Lunedì, 21 settembre 2026 Il magazine su crypto, economia e finanza Academy Strumenti Area riservata
FED

Fed, Schmid alza il tono prima di Jackson Hole: “I tassi sono ancora troppo accomodanti”

Il presidente della Federal Reserve Bank of Kansas City ritiene che l’inflazione statunitense sia ancora troppo elevata e che la politica monetaria non stia frenando abbastanza l’economia…

di Redazione · 27 ago 2026 · 12 letture
Fed, Schmid alza il tono prima di Jackson Hole: “I tassi sono ancora troppo accomodanti”

La Federal Reserve arriva al simposio di Jackson Hole con un fronte interno nuovamente diviso sulla direzione dei tassi. Jeffrey Schmid, presidente della Federal Reserve Bank of Kansas City, ha sostenuto che l’inflazione statunitense resta troppo alta e che l’attuale livello dei tassi d’interesse è ancora troppo accomodante rispetto agli obiettivi della banca centrale.

Le dichiarazioni, rilasciate alla vigilia dell’apertura del simposio e pubblicate giovedì 27 agosto, rafforzano la componente più prudente del dibattito monetario proprio mentre gli investitori cercano indicazioni sulla prossima riunione del Federal Open Market Committee. Il tema non è soltanto se la Fed taglierà o meno i tassi nei prossimi mesi, ma anche se il livello attuale della politica monetaria sia sufficiente a riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

Schmid: la Fed non ha ancora raggiunto l’obiettivo del 2%

Secondo Schmid, il principale indicatore per valutare il lavoro della Federal Reserve resta la stabilità dei prezzi. Il presidente della Fed di Kansas City ha sottolineato che l’inflazione non è ancora tornata al 2% e ha definito l’attuale orientamento dei tassi più accomodante che restrittivo.

La posizione non rappresenta una decisione del FOMC e non anticipa automaticamente il voto della prossima riunione. Schmid, infatti, non è membro votante del comitato nel 2026. Le sue parole hanno però un peso nel confronto interno alla banca centrale, soprattutto perché arrivano dopo una riunione di luglio caratterizzata da dissensi e in una fase in cui il mercato sta rivalutando la possibilità di una politica monetaria più rigida.

La sua lettura si basa su una combinazione di fattori: inflazione ancora resistente, crescita economica definita resiliente e mercato del lavoro considerato sostanzialmente in equilibrio. In questo contesto, Schmid ritiene che non vi siano segnali sufficienti per descrivere la politica monetaria come realmente restrittiva.

Il contesto: inflazione persistente e crescita ancora solida

Le parole del presidente della Fed di Kansas City arrivano dopo i dati pubblicati mercoledì 26 agosto, che hanno evidenziato una dinamica dei prezzi più persistente rispetto alle attese degli analisti. Il quadro ha ridotto lo spazio per una rapida svolta accomodante e ha riportato l’attenzione sul rischio che i tassi debbano rimanere elevati più a lungo.

Anche la crescita statunitense continua a offrire un argomento a chi invita alla prudenza. Il rallentamento registrato nel secondo trimestre non sembra aver prodotto, almeno per ora, una contrazione generalizzata della domanda interna. Se consumi e investimenti restano relativamente robusti, la Federal Reserve può permettersi di mantenere una posizione attendista senza dover reagire immediatamente a un deterioramento marcato dell’economia.

Questo equilibrio rende più complesso il lavoro della banca centrale. Un mercato del lavoro meno dinamico potrebbe spingere verso una riduzione dei tassi, ma un’inflazione ancora lontana dall’obiettivo impone cautela. La conseguenza è una politica monetaria che resta sensibile a ogni nuovo dato su prezzi, occupazione e attività economica.

Ora il mercato guarda al discorso di Warsh

Il simposio di Jackson Hole si svolge dal 27 al 29 agosto e quest’anno è dedicato alle implicazioni dell’innovazione finanziaria sui pagamenti e sulla politica monetaria. Il momento più atteso è previsto per venerdì 28 agosto, quando il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh terrà il suo intervento principale.

Il discorso sarà seguito con particolare attenzione perché rappresenta il primo intervento di rilievo di Warsh da presidente della Fed a Jackson Hole. Gli operatori cercheranno indicazioni sulla valutazione dell’inflazione, sul grado di restrizione dei tassi e sulla possibilità di una modifica dell’orientamento monetario nel corso dell’anno.

Le dichiarazioni di Schmid alzano la soglia delle aspettative. Se Warsh dovesse utilizzare un linguaggio altrettanto prudente, il mercato potrebbe ridimensionare ulteriormente le ipotesi di un allentamento ravvicinato. Al contrario, un messaggio più aperto alla riduzione dei tassi potrebbe attenuare il peso delle posizioni più restrittive espresse negli ultimi giorni.

Non è però scontato che il presidente fornisca una guida precisa sulla prossima riunione. La Federal Reserve tende a evitare impegni anticipati quando il quadro dei dati resta incerto. È quindi possibile che il discorso ribadisca la necessità di procedere riunione dopo riunione, lasciando agli indicatori macroeconomici il compito di determinare la direzione successiva.

Le possibili conseguenze per Treasury, dollaro e criptovalute

Il primo canale di trasmissione delle parole di Schmid è il mercato obbligazionario. Una Fed percepita come meno disponibile a tagliare i tassi può mantenere elevati i rendimenti dei Treasury, soprattutto sulle scadenze più sensibili alle aspettative sulla politica monetaria. Rendimenti più alti aumentano il costo del denaro e possono esercitare pressione sulle attività considerate più rischiose.

Il dollaro può beneficiare di un differenziale dei tassi favorevole rispetto alle altre principali economie, anche se la reazione dipenderà dal contenuto del discorso di Warsh e dai dati macroeconomici successivi. Per le azioni, invece, il rischio è una maggiore selettività: società con valutazioni elevate e flussi di cassa più lontani nel tempo tendono a essere più sensibili al costo del capitale.

Lo stesso meccanismo riguarda Bitcoin ed Ethereum. Le criptovalute non reagiscono soltanto ai dati specifici del settore, ma anche alle condizioni di liquidità globale e alla direzione dei rendimenti reali. Un orientamento della Fed più restrittivo più a lungo può ridurre lo spazio per una rivalutazione generalizzata degli asset rischiosi, mentre segnali di apertura verso futuri tagli potrebbero sostenere il comparto attraverso aspettative di liquidità più favorevoli.

Per il momento, tuttavia, non emerge una decisione imminente. La novità principale è il tono del dibattito: con l’inflazione ancora considerata troppo elevata e la crescita non abbastanza debole da giustificare un intervento rapido, la Federal Reserve sembra orientata a conservare margine di manovra. Il discorso di Warsh del 28 agosto sarà il prossimo passaggio decisivo per capire se questa cautela resterà dominante anche nella comunicazione ufficiale della banca centrale.

Articoli correlati

Iscriviti alla newsletter

Ricevi ogni settimana le notizie e le analisi più importanti su crypto e finanza.