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Fed, la Beige Book mostra crescita modesta e prezzi ancora in salita: la stretta di settembre resta aperta

Il rapporto pubblicato il 2 settembre dalla Federal Reserve descrive un’economia ancora in espansione, ma con occupazione quasi ferma e pressioni sui costi diffuse. Insieme al dato ADP, il…

di Redazione · 03 set 2026 · 9 letture
Fed, la Beige Book mostra crescita modesta e prezzi ancora in salita: la stretta di settembre resta aperta

La Federal Reserve arriva alla riunione del 15-16 settembre con un quadro economico più difficile da interpretare. La Beige Book pubblicata il 2 settembre descrive un’economia statunitense ancora in crescita, ma a un ritmo soltanto modesto, mentre l’occupazione è aumentata appena e i prezzi hanno continuato a salire in gran parte dei distretti. Nello stesso giorno, il rapporto ADP ha indicato la creazione di 38.000 posti di lavoro nel settore privato ad agosto, un dato contenuto che mantiene aperto il confronto tra inflazione persistente e rallentamento del mercato del lavoro.

Il rapporto della Fed, basato sulle informazioni raccolte entro il 24 agosto, segnala che dieci dei dodici distretti hanno registrato una crescita compresa tra lieve e moderata. Due distretti, invece, non hanno rilevato variazioni. I consumi sono aumentati soltanto leggermente e le imprese hanno descritto una maggiore sensibilità dei clienti ai prezzi. Allo stesso tempo, gli acquisti della fascia più alta del mercato sono rimasti solidi, contribuendo a mantenere l’attività complessiva in territorio positivo.

Crescita ancora positiva, ma con segnali di selettività

La fotografia della Federal Reserve non è quella di un’economia in contrazione. La manifattura ha mostrato un miglioramento in gran parte dei distretti, sostenuta soprattutto dagli ordini legati alla difesa e ai data center. Anche i servizi hanno registrato incrementi da lievi a moderati e le condizioni finanziarie sono migliorate leggermente, con volumi di prestiti stabili o in aumento nella maggior parte delle aree.

La composizione della crescita, tuttavia, appare meno uniforme. Le vendite di automobili sono rimaste generalmente deboli, penalizzate dalla fiducia dei consumatori, dai costi elevati del carburante e dal maggiore costo dei finanziamenti. Il settore residenziale ha invece continuato a indebolirsi, mentre la costruzione non residenziale ha mantenuto un andamento positivo, anche grazie alla forte concentrazione di progetti legati ai data center.

La Fed ha inoltre sottolineato che le prospettive per i mesi successivi restano complessivamente positive, ma accompagnate da un’elevata incertezza. Energia, politica economica e conflitto internazionale sono indicati dalle imprese come fattori capaci di modificare rapidamente costi, domanda e investimenti.

Prezzi e salari mantengono alta la cautela della Fed

Il capitolo più delicato per la politica monetaria resta quello dei prezzi. Gli aumenti sono stati definiti moderati in otto distretti, mentre gli altri hanno riportato pressioni da lievi a robuste. In otto aree il ritmo di crescita dei prezzi è rimasto invariato rispetto alla precedente rilevazione; in tre è diminuito e in una è aumentato.

Le imprese hanno segnalato pressioni particolarmente elevate sui costi degli input nella manifattura e nelle costruzioni. Gli aumenti hanno riguardato energia, trasporti e materie prime, con riferimenti anche ai metalli e ai prodotti petrolchimici. In diversi distretti sono proseguiti gli effetti dei dazi, mentre sanità e assicurazioni hanno continuato a generare costi significativi.

Il passaggio più rilevante per la Fed è che molte aziende non riescono a trasferire integralmente questi aumenti ai consumatori. La maggiore attenzione ai prezzi limita il potere di determinazione dei prezzi delle imprese, ma non elimina il rischio che le pressioni sui costi si riflettano più avanti su margini, salari e prezzi finali.

La crescita salariale è stata definita da modesta a moderata nella maggior parte dei distretti. La domanda di lavoratori qualificati rimane sostenuta, soprattutto nei comparti della costruzione e della manifattura, ma il mercato del lavoro appare meno dinamico rispetto ai periodi precedenti.

Il dato ADP rafforza il dubbio sulla tenuta dell’occupazione

Il rapporto ADP pubblicato il 2 settembre ha aggiunto un elemento di debolezza. Le imprese private statunitensi hanno aumentato l’occupazione di 38.000 unità ad agosto, dopo un incremento rivisto a 46.000 posti a luglio. La crescita della retribuzione base è stata pari al 3,2% su base annua per l’insieme dei lavoratori, mentre per chi è rimasto nello stesso posto di lavoro l’aumento è stato del 3%.

Il dato non coincide con il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro, che include anche il settore pubblico e utilizza rilevazioni differenti. Per questo non può essere considerato una previsione automatica dei posti di lavoro non agricoli. Resta però un segnale utile sul raffreddamento delle assunzioni private, soprattutto perché arriva alla vigilia del rapporto sull’occupazione di agosto previsto per venerdì 4 settembre.

La combinazione tra ADP debole e Beige Book potrebbe alimentare due letture opposte. Da un lato, l’occupazione quasi stagnante e i consumi più prudenti offrono argomenti a chi ritiene che la Fed debba evitare un ulteriore inasprimento. Dall’altro, la diffusione delle pressioni sui prezzi e la crescita ancora positiva in gran parte dei distretti possono spingere i policymaker a mantenere una posizione restrittiva.

La riunione di settembre diventa un passaggio ad alta volatilità

Il presidente della Fed Kevin Warsh ha già indicato a Jackson Hole la necessità di non abbassare la guardia contro l’inflazione. Il governatore Michael Barr, in un intervento del 1° settembre, ha affermato che un ulteriore rialzo potrebbe essere necessario se i dati non mostrassero una moderazione sufficiente dell’inflazione. La Beige Book non risolve il contrasto tra queste posizioni, ma conferma che nessuno dei due rischi può essere ignorato.

Per la riunione del 15-16 settembre, il mercato dovrà quindi valutare quale dei due segnali prevarrà: il rallentamento del lavoro o la persistenza delle pressioni sui costi. Il rapporto ufficiale sull’occupazione e i successivi dati sull’inflazione saranno decisivi per trasformare l’attuale incertezza in una direzione più chiara.

Le conseguenze non riguardano soltanto i Treasury e il dollaro. Tassi più elevati più a lungo tendono a sostenere il rendimento degli strumenti a breve scadenza e a esercitare pressione sulle attività con valutazioni più sensibili al costo del denaro, comprese le azioni tecnologiche e una parte del mercato crypto. Un deterioramento più marcato del lavoro, invece, potrebbe rafforzare le aspettative di una futura svolta meno restrittiva, ma al prezzo di aumentare i timori sulla crescita.

La Beige Book consegna dunque alla Fed un messaggio ambivalente: l’economia non si è fermata, ma sta crescendo in modo meno uniforme; il lavoro perde slancio, mentre prezzi e costi restano abbastanza elevati da impedire una svolta accomodante. Prima della decisione di settembre, il dato più importante sarà capire se il rallentamento dell’occupazione rappresenta un assestamento ordinato o l’inizio di una fase più debole.

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