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Come usare DeFi

Come fornire liquidità in un DEX: pool, LP token, impermanent loss e rischi

Una guida pratica per capire come funzionano le liquidity pool della DeFi, cosa significa diventare liquidity provider, come si calcolano commissioni e perdite impermanenti e quali…

di Redazione · 14 ago 2026 · 8 letture
Come fornire liquidità in un DEX: pool, LP token, impermanent loss e rischi

Fornire liquidità a un exchange decentralizzato, o DEX, significa depositare una coppia di token in una liquidity pool utilizzata dagli utenti per effettuare scambi. In cambio, il liquidity provider può ricevere una parte delle commissioni pagate dai trader e, in alcuni protocolli, eventuali incentivi aggiuntivi.

Il meccanismo può sembrare simile a un deposito remunerato, ma non lo è. I token vengono esposti a smart contract, variazioni di prezzo, errori tecnici e possibili perdite rispetto alla semplice detenzione degli stessi asset. Per capire se un’operazione è adatta al proprio livello di esperienza bisogna quindi distinguere il funzionamento tecnico dal rendimento potenziale e dai rischi.

Questa guida spiega come funzionano le pool basate su market maker automatizzati, o AMM, come si deposita liquidità in modo consapevole e perché le commissioni incassate non garantiscono necessariamente un risultato positivo.

Che cos’è una liquidity pool e perché serve

Un DEX non utilizza necessariamente un registro ordini tradizionale con un compratore e un venditore abbinati da un intermediario. Nei protocolli basati su AMM, gli scambi avvengono contro una riserva di token custodita da uno smart contract: la liquidity pool.

Una pool può contenere, per esempio, due asset appartenenti alla stessa rete. Un utente che vuole scambiare il primo token con il secondo interagisce con lo smart contract. Il contratto aggiorna le quantità presenti nella riserva secondo le regole del protocollo e applica una commissione alla transazione.

Il liquidity provider deposita normalmente entrambi i token nella proporzione richiesta dalla pool. In questo modo contribuisce alla disponibilità di liquidità e consente ad altri utenti di effettuare swap. La quota di commissioni attribuita al provider dipende dalle regole del DEX, dalla quantità depositata rispetto alla liquidità totale e dal volume degli scambi.

Il modello non elimina il rischio di controparte: al posto di un exchange centralizzato, il partecipante si affida al codice dello smart contract, ai meccanismi della pool e alla corretta gestione del proprio wallet.

Come funziona il prezzo in un AMM

Una delle formule più conosciute nei pool a prodotto costante è rappresentata da x × y = k. In modo semplificato, x e y indicano le quantità dei due token presenti nella pool, mentre k rappresenta un valore che il protocollo cerca di mantenere costante durante lo scambio, al netto di commissioni e regole specifiche.

Quando un trader preleva una parte di un token dalla pool, deve immettere l’altro token. La quantità ricevuta non è determinata soltanto dal prezzo osservato su un mercato esterno: dipende anche dalle dimensioni della pool e dall’impatto che l’operazione produce sulle riserve.

Una pool poco liquida può subire un impatto sul prezzo più elevato. Questo effetto è chiamato price impact e riguarda innanzitutto il trader, ma può riflettersi anche sul provider, perché modifica la composizione della sua posizione nella pool.

Il prezzo visualizzato nell’interfaccia non deve essere confuso con una garanzia di esecuzione. Prima di confermare uno swap o un deposito occorre controllare almeno la tolleranza allo slippage, le commissioni di rete, la commissione del protocollo e l’indirizzo dello smart contract.

Cosa riceve il liquidity provider: quote e LP token

Quando si deposita liquidità, il protocollo registra la quota del partecipante sulla pool. A seconda del DEX, questa quota può essere rappresentata da LP token trasferibili oppure da una registrazione interna o da un token non fungibile che identifica la posizione.

Gli LP token non sono automaticamente una nuova forma di profitto. Rappresentano il diritto a riscattare la quota spettante della pool, che può includere quantità diverse da quelle depositate inizialmente. Se il provider possedeva una quota proporzionale della pool, al momento del ritiro riceverà la stessa percentuale delle riserve disponibili, dopo eventuali commissioni, incentivi e variazioni intervenute.

