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DeFi

Progmat porta 3 miliardi di asset tokenizzati su Avalanche

Il principale mercato giapponese dei security token porta circa 3 miliardi di dollari di asset su Avalanche: un passo decisivo per la finanza tokenizzata

di Redazione · 13 lug 2026 · 28 letture
Progmat porta 3 miliardi di asset tokenizzati su Avalanche

La tokenizzazione degli asset reali (Real World Assets - RWA) continua a compiere passi sempre più concreti verso l'adozione istituzionale. L'ultima notizia arriva dal Giappone, uno dei mercati più avanzati nella regolamentazione degli asset digitali: Progmat, la principale piattaforma giapponese dedicata ai security token, ha completato la migrazione della propria infrastruttura blockchain verso Avalanche, trasferendo asset tokenizzati per un valore di circa 3 miliardi di dollari.

L'operazione rappresenta uno dei più grandi spostamenti di strumenti finanziari regolamentati mai avvenuti su una blockchain pubblica e conferma come la tokenizzazione stia rapidamente uscendo dalla fase sperimentale per diventare parte integrante dell'infrastruttura finanziaria globale.

Cos'è Progmat

Progmat è la principale piattaforma giapponese per l'emissione e la gestione di security token, sostenuta da importanti istituzioni finanziarie del Paese, tra cui Mitsubishi UFJ Trust and Banking e altri grandi operatori bancari e finanziari.

Negli ultimi anni la piattaforma è diventata il punto di riferimento del mercato giapponese della tokenizzazione, ospitando emissioni relative a:

  • immobili commerciali;

  • obbligazioni societarie;

  • strumenti finanziari regolamentati;

  • altri asset reali digitalizzati.

Secondo i dati diffusi dalla società, tutti i progetti attivi sono stati migrati dall'infrastruttura privata Corda verso una blockchain Avalanche dedicata, rendendo gli asset compatibili con l'ecosistema Ethereum Virtual Machine (EVM).

Perché lasciare Corda

Fino a oggi Progmat utilizzava Corda 5, una blockchain permissioned sviluppata principalmente per il settore bancario.

Sebbene Corda garantisca elevati standard di sicurezza e privacy, presenta alcune limitazioni:

  • ecosistema ridotto;

  • minore interoperabilità;

  • difficoltà nell'integrazione con applicazioni DeFi;

  • limitata compatibilità con gli standard Ethereum.

Il passaggio ad Avalanche consente invece di mantenere requisiti di livello istituzionale sfruttando contemporaneamente l'interoperabilità dell'ecosistema EVM.

In pratica, gli asset finanziari regolamentati potranno dialogare molto più facilmente con wallet, infrastrutture blockchain e future applicazioni finanziarie costruite su standard aperti.

Perché è stata scelta Avalanche

Negli ultimi due anni Avalanche si è ritagliata un ruolo sempre più importante nel settore della tokenizzazione istituzionale.

La sua architettura permette infatti di creare blockchain dedicate (Layer 1 personalizzate) mantenendo:

  • elevata velocità di elaborazione;

  • costi di transazione contenuti;

  • finalità quasi immediata;

  • elevata scalabilità;

  • piena compatibilità con Ethereum.

Per istituzioni finanziarie e grandi banche questa combinazione rappresenta un compromesso ideale tra decentralizzazione, conformità normativa e prestazioni.

L'infrastruttura scelta da Progmat consente inoltre di mantenere controlli di compliance, gestione delle identità e autorizzazioni tipiche dei mercati regolamentati, pur sfruttando tecnologie blockchain pubbliche.

Un segnale forte per il mercato RWA

Negli ultimi mesi il settore degli asset tokenizzati sta vivendo una crescita senza precedenti.

Secondo numerosi osservatori di mercato, il comparto RWA potrebbe rappresentare uno dei principali motori dell'industria blockchain nel prossimo decennio.

La migrazione di Progmat assume particolare rilevanza perché non riguarda criptovalute speculative, bensì strumenti finanziari reali già esistenti.

Tra gli asset coinvolti figurano:

  • immobili tokenizzati;

  • corporate bond;

  • security token conformi alla normativa giapponese;

  • altri strumenti finanziari regolamentati.

La differenza rispetto al passato è sostanziale: non si tratta di un progetto pilota, ma di un'infrastruttura già operativa che gestisce centinaia di miliardi di yen di valore reale.

Il Giappone conferma la propria leadership

Negli ultimi anni il Giappone ha costruito uno dei quadri normativi più avanzati al mondo per la blockchain.

Le autorità hanno favorito un approccio che permette agli operatori finanziari di sperimentare nuove infrastrutture mantenendo elevati standard di tutela degli investitori.

Proprio questa certezza regolamentare ha consentito a piattaforme come Progmat di svilupparsi rapidamente e di attirare il sostegno delle principali banche del Paese.

Il trasferimento su Avalanche rappresenta quindi non solo un aggiornamento tecnologico, ma anche un segnale della crescente fiducia delle istituzioni verso blockchain pubbliche progettate per applicazioni enterprise.

Le implicazioni per Avalanche

Per Avalanche questa operazione rappresenta una vittoria strategica.

Negli ultimi mesi la rete ha rafforzato la propria presenza nel settore della finanza istituzionale grazie a partnership con società attive nella tokenizzazione di fondi, obbligazioni, stablecoin e altri strumenti finanziari.

L'arrivo di circa 3 miliardi di dollari di asset gestiti da Progmat rafforza ulteriormente la posizione della blockchain come una delle infrastrutture di riferimento per gli investitori istituzionali.

Non si tratta più solamente di supportare applicazioni DeFi o NFT, ma di ospitare una parte crescente dell'infrastruttura della finanza tradizionale.

Le prospettive future

La migrazione di Progmat potrebbe rappresentare soltanto il primo passo.

L'obiettivo dichiarato della società è costruire un ecosistema sempre più interoperabile, capace di collegare security token, stablecoin, pagamenti digitali e, in prospettiva, anche azioni tokenizzate.

Se il mercato continuerà a crescere con l'attuale ritmo, nei prossimi anni potrebbero essere trasferiti sulla blockchain asset per decine di miliardi di dollari.

Il messaggio che arriva dal Giappone è chiaro: la tokenizzazione non è più una promessa futura, ma una componente concreta dell'evoluzione dei mercati finanziari.

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