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Nasdaq, il rapporto sul lavoro rafforza la Fed restrittiva: Wall Street riduce il premio sui titoli tech

Il mercato del lavoro USA sorprende con 162.000 nuovi occupati ad agosto e disoccupazione stabile al 4,1%. Il Nasdaq chiude in calo dello 0,3% mentre i rendimenti dei Treasury risalgono…

di Redazione · 05 set 2026 · 7 letture
Nasdaq, il rapporto sul lavoro rafforza la Fed restrittiva: Wall Street riduce il premio sui titoli tech

Il Nasdaq ha chiuso la seduta di venerdì 4 settembre in calo dello 0,3%, frenato dal rialzo dei rendimenti dei Treasury e dalla revisione delle aspettative sulla politica monetaria statunitense. A pesare sui titoli tecnologici è stato soprattutto il rapporto sul lavoro di agosto, che ha mostrato un’economia americana più resiliente del previsto proprio mentre gli investitori stavano iniziando a scommettere su una pausa della Federal Reserve.

Secondo i dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics, l’occupazione non agricola negli Stati Uniti è aumentata di 162.000 unità ad agosto. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%, mentre le revisioni dei due mesi precedenti hanno migliorato il quadro complessivo: il dato di giugno è stato portato da 20.000 a 31.000 nuovi posti e quello di luglio da una perdita di 23.000 posti a un aumento di 21.000.

Il risultato ha sorpreso il mercato perché arriva dopo una fase in cui i dati sul lavoro avevano alimentato il timore di un rallentamento più marcato dell’economia USA. Il ritmo medio di crescita degli ultimi dodici mesi resta contenuto, ma il dato di agosto, insieme alle revisioni positive, riduce la probabilità di uno scenario di indebolimento rapido della domanda interna.

Perché il Nasdaq ha reagito negativamente

La reazione del Nasdaq non riflette quindi un peggioramento degli utili societari, bensì il cambiamento del costo del denaro atteso nei prossimi mesi. Un mercato del lavoro ancora solido offre alla Federal Reserve meno motivi per allentare rapidamente la politica monetaria e, allo stesso tempo, mantiene aperta l’ipotesi di una stretta aggiuntiva se l’inflazione dovesse dimostrarsi persistente.

I rendimenti dei Treasury sono saliti dopo la pubblicazione del rapporto, aumentando la pressione sulle società tecnologiche e sulle aziende il cui valore dipende maggiormente dagli utili attesi negli anni futuri. Quando i tassi reali aumentano, i flussi di cassa prospettici vengono scontati a un livello più elevato e le valutazioni dei titoli growth diventano più vulnerabili, anche in presenza di risultati operativi solidi.

Il movimento è stato però selettivo. La seduta ha mostrato una netta divergenza tra alcuni grandi nomi della tecnologia e il comparto dei semiconduttori. Apple, Microsoft e Tesla hanno esercitato una pressione significativa sugli indici, mentre Micron ha registrato un forte rialzo, sostenuta dal rinnovato interesse per la memoria destinata ai sistemi di intelligenza artificiale. Il Nasdaq-100 ha così limitato le perdite e, secondo i dati di mercato disponibili a fine settimana, ha chiuso sostanzialmente stabile sul bilancio settimanale.

La Fed arriva alla riunione di settembre con meno margine

Il rapporto sul lavoro si inserisce in un quadro già delicato per la banca centrale. Il governatore Christopher Waller aveva dichiarato il 3 settembre che, se i progressi nella disinflazione fossero proseguiti, avrebbe potuto sostenere il mantenimento dei tassi ai livelli attuali. Allo stesso tempo, aveva lasciato aperta la possibilità di un rialzo nella riunione del 15 e 16 settembre qualora i dati sull’inflazione di agosto avessero mostrato una nuova accelerazione.

Il dato occupazionale non determina da solo la decisione del Federal Open Market Committee, ma modifica la distribuzione dei rischi. Un mercato del lavoro più robusto rende meno urgente un taglio dei tassi e consente alla Fed di concentrarsi maggiormente sull’obiettivo di riportare l’inflazione verso il 2%. Per gli investitori azionari, questo significa una curva dei tassi potenzialmente più alta e una maggiore sensibilità alle prossime pubblicazioni macroeconomiche.

Il calendario della prossima settimana sarà quindi particolarmente importante per il Nasdaq. Giovedì 10 settembre sono attesi i dati sui prezzi alla produzione e sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Venerdì 11 settembre arriveranno invece l’indice dei prezzi al consumo di agosto e la lettura preliminare della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. Saranno questi numeri, più del rapporto sul lavoro preso isolatamente, a chiarire se la sorpresa occupazionale rappresenta un episodio temporaneo o l’inizio di una nuova fase di maggiore pressione sui tassi.

La forza degli utili non basta più da sola

Il contesto fondamentale delle società quotate resta comunque favorevole. La stagione degli utili del secondo trimestre si è conclusa con una crescita molto elevata per il Nasdaq-100 e con risultati particolarmente solidi nell’area dei semiconduttori e delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Tuttavia, il mercato sta diventando meno disposto a pagare multipli sempre più elevati senza una conferma altrettanto forte sulla crescita futura degli utili.

È questa la tensione principale che Wall Street dovrà gestire nelle prossime settimane: da una parte, la domanda per l’intelligenza artificiale continua a sostenere ricavi, investimenti e margini dei principali gruppi tecnologici; dall’altra, rendimenti obbligazionari più alti riducono il valore attuale di quella crescita e rendono più severo il confronto tra prezzo e fondamentali.

Il rapporto sul lavoro di agosto non ha quindi cancellato la storia dell’AI né modificato il quadro degli utili, ma ha riportato il costo del denaro al centro della valutazione del Nasdaq. Se i prossimi dati sull’inflazione confermeranno una pressione ancora elevata, la Fed potrebbe mantenere un’impostazione restrittiva più a lungo del previsto. Se invece i prezzi mostreranno nuovi segnali di raffreddamento, la solidità dell’occupazione potrebbe essere letta come un elemento positivo per gli utili e per la crescita.

Per il momento, il messaggio del mercato è prudente: la crescita economica resta sufficientemente forte da impedire una svolta rapida della Fed, mentre i titoli tecnologici devono dimostrare che l’espansione degli utili legata all’intelligenza artificiale è abbastanza ampia da compensare l’aumento dei rendimenti. La prossima direzione del Nasdaq dipenderà dall’equilibrio tra questi due fattori.

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