Il mercato degli NFT ha chiuso l’ultima settimana con un segnale apparentemente contraddittorio: il volume delle vendite è diminuito, mentre il numero di indirizzi coinvolti negli acquisti e nelle vendite è aumentato in modo marcato. Secondo i dati di CryptoSlam rilevati il 19 settembre, le vendite globali di token non fungibili si sono attestate a circa 37,54 milioni di dollari nei sette giorni precedenti, in calo del 15,28% rispetto alla settimana precedente.
La contrazione del valore scambiato è stata accompagnata da una riduzione delle transazioni complessive. Gli scambi registrati sono scesi del 9,08%, a 808.432 operazioni. Il quadro cambia però quando si osservano gli indirizzi blockchain: gli indirizzi classificati come acquirenti sono aumentati del 174,04%, raggiungendo quota 114.977, mentre quelli classificati come venditori sono saliti del 151,72%, a 108.037.
Più indirizzi, ma ticket medi più contenuti
Il dato non significa che 114.977 persone abbiano acquistato un NFT. Un singolo utente può controllare più wallet e utilizzare indirizzi diversi, mentre alcune attività automatizzate possono produrre numerose operazioni. Gli indirizzi rappresentano quindi una misura dell’attività on-chain, non un conteggio certificato degli utenti individuali.
La combinazione tra più indirizzi attivi, meno transazioni e un valore complessivo inferiore suggerisce comunque una possibile frammentazione della domanda. In altri termini, il mercato sembra aver coinvolto una platea più ampia di wallet, ma con operazioni mediamente meno consistenti. Si tratta di un’interpretazione dei dati e non della prova di un ritorno strutturale degli acquirenti retail.
Per il settore NFT è una distinzione importante. Durante le fasi più speculative, la crescita del volume tende a concentrarsi su pochi asset di alto valore e su un numero ristretto di operatori. Il dato dell’ultima settimana indica invece un’attività più distribuita, ma ancora insufficiente per parlare di una nuova fase rialzista: il capitale complessivamente scambiato resta in diminuzione.
Ethereum mantiene la leadership
Ethereum è rimasta la principale blockchain per volume di vendite NFT, con circa 15,32 milioni di dollari nel periodo osservato. Anche la rete di Ethereum ha però registrato una flessione settimanale, pari al 2,66%. La sua quota di mercato continua a essere sostenuta dalla presenza delle principali collezioni storiche e da un’infrastruttura di marketplace più consolidata rispetto a molte reti concorrenti.
Bitcoin ha invece evidenziato una contrazione più netta. Le vendite di NFT e asset assimilati sulla rete sono scese del 53,99%, a circa 4,33 milioni di dollari. Il risultato conferma quanto l’attività legata agli NFT Bitcoin possa essere sensibile alla rotazione dell’interesse verso gli Ordinals, i token BRC-20 e le collezioni che in determinati periodi concentrano una quota elevata del volume.
Tra le blockchain più attive figura anche Polygon, sostenuta soprattutto dalla domanda per asset collezionabili collegati a beni fisici e programmi di autenticazione digitale. La concorrenza tra le reti non si sta quindi giocando soltanto sul terreno dell’arte digitale: gaming, carte collezionabili, oggetti fisici e strumenti di accesso a servizi stanno assumendo un peso crescente nell’attività del settore.
Courtyard guida le collezioni
Sul fronte delle singole collezioni, Courtyard si è posizionata in testa alla classifica settimanale con circa 6,3 milioni di dollari di vendite. Il progetto è associato alla digitalizzazione di oggetti collezionabili fisici e rappresenta una delle applicazioni che stanno cercando di spostare gli NFT oltre il modello dei semplici avatar da collezione.
Alle sue spalle si sono collocate Argonauts, con circa 2,74 milioni di dollari, e Alchemix V3 Transmuter, con circa 1,83 milioni. La distribuzione del volume mostra un mercato ancora concentrato su pochi progetti, anche se il forte aumento degli indirizzi registrati indica un’espansione dell’attività misurata a livello di wallet.
La divergenza tra volume e indirizzi richiede tuttavia cautela. I dati di mercato NFT possono risentire di transazioni di importo ridotto, attività di arbitraggio, incentivi promozionali e wash trading. Per questo motivo, il numero di wallet e il valore lordo delle vendite devono essere letti insieme alla qualità della domanda, alla permanenza degli utenti e alla capacità delle collezioni di generare utilizzo al di fuori del mercato secondario.
Il mercato cerca una nuova base di domanda
La fotografia del 19 settembre non descrive un mercato in piena ripresa, ma segnala un possibile cambiamento nella composizione dell’attività. Il calo del volume indica che la liquidità resta selettiva; la crescita degli indirizzi suggerisce invece che l’interesse non è scomparso del tutto e potrebbe essersi spostato verso operazioni più piccole, collezioni con prezzi inferiori o applicazioni NFT legate a videogiochi, carte e oggetti fisici.
Per gli investitori e per i marketplace, la questione centrale sarà capire se l’aumento degli indirizzi si tradurrà in una crescita stabile dei volumi nelle prossime settimane. Se il numero di wallet attivi dovesse rimanere elevato insieme a transazioni organiche e a una maggiore profondità del mercato secondario, il dato potrebbe rappresentare un segnale di allargamento della base utenti. Se invece gli indirizzi dovessero diminuire rapidamente, l’incremento osservato potrebbe essere stato soltanto episodico.
La conclusione più prudente è quindi duplice: gli NFT stanno mostrando una partecipazione on-chain più ampia, ma non ancora una domanda capace di sostenere volumi crescenti. Ethereum conserva il ruolo di riferimento e le collezioni legate a casi d’uso concreti continuano a raccogliere una parte significativa dell’attività. Il settore resta però lontano dai livelli necessari per parlare di un nuovo ciclo generalizzato.


