La Banca centrale europea vuole accelerare la costruzione di un mercato europeo integrato per gli asset tokenizzati. In un intervento pronunciato il 26 agosto 2026 al simposio della Deutsche Bundesbank dedicato al futuro dei pagamenti, Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha collegato lo sviluppo della finanza basata su blockchain alla necessità di superare la frammentazione dei mercati e di definire standard comuni, meccanismi di governance e maggiore certezza giuridica.
Il messaggio arriva in una fase nella quale l’Unione europea sta applicando il regolamento MiCA agli operatori e agli emittenti di cripto-attività, mentre la Commissione europea ha avviato una consultazione per valutarne il primo ciclo di applicazione. L’intervento della BCE non introduce una nuova norma e non modifica direttamente MiCA, ma segnala che la tokenizzazione degli strumenti finanziari viene ormai considerata parte della futura architettura dei mercati europei, non soltanto un segmento sperimentale del settore crypto.
La BCE guarda oltre le criptovalute
Nel discorso, Cipollone ha descritto la tokenizzazione come la rappresentazione di attività finanziarie sotto forma di dati programmabili trasferiti attraverso infrastrutture basate sulla tecnologia dei registri distribuiti. L’obiettivo non è limitato alla creazione di nuovi token: secondo la visione esposta dalla BCE, la tecnologia potrebbe rendere più efficienti negoziazione, regolamento, gestione delle garanzie e servizi post-trade.
La distinzione è rilevante per il mercato. Gli strumenti tokenizzati citati dalla banca centrale includono obbligazioni, depositi, garanzie e altre attività finanziarie tradizionali. Non tutti questi prodotti ricadono automaticamente nel perimetro di MiCA: in base alla loro natura giuridica possono essere disciplinati dalle regole bancarie, dalla normativa sui mercati finanziari o da altri atti dell’Unione europea.
Per gli operatori crypto, tuttavia, la direzione è significativa. Exchange, custodi, infrastrutture blockchain e fornitori di servizi tecnologici potrebbero trovarsi a interagire con mercati nei quali la distinzione tra attività digitali, strumenti finanziari tradizionali e sistemi di pagamento sarà sempre più sottile. In questo scenario, autorizzazioni, controlli prudenziali, gestione dei rischi operativi e accesso alla liquidità diventano elementi centrali quanto la tecnologia.
Pontes e Appia al centro del progetto
La BCE ha ribadito il ruolo di due iniziative complementari: Pontes e Appia. La prima è pensata per collegare le piattaforme basate su DLT ai servizi TARGET dell’Eurosistema, consentendo di regolare la componente monetaria delle operazioni in moneta di banca centrale.
Questo aspetto riguarda direttamente il rischio di regolamento. In una transazione tradizionale, il trasferimento dell’attività e quello del denaro devono coordinarsi attraverso sistemi, intermediari e procedure differenti. L’integrazione descritta dalla BCE punta a rendere possibile un regolamento secondo il principio “consegna contro pagamento”, in modo che la consegna dell’attività tokenizzata e il pagamento avvengano in maniera sincronizzata.
Appia ha invece un perimetro più ampio. La roadmap riguarda l’architettura complessiva di un ecosistema finanziario tokenizzato europeo e comprende interoperabilità, standard tecnici, gestione delle garanzie, transazioni transfrontaliere, infrastrutture per il denaro di banca centrale tokenizzato, resilienza e quadro legale e regolamentare.
La BCE ha indicato che Pontes dovrebbe passare a una prima fase operativa nel terzo trimestre del 2026, mentre Appia è destinata a fornire l’impostazione strategica e le basi comuni per lo sviluppo del mercato. Si tratta di iniziative dell’Eurosistema e non di piattaforme destinate direttamente alla clientela retail.
Il problema europeo resta la frammentazione
La motivazione principale della strategia è la struttura ancora frammentata dei mercati dei capitali europei. Nel suo intervento, Cipollone ha richiamato la presenza nell’Unione di numerosi depositari centrali, controparti centrali e sedi di negoziazione, con un’elevata componente nazionale nelle attività di custodia e regolamento.
La tokenizzazione potrebbe ridurre alcuni passaggi e facilitare operazioni transfrontaliere, ma la tecnologia da sola non elimina le differenze tra ordinamenti, procedure e responsabilità. Per questo la BCE insiste sulla necessità di progettare il mercato digitale europeo con regole compatibili fin dall’inizio, evitando che la nuova infrastruttura riproduca le stesse barriere oggi presenti nei sistemi tradizionali.
Il punto ha una conseguenza diretta anche per l’applicazione di MiCA. Il regolamento ha creato un quadro armonizzato per molte cripto-attività e per i prestatori di servizi crypto, ma non sostituisce l’intero diritto finanziario europeo. La crescita della tokenizzazione potrebbe quindi aumentare i casi nei quali sarà necessario stabilire se un prodotto è una cripto-attività, uno strumento finanziario, un deposito tokenizzato o un mezzo di pagamento.
Perché la notizia conta per il mercato crypto
Il principale effetto dell’intervento della BCE è istituzionale. La banca centrale non ha presentato la blockchain come una tecnologia alternativa al sistema finanziario, ma come un possibile componente dell’infrastruttura europea dei mercati. Il riferimento a moneta di banca centrale, standard e governance indica che l’obiettivo è incorporare la tokenizzazione in un ambiente regolamentato e interoperabile.
Per gli investitori e per le imprese del settore, questo può tradursi in una maggiore attenzione a tre aree: la classificazione giuridica degli asset, la solidità delle infrastrutture di custodia e regolamento e la capacità degli operatori di rispettare requisiti comuni in materia di sicurezza e resilienza.
Non significa che la BCE stia promuovendo Bitcoin, Ethereum o specifiche stablecoin. Il discorso riguarda soprattutto la digitalizzazione degli strumenti finanziari e l’infrastruttura dei mercati. Tuttavia, l’evoluzione delineata potrebbe influenzare anche il ruolo delle stablecoin, dei depositi tokenizzati e dei sistemi di pagamento basati su blockchain, in particolare quando sarà necessario regolare operazioni di valore elevato tra intermediari europei.
La prossima fase sarà quindi prevalentemente regolamentare e operativa. La consultazione della Commissione sulla revisione di MiCA è ancora aperta, mentre la BCE sta lavorando alla propria infrastruttura per il regolamento delle transazioni tokenizzate. Il confronto tra queste due traiettorie sarà decisivo per capire se l’Europa riuscirà a costruire un mercato digitale realmente integrato oppure se la tokenizzazione resterà distribuita tra piattaforme e regimi nazionali non pienamente compatibili.


