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BCE, il contante resta il mezzo più accettato nell’area euro: ma i pagamenti mobili accelerano

Una nuova indagine della BCE mostra che nel 2026 il 92% delle imprese con punti vendita fisici accetta contanti, contro l’88% delle attività che accettano carte. I pagamenti mobili salgono…

di Redazione · 17 ago 2026 · 16 letture
BCE, il contante resta il mezzo più accettato nell’area euro: ma i pagamenti mobili accelerano

Il contante resta il mezzo di pagamento più accettato dalle imprese dell’area euro, ma la distanza con gli strumenti digitali si sta riducendo rapidamente. Secondo la nuova indagine della Banca centrale europea sull’uso del contante da parte delle aziende, nel 2026 il 92% delle imprese che effettuano vendite in sedi fisiche dichiara di accettare banconote e monete. La quota sale dal 90% rilevato nel 2024 e supera quella relativa alle carte fisiche, ferma all’88%.

Il dato più dinamico riguarda però i pagamenti mobili. In appena due anni, la percentuale di imprese che li accettano nei punti vendita è passata dal 36% al 68%. La fotografia tracciata dalla BCE descrive quindi un sistema dei pagamenti più articolato: il contante conserva il primato in termini di accettazione, mentre carte, portafogli digitali e pagamenti istantanei stanno ampliando la propria presenza nella quotidianità di consumatori e imprese.

Il contante resiste, soprattutto nei settori a diretto contatto con i consumatori

L’indagine è stata condotta tra imprese attive in tutti i 21 Paesi dell’area euro e riguarda principalmente commercio al dettaglio, ristorazione, alberghi e attività artistiche, d’intrattenimento e ricreative. Sono settori nei quali il pagamento al punto vendita resta centrale e nei quali l’accettazione del contante rappresenta un elemento rilevante per l’inclusione finanziaria e per la libertà di scelta dei clienti.

La diffusione del contante è particolarmente elevata nel commercio al dettaglio, nella ristorazione e negli alberghi, dove raggiunge complessivamente il 93%. Nel confronto tra Paesi, Grecia e Italia presentano il livello più alto, con il 99% delle piccole e medie imprese che dichiara di accettare pagamenti in contanti. All’estremo opposto si trovano Belgio, con l’81%, e Cipro, con il 76%.

La BCE sottolinea inoltre che il 92% delle aziende che già accettano contanti prevede di continuare a farlo nei prossimi cinque anni. Il dato suggerisce che la progressiva digitalizzazione dei pagamenti non sta conducendo, almeno per ora, a una sostituzione generalizzata delle banconote e delle monete nei punti vendita fisici.

La crescita dei pagamenti mobili cambia il quadro competitivo

Il dato sui pagamenti mobili è tuttavia il segnale più importante per l’evoluzione del mercato. La loro accettazione è quasi raddoppiata rispetto al 2024, passando dal 36% al 68%. La categoria comprende strumenti come pagamenti istantanei e portafogli digitali, che stanno diventando più accessibili anche per le attività di dimensioni ridotte.

La crescita non implica necessariamente un arretramento immediato del contante. Le imprese continuano infatti a considerare le banconote e le monete favorevolmente rispetto ai pagamenti digitali soprattutto per privacy e affidabilità. La BCE rileva che non esiste una delle categorie analizzate nella quale le aziende giudichino i pagamenti digitali nettamente superiori al contante.

Il contante conserva inoltre alcuni vantaggi percepiti nella gestione quotidiana, come la possibilità di funzionare senza dipendere da reti, dispositivi o intermediari tecnologici. Per contro, le principali preoccupazioni delle imprese riguardano gli errori nel dare il resto, indicati dal 32% dei partecipanti, i problemi di sicurezza, citati dal 29%, e i rischi di frodi interne, segnalati dal 20%.

Un quarto delle imprese incoraggia già i pagamenti digitali

La coesistenza tra contante e strumenti digitali non significa che le aziende siano neutrali rispetto ai diversi metodi di pagamento. Il 25% delle imprese dell’area euro dichiara di avere già adottato iniziative per incoraggiare i pagamenti digitali o ridurre l’uso del contante.

Tra le misure più comuni figurano l’installazione di casse abilitate esclusivamente ai pagamenti senza contanti, la riduzione del numero di casse che accettano banconote e monete e le campagne di promozione dei pagamenti elettronici. La tendenza è destinata a interagire con la diffusione dei sistemi self-service: il 13% delle aziende dispone già di casse automatiche e, in quasi la metà di questi casi, almeno una parte dei terminali non accetta contanti.

Questo aspetto può creare una differenza tra accettazione formale e accessibilità effettiva. Anche quando un’impresa continua a ricevere banconote e monete, la riduzione delle casse abilitate o l’aumento dei terminali automatici può rendere il contante meno pratico per il cliente.

Le implicazioni per BCE, banche e futuro euro digitale

Per la BCE, i risultati hanno una rilevanza che va oltre le abitudini di pagamento. Il contante rappresenta infatti l’unica forma di moneta della banca centrale direttamente utilizzabile dal pubblico. La sua disponibilità e accettazione restano quindi parte della strategia dell’Eurosistema per garantire inclusione, resilienza e continuità dei pagamenti.

La crescente diffusione dei pagamenti mobili rafforza allo stesso tempo la necessità di un’infrastruttura europea più integrata. Il mercato digitale dei pagamenti è ancora caratterizzato da una forte presenza di operatori privati e da differenze rilevanti tra i vari Paesi. Per consumatori e imprese, l’aumento delle alternative può migliorare la scelta, ma rende anche più importante la disponibilità di sistemi sicuri, interoperabili e funzionanti in caso di malfunzionamenti o crisi.

In questo contesto si inserisce anche il progetto dell’euro digitale, pensato dalla BCE come complemento al contante e non come suo sostituto. L’indagine mostra perché il passaggio a una forma digitale della moneta della banca centrale dovrebbe convivere con le banconote: il contante rimane largamente accettato, mentre le imprese stanno chiedendo e adottando strumenti elettronici più veloci e flessibili.

Un elemento ancora marginale riguarda le criptovalute. Tra le imprese che vendono online, solo lo 0,2% dichiara di accettare cripto-asset come mezzo di pagamento. Il dato conferma che, nonostante la crescita dell’infrastruttura blockchain e delle stablecoin, l’utilizzo diretto delle criptovalute nei pagamenti commerciali resta molto lontano dalla diffusione raggiunta da carte e strumenti mobili.

La conclusione della BCE è quindi articolata: il contante non sta scomparendo, ma il modo in cui viene utilizzato sta cambiando. L’accelerazione dei pagamenti mobili e l’automazione delle casse possono ridurne gradualmente la praticità, anche se la maggioranza delle imprese continua a considerarlo un metodo affidabile e a prevederne la presenza nel prossimo futuro.

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