorveglianza e gestione delle posizioni devono operare all’interno delle regole statunitensi sui mercati dei future.

Il passaggio è coerente con una tendenza già emersa nei mesi precedenti. A giugno 2026, la Division of Market Oversight della CFTC aveva pubblicato una lettera di no-action relativa alla rimozione delle date di scadenza da contratti digital commodity già esistenti di Bitnomial e Coinbase Derivatives. Quell’intervento aveva aperto la strada alla trasformazione dei perpetual-style futures in strumenti privi di scadenza effettiva, a determinate condizioni.

Un’alternativa domestica ai mercati offshore

Dal punto di vista competitivo, la nuova offerta punta a ridurre il divario tra gli strumenti disponibili negli Stati Uniti e quelli già trattati sui grandi exchange internazionali. I perpetual futures offshore hanno costruito un mercato globale particolarmente liquido, ma il loro utilizzo da parte di clienti statunitensi può essere limitato da vincoli geografici, requisiti di conformità e rischi legati alla giurisdizione dell’operatore.

Un mercato domestico regolamentato può quindi risultare interessante per fondi, società di trading e intermediari che necessitano di procedure di controllo più facilmente integrabili nei propri sistemi di compliance. Può inoltre favorire una maggiore convergenza tra il mercato spot, i future tradizionali, le opzioni e gli strumenti perpetual, soprattutto se exchange e clearinghouse condividono infrastrutture, collateral e sistemi di sorveglianza.

La crescita dell’offerta non implica però che tutti i contratti abbiano già raggiunto livelli elevati di liquidità o che siano disponibili indistintamente a ogni investitore. La negoziabilità effettiva dipenderà dalla partecipazione degli operatori, dagli spread, dai requisiti di margine, dai limiti di posizione e dalle regole applicate dai singoli intermediari. Anche il rischio di liquidazione resta centrale: l’assenza di una scadenza non elimina la possibilità che una posizione venga chiusa forzatamente quando il margine non è più sufficiente.

La linea della CFTC sui derivati crypto

L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia statunitense di ricondurre una parte dell’attività crypto all’interno dei mercati finanziari già regolamentati, invece di lasciare che l’innovazione si sviluppi soltanto su piattaforme estere o in segmenti privi di supervisione diretta.

Per la CFTC, il tema non riguarda soltanto Bitcoin ed Ether. La certificazione di contratti su XRP, Solana, Avalanche e numerosi altri asset mostra la volontà degli operatori di proporre una gamma più ampia di esposizioni e di trasformare i derivati crypto in una componente ordinaria dell’offerta sui mercati regolamentati.

Restano aperte alcune questioni. L’aumento dell’offerta può ampliare l’accesso a strumenti di copertura e price discovery, ma può anche aumentare la leva disponibile e rendere più rapida la trasmissione della volatilità tra mercato spot e mercato dei derivati. Per questo la qualità dei sistemi di marginazione, la trasparenza sui meccanismi di finanziamento e la sorveglianza delle posizioni saranno decisive nel determinare la sostenibilità del modello.

Il dato più importante, per ora, è istituzionale: negli Stati Uniti i perpetual futures crypto non sono più soltanto un prodotto tipico delle piattaforme offshore. La registrazione del 2 settembre aggiunge nuovi strumenti all’infrastruttura regolamentata e conferma il ruolo della CFTC come principale canale di accesso domestico ai derivati digital asset, mentre il quadro SEC continua a concentrarsi soprattutto sulla classificazione dei token, sulle offerte e sulle attività riconducibili alle leggi federali sui valori mobiliari.

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