Le commissioni degli swap possono essere distribuite direttamente nella pool. In questo caso il valore della posizione può crescere rispetto alla quantità di token che sarebbe stata disponibile senza commissioni, ma il risultato finale dipende anche dall’andamento relativo dei prezzi.

Alcuni protocolli offrono incentivi aggiuntivi sotto forma di token del progetto. Questi incentivi non devono essere considerati equivalenti alle commissioni: possono avere liquidità limitata, prezzo molto volatile, regole di vesting o condizioni di distribuzione modificabili.

Come si entra e si esce da una pool

La procedura pratica varia in base alla rete e al protocollo, ma il percorso generale è simile.

  • Verificare il protocollo: usare il sito ufficiale raggiunto tramite un segnalibro affidabile o una fonte verificata, controllando dominio, rete supportata e indirizzi dei contratti.
  • Scegliere la pool: esaminare i due token, il tipo di curva, il livello di liquidità, le commissioni applicate e l’eventuale presenza di incentivi.
  • Controllare i token: verificare nome, simbolo e indirizzo del contratto. Token con nomi simili possono essere falsi o non avere alcun rapporto con il progetto conosciuto.
  • Approvare l’uso dei token: quando richiesto, il wallet deve autorizzare lo smart contract a utilizzare gli asset. È importante leggere l’importo dell’approvazione e preferire, quando possibile e comprensibile, un limite non superiore a quello necessario.
  • Depositare la liquidità: controllare quantità, proporzione dei token, slippage, gas e riepilogo della posizione prima di firmare.
  • Conservare le informazioni: annotare rete, pool, contratto, quota e condizioni applicate. Non basta ricordare il nome del protocollo.

Per uscire, si seleziona la posizione e si avvia il ritiro. Il wallet mostra una richiesta di firma e il protocollo restituisce la quota delle riserve prevista dal contratto. In alcune architetture può essere necessario ritirare prima la liquidità da un programma di incentivi e poi rimuoverla dalla pool.

Impermanent loss: perché la quantità finale può cambiare

Il rischio più caratteristico della fornitura di liquidità è la cosiddetta impermanent loss, spesso tradotta come perdita impermanente. Si verifica quando il rapporto di prezzo tra i due token cambia dopo il deposito.

Per effetto del meccanismo automatico di riequilibrio, la pool tende a contenere una quantità maggiore dell’asset che ha perso valore relativo e una quantità minore di quello che ha guadagnato valore relativo. Il provider può quindi ritrovarsi con una composizione diversa rispetto alla semplice detenzione dei due token fuori dalla pool.

Il termine “impermanente” non significa che la perdita sia irrilevante o certamente reversibile. Se il rapporto di prezzo torna vicino al livello iniziale prima del ritiro, l’effetto relativo può ridursi. Se invece la posizione viene chiusa mentre la divergenza è ancora presente, la differenza diventa effettiva.

Un esempio semplificato: un provider deposita una coppia composta da un asset volatile e da una stablecoin. Se il prezzo dell’asset aumenta molto, gli arbitraggisti acquistano dalla pool l’asset diventato relativamente economico e vi depositano stablecoin. La posizione del provider finisce così per contenere meno asset volatile e più stablecoin rispetto a una semplice detenzione iniziale. Le commissioni ricevute possono compensare in tutto o in parte l’effetto, ma non esiste una garanzia che ciò avvenga.

Il confronto corretto non è soltanto tra valore iniziale e valore finale. Bisogna confrontare il valore della posizione nella pool con il valore che avrebbero avuto gli stessi token se fossero rimasti fermi, considerando commissioni, costi di rete, incentivi, tasse eventualmente applicabili e variazioni di prezzo.

Rischi tecnici, economici e operativi

La liquidità in un DEX espone a più categorie di rischio contemporaneamente.

