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BCE, al via Pontes: la banca centrale investe nella finanza tokenizzata e usa denaro pubblico per il regolamento DLT

La BCE avvia i preparativi per investire una quota limitata delle proprie riserve in titoli tokenizzati. Le operazioni saranno regolate tramite Pontes, la nuova infrastruttura…

di Redazione · 22 set 2026 · 16 letture
BCE, al via Pontes: la banca centrale investe nella finanza tokenizzata e usa denaro pubblico per il regolamento DLT

La Banca centrale europea entra direttamente nella fase operativa della finanza tokenizzata. In un comunicato pubblicato il 21 settembre 2026, l’istituzione ha annunciato l’avvio dei preparativi per investire una quota limitata dei propri fondi in titoli rappresentati su infrastrutture basate sulla distributed ledger technology, o DLT.

Le operazioni saranno regolate attraverso Pontes, la nuova soluzione dell’Eurosistema che consente di utilizzare moneta di banca centrale per il regolamento di transazioni wholesale su asset tokenizzati. La decisione non riguarda la politica monetaria e non equivale all’acquisto di criptovalute da parte della BCE: il portafoglio interessato è infatti quello dei fondi propri dell’istituzione, separato dagli strumenti utilizzati per perseguire gli obiettivi di politica monetaria.

La BCE diventa investitore diretto nella tokenizzazione

Secondo quanto comunicato dall’istituzione, il programma servirà alla BCE per acquisire esperienza pratica lungo l’intero ciclo di vita dell’investimento in strumenti tokenizzati. L’attività comprenderà l’esecuzione degli ordini, il regolamento, i sistemi tecnologici e la gestione del portafoglio.

La prima fase sarà concentrata su titoli denominati in euro emessi da governi dell’area euro, amministrazioni regionali, agenzie pubbliche e istituzioni sovranazionali europee. Non è stata indicata una data definitiva per i primi acquisti né è stato comunicato l’ammontare della quota destinata al progetto. La BCE ha precisato che i dettagli operativi e la tempistica saranno determinati dal Comitato esecutivo una volta completato il lavoro preparatorio, anche sulla base dell’evoluzione delle emissioni tokenizzate e dell’ecosistema europeo.

Il punto centrale è quindi il passaggio dalla sperimentazione tecnica all’utilizzo istituzionale. La BCE non si limita più a studiare la DLT o a partecipare a test di mercato, ma intende usare direttamente un’infrastruttura tokenizzata per una parte delle proprie attività finanziarie.

Pontes porta la moneta di banca centrale sulla DLT

Pontes è stato lanciato lo stesso giorno dell’annuncio sugli investimenti. La piattaforma consente di regolare transazioni su asset tokenizzati in moneta di banca centrale, cioè attraverso un’attività considerata priva del rischio di credito tipico della moneta bancaria commerciale.

Per i mercati finanziari, questa distinzione è rilevante. La tokenizzazione può rendere più automatizzati e integrati diversi passaggi oggi separati, dall’emissione alla negoziazione, fino al regolamento, alla custodia e alla gestione degli eventi societari. Tuttavia, l’efficienza tecnologica non elimina il problema della fiducia nel regolamento. Pontes punta proprio a fornire un’infrastruttura in cui il trasferimento dell’asset tokenizzato e il pagamento possano avvenire con il supporto della moneta della banca centrale.

Il progetto sarà introdotto gradualmente. L’Eurosistema prevede di ampliare nel tempo i servizi disponibili e di estendere gli orari operativi. La piena implementazione è attesa entro il 2028, secondo la tabella indicata dalla BCE.

Un primo gruppo di operatori ha già completato il processo di onboarding. Tra i partecipanti figurano banche e istituzioni finanziarie europee come Deutsche Bank, DZ Bank, Santander, Société Générale, la Banca europea per gli investimenti e KfW. Sono inoltre coinvolti operatori di infrastrutture DLT come Clearstream, Cashlink, SWIAT e Axiology. Anche la Deutsche Bundesbank è stata integrata come partecipante di mercato.

La strategia europea si muove su due binari

Pontes rappresenta il primo asse della strategia dell’Eurosistema sulla finanza tokenizzata. Il secondo è Appia, un’iniziativa di più lungo periodo destinata a elaborare un modello per un ecosistema finanziario europeo integrato e basato sulla tokenizzazione.

La distinzione è importante. Pontes risponde alle esigenze immediate del mercato, offrendo una modalità per regolare transazioni su piattaforme DLT. Appia guarda invece all’architettura complessiva del sistema, compresi gli standard, l’interoperabilità e il coordinamento tra diverse infrastrutture.

La BCE ha ricordato che tra maggio e novembre 2024 l’Eurosistema aveva già condotto oltre 50 test ed esperimenti con 64 partecipanti di mercato sul regolamento di transazioni basate su DLT in moneta di banca centrale. Il lancio di Pontes indica che quella fase esplorativa viene ora trasformata in una struttura destinata a essere utilizzata da operatori finanziari reali.

Perché la decisione interessa il settore crypto

La notizia non modifica direttamente le regole applicabili a Bitcoin, Ethereum, agli exchange o agli emittenti di stablecoin. Il perimetro immediato riguarda titoli finanziari tokenizzati e mercati wholesale, non le criptovalute rivolte al pubblico retail.

La rilevanza per il settore crypto emerge però dal collegamento con la tokenizzazione degli asset reali, una delle aree di maggiore sviluppo dell’industria blockchain. Titoli di Stato, obbligazioni, quote di fondi e altri strumenti finanziari possono essere rappresentati come token su reti DLT. Per rendere sostenibile questo mercato, non basta creare il token: occorrono anche infrastrutture affidabili per il pagamento, il regolamento e la custodia.

In questo senso, la scelta della BCE può rafforzare il modello secondo cui la blockchain viene utilizzata come infrastruttura di mercato, mentre il regolamento monetario resta ancorato alla banca centrale. È un approccio diverso da quello delle stablecoin private, che utilizzano passività di emittenti commerciali, e anche dalle ipotesi di pagamento direttamente tramite criptovalute volatili.

La conseguenza potenziale è una maggiore legittimazione istituzionale della DLT nei mercati finanziari europei. Non si tratta ancora di una piena apertura alla finanza on-chain, né di una garanzia sul successo commerciale della tokenizzazione. La BCE dovrà valutare la qualità delle emissioni disponibili, la sicurezza operativa, l’interoperabilità tra reti e la capacità degli operatori di rispettare gli obblighi regolamentari.

Il segnale politico e regolamentare, tuttavia, è netto: l’Eurosistema non considera più la tokenizzazione soltanto come un laboratorio tecnologico. Con Pontes e con l’investimento diretto nei titoli tokenizzati, la banca centrale europea si prepara a partecipare alla costruzione dell’infrastruttura finanziaria digitale che potrebbe affiancare, e in alcuni segmenti trasformare, i mercati tradizionali.

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