aelf riapre una parte dei propri servizi dopo l’incidente di sicurezza che aveva portato alla sospensione della produzione dei blocchi e a una fase di recupero controllato della rete. Nell’aggiornamento pubblicato il 14 settembre 2026, il progetto ha comunicato il ritorno online dell’accesso ai nodi pubblici e di alcune applicazioni dell’ecosistema. Tra queste figura Forest, il servizio dedicato alla consultazione delle collezioni NFT.
La notizia riguarda in modo diretto il mercato dei token non fungibili, anche se non equivale ancora alla piena normalizzazione delle attività di trading. L’avviso ufficiale specifica infatti che su Forest è nuovamente disponibile la navigazione delle collezioni. Non viene invece annunciata, nello stesso documento, la riattivazione generalizzata di tutte le funzioni di acquisto, vendita o trasferimento degli NFT.
Il ritorno di Forest nel quadro della ripresa di aelf
Il ripristino del portale NFT arriva insieme alla riapertura di altri servizi. aelf segnala che il proprio explorer è nuovamente disponibile per consultare blocchi, transazioni e attività on-chain. Sono stati inoltre riattivati i trasferimenti tramite FairyVault, il trading su Awaken e l’interfaccia di staking di TMRW DAO.
Secondo il progetto, tutti i Block Producer hanno ripreso la produzione dei blocchi nell’ambiente isolato utilizzato per il recupero. La sostituzione dei precedenti indirizzi dei Block Producer è stata completata e i nodi aggiornati hanno superato i test funzionali. In seguito, l’accesso ai nodi pubblici della AELF MainChain e della tDVV dAppChain è stato nuovamente reso disponibile a utenti, sviluppatori e partner.
Per l’ecosistema NFT, il passaggio più rilevante è quindi la possibilità di tornare a visualizzare le collezioni presenti su Forest e di verificare le informazioni associate alle attività on-chain. È un ritorno operativo importante per creatori e collezionisti, ma deve essere distinto dalla riapertura completa dei mercati secondari.
L’incidente di agosto e il rischio per l’infrastruttura
La pausa della rete era iniziata il 18 agosto 2026, quando aelf aveva comunicato di aver rilevato un’attività anomala associata a uno smart contract. In un successivo aggiornamento tecnico del 26 agosto, il progetto aveva spiegato che l’attività osservata poteva utilizzare i parametri delle transazioni per trasferire assembly .NET codificati nel percorso di esecuzione dei contratti sui nodi.
L’analisi pubblicata da aelf aveva individuato 155 transazioni collegate all’attività malevola: 127 sulla AELF MainChain e 28 sulla tDVV dAppChain. I payload analizzati presentavano capacità potenziali che includevano l’esecuzione di comandi sul sistema host, la raccolta di risultati, tentativi di comunicazione verso l’esterno, accesso a oggetti relativi alle chiavi dei nodi e attività di ricognizione dell’infrastruttura.
Il progetto aveva precisato di non aver trovato, sulla base degli elementi allora disponibili, prove di trasferimenti non autorizzati dagli asset degli utenti ordinari né di esposizione delle loro chiavi wallet. La valutazione non comprendeva però le credenziali dei nodi e dell’infrastruttura, considerate potenzialmente esposte e quindi sottoposte a rotazione o revoca cautelativa.
Questo elemento è centrale anche per la componente NFT. I token non fungibili possono restare contabilmente presenti sulla blockchain, ma la loro gestione pratica dipende dalla disponibilità dei nodi, dei wallet, degli explorer e dei marketplace collegati. Una sospensione della rete o dei servizi di supporto può quindi impedire la consultazione, il trasferimento o la verifica delle transazioni anche quando non emerge una perdita diretta degli asset.
Nessun premio di staking durante la pausa
L’aggiornamento del 14 settembre contiene anche una precisazione sulla remunerazione dello staking. aelf afferma che la rete ha smesso di produrre blocchi per circa una settimana e che, durante quell’intervallo, non sono stati generati premi di staking. La sospensione ha riguardato in modo uniforme tutti i partecipanti.
La precisazione non modifica direttamente il funzionamento degli NFT, ma chiarisce l’impatto economico della pausa per gli utenti dell’ecosistema. Il progetto invita a considerare l’intervallo senza produzione di blocchi quando vengono controllati i premi disponibili e gli eventuali importi reclamabili.
Perché la notizia conta per il mercato NFT
Il caso aelf mostra quanto la disponibilità di un marketplace NFT dipenda dalla sicurezza dell’infrastruttura sottostante. Forest può tornare consultabile solo dopo la riattivazione dei nodi pubblici, la sostituzione degli indirizzi dei Block Producer, la verifica dei nodi aggiornati e il ripristino dei servizi collegati.
La riapertura graduale riduce il rischio di presentare come definitivo un recupero ancora in corso. Per collezionisti e operatori, la distinzione tra semplice consultazione delle collezioni e piena operatività del mercato è quindi essenziale: vedere un NFT su un’interfaccia non significa necessariamente che ogni funzione di trasferimento o compravendita sia già disponibile.
Il progetto non ha indicato, nell’aggiornamento del 14 settembre, una data unica per la conclusione dell’intero percorso di recupero. La comunicazione descrive piuttosto una riattivazione progressiva dei servizi, dopo i test nell’ambiente isolato e il ripristino dell’accesso pubblico ai nodi. Per il settore NFT, il ritorno di Forest rappresenta dunque un primo segnale di normalizzazione, ma non ancora la chiusura definitiva dell’incidente.


