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Mining

Canaan estrae 44 Bitcoin ad agosto e converte parte della tesoreria in riacquisti azionari

Il miner quotato al Nasdaq ha mantenuto 10,05 EH/s di hashrate installato nelle attività non-JV e ha venduto 54 BTC insieme a 3.952 ETH per raccogliere 13,9 milioni di dollari. Una parte…

di Redazione · 17 set 2026 · 1 letture
Canaan estrae 44 Bitcoin ad agosto e converte parte della tesoreria in riacquisti azionari

Canaan ha prodotto 44 Bitcoin nel mese di agosto 2026 e ha mantenuto a 10,05 exahash al secondo la potenza di calcolo installata nelle attività non collegate alle joint venture. Il dato arriva dall’aggiornamento operativo pubblicato il 14 settembre dalla società quotata al Nasdaq, specializzata nella produzione di macchine ASIC e nelle attività di mining.

La comunicazione mette però in evidenza anche una seconda decisione, destinata ad avere un peso rilevante nella lettura dei conti del miner: Canaan ha liquidato l’intera posizione in Ethereum, pari a 3.952 ETH, insieme a 54 Bitcoin, raccogliendo complessivamente circa 13,9 milioni di dollari. Una parte del capitale è stata utilizzata per riacquistare 13,6 milioni di American Depositary Shares, portando a circa 16,4 milioni gli ADS riacquistati dall’inizio dell’anno.

Produzione stabile, ma la redditività resta legata ai costi energetici

Nel mese di agosto Canaan ha riportato una potenza operativa non-JV di 10,05 EH/s, coincidente con quella installata. Le joint venture hanno invece raggiunto 4,92 EH/s di capacità installata e 4,11 EH/s di potenza operativa. La società precisa che la produzione comunicata, pari a 44 BTC, riguarda le attività di mining non-JV e non include la quota di produzione delle joint venture.

Il costo medio complessivo dell’elettricità è stato indicato in 0,043 dollari per kilowattora. Per un operatore esposto direttamente alla redditività del mining, questo parametro è centrale: la combinazione tra prezzo dell’energia, efficienza degli ASIC, difficoltà della rete e prezzo di Bitcoin determina il margine disponibile per finanziare la crescita o sostenere altre operazioni sul capitale.

L’efficienza media dei miner non-JV in Nord America è stata pari a 17,9 joule per terahash, mentre il dato globale non-JV si è attestato a 23,7 J/TH. Per le joint venture, Canaan ha indicato un’efficienza di 24,7 J/TH. La differenza mostra come la flotta e la localizzazione degli impianti incidano sulla struttura dei costi, soprattutto in una fase in cui l’industria deve competere per l’accesso a energia a basso prezzo e infrastrutture adeguate.

La tesoreria crypto diventa una fonte di capitale

La scelta più significativa dell’aggiornamento riguarda la gestione degli asset digitali. Canaan ha dichiarato di aver venduto 3.952 ETH a un prezzo medio di circa 2.400 dollari e 54 BTC a un prezzo medio vicino a 79.000 dollari. Le operazioni, avviate nella parte finale di agosto, hanno generato circa 13,9 milioni di dollari di liquidità.

Dopo le vendite, la società dichiara di detenere 1.868 BTC e nessun ETH in bilancio. La decisione non equivale quindi all’abbandono della strategia di tesoreria in Bitcoin, ma rappresenta una riallocazione: Canaan ha ridotto l’esposizione complessiva agli asset digitali e ha trasformato una parte delle riserve in liquidità destinata al riacquisto delle proprie azioni.

Dal punto di vista finanziario, il meccanismo è diverso da quello seguito dai miner che vendono Bitcoin esclusivamente per coprire i costi operativi. Canaan ha collegato la monetizzazione della tesoreria a un’operazione sul capitale, sostenendo che il valore di mercato della società non rifletta pienamente gli asset e la capacità produttiva del gruppo. Si tratta di una valutazione del management, non di una garanzia sul risultato dell’operazione.

Capacità globale oltre 15 EH/s, ma con una parte ancora da attivare

Alla fine di agosto Canaan contava 13 progetti minerari attivi a livello globale. La potenza operativa complessiva era pari a 14,15 EH/s, mentre quella installata raggiungeva 14,96 EH/s. A questa si aggiungevano 0,27 EH/s di capacità attesa, per una potenza complessiva stimata in 15,23 EH/s.

La distinzione tra capacità operativa, installata e attesa è importante. L’hashrate installato rappresenta l’infrastruttura già disponibile, ma non implica necessariamente che tutte le macchine siano in funzione o che producano Bitcoin nello stesso momento. La capacità attesa, invece, riguarda apparecchiature consegnate ma non ancora installate. Per questo motivo, il potenziale indicato dalla società non deve essere letto come produzione immediatamente disponibile.

Il dato include anche l’hashrate installato associato alle operazioni in Etiopia, dove Canaan afferma di avere temporaneamente sospeso il mining. La scelta segnala quanto l’accesso effettivo all’energia e la continuità operativa possano incidere sulla distanza tra capacità teorica e produzione reale.

Il progetto canadese per recuperare il calore dei computer

Parallelamente al mining, Canaan ha comunicato che le apparecchiature destinate al progetto canadese di recupero del calore sono arrivate sul posto e che l’installazione è iniziata in vista della stagione invernale.

L’iniziativa punta a utilizzare il calore generato dalle macchine di calcolo in una serra. In termini industriali, il progetto mira a valorizzare una parte dell’energia che normalmente verrebbe dispersa attraverso i sistemi di raffreddamento. Il beneficio economico effettivo dipenderà dall’avvio operativo, dalla continuità del sistema e dalla capacità di integrare il mining con il fabbisogno termico della struttura.

Per l’industria, il recupero del calore è una delle strategie considerate per ridurre l’impatto dei costi energetici e migliorare l’utilizzo degli impianti. Non sostituisce tuttavia il controllo sul prezzo dell’elettricità: può contribuire all’efficienza complessiva, ma non elimina l’esposizione del miner alla volatilità di Bitcoin e alle variazioni della difficoltà di rete.

Perché la notizia conta per il settore del mining

L’aggiornamento di Canaan mostra come i miner stiano cercando di gestire contemporaneamente tre pressioni: mantenere competitiva la produzione, finanziare l’ammodernamento delle infrastrutture e sostenere il valore per gli azionisti.

La produzione di 44 BTC conferma la continuità operativa del gruppo, mentre il costo medio dell’energia e l’efficienza degli ASIC indicano i principali fattori da monitorare nei prossimi aggiornamenti. La vendita di ETH e di una parte dei Bitcoin introduce invece un elemento di disciplina finanziaria: la tesoreria digitale non viene trattata soltanto come una riserva speculativa, ma anche come una possibile fonte di capitale.

Per gli investitori, il punto centrale sarà verificare se i riacquisti azionari e l’espansione della capacità produttiva riusciranno a compensare la pressione strutturale sul margine dei miner. L’operazione riduce la quantità di asset digitali detenuti da Canaan, ma può aumentare il valore relativo delle partecipazioni residue se la società riuscirà a migliorare la produzione e l’efficienza della flotta.

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