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CBDC, il test coreano finisce al centro della disinformazione: la Banca di Corea chiarisce il ruolo dei depositi tokenizzati

Il progetto Hangang della Corea del Sud ha alimentato online accuse di sorveglianza e controllo dei conti. La Banca di Corea precisa però che la sperimentazione riguarda soprattutto una…

di Redazione · 22 ago 2026 · 10 letture
CBDC, il test coreano finisce al centro della disinformazione: la Banca di Corea chiarisce il ruolo dei depositi tokenizzati

Il progetto di valuta digitale della Corea del Sud è finito al centro di una nuova ondata di disinformazione online. Nelle ultime ore, diversi contenuti pubblicati sui social hanno descritto la sperimentazione della Banca di Corea come un sistema nel quale il governo potrebbe gestire direttamente i conti dei cittadini, eliminare il contante o condizionare l’accesso ai pagamenti attraverso meccanismi simili a un sistema di credito sociale.

Le ricostruzioni sono state rilanciate mentre il Paese accelera i test di Project Hangang, l’iniziativa con cui la Banca di Corea sta verificando una nuova infrastruttura monetaria basata sull’integrazione tra una CBDC destinata al regolamento interbancario e depositi bancari tokenizzati. Secondo le verifiche pubblicate da AFP il 20 agosto 2026, le affermazioni più allarmistiche diffuse sui social non descrivono correttamente il funzionamento dell’attuale pilota.

Il progetto non è una CBDC retail già operativa

Il punto centrale riguarda la natura della sperimentazione. La Banca di Corea afferma ufficialmente di non avere ancora deciso se introdurre una CBDC e, in caso positivo, quando farlo. L’istituto distingue inoltre tra una valuta digitale general purpose, utilizzabile direttamente dal pubblico come il contante, e la piattaforma sperimentale attualmente in fase di sviluppo.

Project Hangang utilizza una forma di CBDC wholesale, cioè una rappresentazione digitale della moneta della banca centrale destinata al regolamento tra istituzioni finanziarie. Su questa infrastruttura le banche possono emettere depositi tokenizzati, che rappresentano depositi bancari esistenti ma vengono trasferiti e programmati attraverso un sistema basato sulla tecnologia dei registri distribuiti.

La differenza è sostanziale. Nel modello testato dalla Banca di Corea, il cittadino non apre un conto direttamente presso la banca centrale. I rapporti con gli utenti restano mediati dagli intermediari partecipanti, mentre il ruolo della banca centrale è legato all’infrastruttura di regolamento e alla supervisione del progetto. La stessa Banca di Corea sottolinea nella documentazione dedicata alle CBDC che il progetto non equivale alla decisione di emettere una valuta digitale nazionale per il pubblico.

Che cosa sta testando la Corea del Sud

La seconda fase di Project Hangang punta a verificare se un registro unificato possa ospitare diverse forme di denaro digitale e asset tokenizzati, mantenendo la moneta della banca centrale come attività di regolamento. L’obiettivo è osservare come depositi tokenizzati, sistemi di pagamento e applicazioni finanziarie possano interagire all’interno di un’unica infrastruttura.

La Banca di Corea ha descritto il progetto come un ambiente per testare casi d’uso concreti, compresi pagamenti legati a programmi di sostegno pubblico e strumenti programmabili. In una precedente fase della sperimentazione, i depositi tokenizzati sono stati collegati a voucher digitali destinati a specifiche iniziative locali. Il meccanismo consentiva, per esempio, di verificare automaticamente se una spesa rispettasse determinate condizioni prima di applicare il beneficio previsto.

Questa caratteristica alimenta il dibattito sulla programmabilità del denaro. La programmabilità può rendere più efficienti i trasferimenti pubblici, ridurre gli errori amministrativi e limitare l’uso improprio dei fondi. Allo stesso tempo, solleva interrogativi sulla definizione delle regole, sulla gestione dei dati e sulla possibilità che determinate transazioni vengano sottoposte a restrizioni automatiche.

Le accuse di sorveglianza non trovano conferma nel pilota

Le paure diffuse online partono da un tema reale: una moneta digitale emessa o regolata da un’autorità pubblica potrebbe avere implicazioni rilevanti per la privacy e per il controllo dei flussi finanziari. Tuttavia, collegare automaticamente l’attuale test coreano alla gestione diretta dei conti da parte del governo rappresenta un salto logico che le informazioni ufficiali disponibili non confermano.

Il progetto Hangang non prevede, sulla base della documentazione della Banca di Corea, che l’istituto centrale apra conti personali per tutti i cittadini o che sostituisca le banche commerciali nella relazione con la clientela. La sperimentazione è invece costruita attorno a un modello intermediato, nel quale gli istituti finanziari partecipanti gestiscono i servizi rivolti agli utenti.

Resta comunque aperta la discussione sui rischi futuri. Anche senza una CBDC retail, l’utilizzo di depositi tokenizzati e di voucher programmabili dimostra che una parte delle funzioni tradizionalmente associate alle valute digitali può essere sviluppata attraverso l’infrastruttura bancaria esistente. Per questo, il dibattito non riguarda soltanto l’eventuale emissione di una moneta digitale, ma anche il modo in cui banche e autorità possono rendere programmabili i pagamenti.

Perché il test è importante per il mercato crypto

La sperimentazione sudcoreana è rilevante per il settore delle criptovalute perché propone un’alternativa all’idea secondo cui la tokenizzazione debba passare necessariamente da stablecoin private o blockchain pubbliche. In Project Hangang, il punto di riferimento è la moneta della banca centrale, mentre i depositi tokenizzati svolgono il ruolo di denaro digitale privato regolato dagli intermediari.

Il modello si colloca quindi tra il sistema bancario tradizionale e la finanza decentralizzata. Da un lato, mantiene l’intermediazione delle banche e il controllo istituzionale sul regolamento. Dall’altro, introduce caratteristiche tipiche delle reti programmabili, come trasferimenti condizionati, automazione delle regole e integrazione con asset digitali.

Per gli investitori e per le società crypto, l’esperimento offre un’indicazione di tendenza: la competizione futura potrebbe non svolgersi solo tra CBDC e stablecoin, ma anche tra diverse architetture di denaro tokenizzato. Le banche centrali potrebbero fornire l’asset di regolamento, lasciando agli intermediari e agli operatori tecnologici lo sviluppo dei servizi e delle applicazioni.

La Corea del Sud non ha quindi annunciato il lancio di una CBDC retail. Ha però reso più concreto il confronto su come moneta della banca centrale, depositi bancari tokenizzati e pagamenti programmabili possano convivere. È proprio questo passaggio tecnico, più che le interpretazioni circolate sui social, a rendere Project Hangang uno dei test da seguire nell’evoluzione globale delle valute digitali.

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