Scade oggi, 15 agosto 2026, il termine entro il quale le autorità nazionali devono trasmettere all’Autorità europea antiriciclaggio, AMLA, i dati necessari a individuare gli operatori finanziari potenzialmente eleggibili per la supervisione diretta a livello dell’Unione europea. Nell’ambito della procedura rientrano anche i crypto-asset service provider, cioè gli intermediari autorizzati a offrire servizi su cripto-attività.
La scadenza non comporta ancora il passaggio automatico di alcuna società sotto il controllo diretto di AMLA. Rappresenta però una tappa operativa rilevante nella costruzione del nuovo sistema europeo di supervisione antiriciclaggio, destinato a incidere soprattutto sui gruppi finanziari con una presenza significativa e transfrontaliera in più Stati membri.
La raccolta dei dati coinvolge anche i CASP
AMLA ha avviato il percorso con un pacchetto di reporting rivolto alle autorità nazionali, chiamate a raccogliere e verificare le informazioni sugli operatori sottoposti agli obblighi antiriciclaggio. Tra i soggetti considerati figurano banche, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, imprese di investimento, gestori e fornitori di servizi per cripto-attività.
Il materiale predisposto dall’autorità europea comprende un modello standardizzato e una nota interpretativa. L’obiettivo è rendere omogenea la raccolta delle informazioni tra i diversi Paesi e alimentare i modelli di valutazione del rischio che saranno utilizzati nella successiva selezione.
Per i fornitori crypto, il dossier è particolarmente importante perché la fine del periodo transitorio previsto da MiCA, il 1° luglio 2026, ha segnato il passaggio a un mercato europeo nel quale l’autorizzazione prevista dal regolamento è diventata il riferimento centrale per l’operatività dei CASP. Il nuovo procedimento AMLA aggiunge ora un ulteriore livello di valutazione, concentrato sui rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
La selezione formale è prevista nel 2027
La scadenza del 15 agosto riguarda la trasmissione dei dati da parte delle autorità nazionali. Dopo questa fase è prevista una finestra di correzione e allineamento con i supervisori dei Paesi d’origine. AMLA punta a predisporre entro la fine di settembre 2026 un primo elenco provvisorio delle entità potenzialmente eleggibili.
La selezione vera e propria degli operatori da sottoporre alla supervisione diretta è programmata nel 2027. Secondo il calendario pubblicato dall’autorità, l’assegnazione della responsabilità di vigilanza a livello europeo dovrebbe iniziare nel 2028 e riguardare fino a 40 entità selezionate sulla base della loro dimensione, della presenza in più giurisdizioni e del profilo di rischio.
Per questo motivo, l’inclusione di un CASP nella raccolta dati non equivale a una decisione definitiva. Indica piuttosto che l’operatore, o il gruppo al quale appartiene, può rientrare nel perimetro della procedura di valutazione. L’esito dipenderà dall’applicazione della metodologia armonizzata e dalle informazioni validate dai supervisori nazionali.
Perché la scadenza conta per il mercato crypto europeo
La novità rafforza la progressiva centralizzazione della supervisione europea sui principali intermediari digitali. Finora l’attuazione delle regole antiriciclaggio è rimasta soprattutto nelle mani delle autorità nazionali, con differenze nelle prassi, nelle richieste informative e nell’intensità dei controlli. L’entrata in funzione di AMLA mira a ridurre questa frammentazione almeno per gli operatori considerati più rilevanti o più esposti ai rischi finanziari illeciti.
Per gli exchange, i broker crypto, i custodi e gli altri CASP con attività in numerosi Stati membri, la conseguenza più immediata è l’esigenza di disporre di dati coerenti sulla propria struttura e sulla propria operatività. La procedura considera infatti elementi come la presenza geografica, l’attività transfrontaliera e l’organizzazione dei gruppi. Le informazioni dovranno essere disponibili in modo verificabile e comparabile tra le diverse autorità.
Il tema non riguarda soltanto gli obblighi formali. Una supervisione diretta europea potrebbe produrre standard più uniformi sui controlli della clientela, sul monitoraggio delle transazioni, sulla gestione dei rischi legati ai wallet e sui rapporti con controparti situate fuori dall’Unione. Per gli operatori più grandi, questo potrebbe tradursi in processi di compliance più articolati, ma anche in una maggiore prevedibilità regolamentare nel mercato unico.
Un passaggio distinto dalla vigilanza MiCA
È importante distinguere i due piani. MiCA disciplina l’offerta di cripto-attività e i servizi prestati dai CASP, stabilendo requisiti di autorizzazione, trasparenza, tutela dei clienti e condotta di mercato. AMLA opera invece nell’ambito della prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
Le due cornici sono comunque collegate nella pratica. Un operatore che intende mantenere una presenza stabile in Europa deve rispettare sia le condizioni per l’autorizzazione e la condotta previste da MiCA sia gli obblighi antiriciclaggio applicabili agli intermediari finanziari. La futura supervisione diretta di AMLA potrebbe quindi diventare un ulteriore elemento di selezione per i gruppi crypto che intendono operare su scala europea.
La prossima data da monitorare è la fine di settembre 2026, quando è attesa la lista provvisoria delle entità eleggibili. Non sarà ancora l’elenco finale degli operatori sottoposti a supervisione diretta, ma offrirà una prima indicazione sulla portata del nuovo perimetro europeo e sul peso che i fornitori di servizi crypto avranno nel sistema antiriciclaggio dell’Unione.