  • Rischio dello smart contract: un bug, un errore nella logica o una vulnerabilità può causare il blocco o la perdita degli asset. Un audit non è una garanzia assoluta di sicurezza.
  • Rischio amministrativo: alcuni protocolli includono funzioni di emergenza, aggiornamento o controllo che possono modificare il comportamento del contratto. Occorre capire chi può esercitarle e con quali limiti.
  • Rischio di mercato: entrambi i token possono perdere valore, anche se uno dei due è presentato come stablecoin. La stabilità dichiarata non elimina rischio di de-peg, liquidità insufficiente o problemi dell’emittente.
  • Rischio di impermanent loss: la variazione del rapporto tra i prezzi può ridurre il risultato rispetto alla detenzione diretta.
  • Rischio di liquidità: una posizione può essere tecnicamente ritirabile ma difficile da liquidare senza forte impatto sul prezzo.
  • Rischio di rete: congestione, commissioni elevate, transazioni fallite o problemi di bridge possono complicare entrata e uscita.
  • Rischio di interfaccia: siti clonati, token falsi, firme ambigue e collegamenti provenienti da messaggi non verificati possono portare a transazioni indesiderate.

Non bisogna inoltre confondere una pool con un conto bancario. Il rendimento può variare, non essere sufficiente a coprire le perdite e dipendere da condizioni che il provider non controlla.

Come valutare una pool prima di depositare

Non esiste un singolo numero capace di descrivere la qualità di una pool. Un tasso annualizzato mostrato dall’interfaccia può cambiare rapidamente e può includere incentivi temporanei o non facilmente liquidabili.

Prima di procedere, è utile porsi alcune domande:

  • Quali sono gli indirizzi ufficiali dei due token e dello smart contract?
  • Il protocollo è aggiornabile? Esistono amministratori, multisig o chiavi con poteri speciali?
  • Da dove deriva il rendimento visualizzato: commissioni reali, emissione di token o una combinazione?
  • Qual è il volume effettivo degli scambi e quanto è profonda la liquidità?
  • Quale tipo di pool viene utilizzato e in quale intervallo di prezzo opera?
  • Quali costi sono previsti per approvazione, deposito, raccolta degli incentivi e ritiro?
  • Come si verifica la posizione on-chain se l’interfaccia non è disponibile?

È preferibile iniziare comprendendo una posizione di dimensione limitata, senza usare denaro necessario per spese o obiettivi essenziali. La prudenza non elimina il rischio tecnico, ma riduce l’impatto di errori operativi e di valutazioni sbagliate.

Errori frequenti da evitare

  • Guardare soltanto l’APY: il rendimento annualizzato è una stima dipendente da ipotesi e condizioni variabili, non una promessa.
  • Ignorare la coppia di token: una commissione elevata può riflettere volatilità, rischio o domanda temporanea.
  • Depositare senza verificare il contratto: il nome del protocollo nell’interfaccia non basta.
  • Usare approvazioni illimitate senza comprenderle: un’approvazione autorizza un contratto a spendere i token secondo i termini della richiesta.
  • Dimenticare le posizioni concentrate: in alcuni DEX la liquidità funziona soltanto dentro un intervallo di prezzo e può diventare inattiva fuori da esso.
  • Non considerare i costi: gas, swap necessari per procurarsi la coppia, commissioni e fiscalità possono modificare il risultato netto.
  • Firmare alla cieca: una richiesta wallet poco chiara va rifiutata e analizzata prima di procedere.

Una checklist pratica prima della firma

Prima di depositare, verificare di essere sulla rete corretta e di avere abbastanza token nativi per pagare il gas. Controllare poi il dominio, gli indirizzi dei contratti, la coppia selezionata, la proporzione richiesta, la tolleranza allo slippage, le commissioni e le eventuali condizioni di ritiro.

Dopo la firma, conservare l’hash della transazione e controllare su un block explorer l’esito effettivo. La posizione dovrebbe essere visibile nell’interfaccia del protocollo o tramite gli strumenti ufficiali della rete. Se il sito chiede di inserire seed phrase o chiavi private, interrompere subito la procedura: un DEX legittimo non ha bisogno di questi dati.

Fornire liquidità può aiutare a capire concretamente come funzionano mercati automatici, arbitraggio e smart contract. Tuttavia, la presenza di commissioni non trasforma una pool in un investimento a rendimento garantito. La decisione consapevole richiede di valutare contemporaneamente tecnologia, asset sottostanti, volatilità, costi, liquidità e possibilità di perdita.

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